L'ANALISI
28 Agosto 2025 - 20:53
ROMA - "Quando c'è di mezzo la guerra o la pace non c'è titolarità: se un leader europeo, nostro vicino di casa, per mesi continua a dire 'siamo pronti a combattere' io dico no". Lo sottolinea il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini durante il convegno 'La Piazza. Il bene comune' a Ceglie Messapica. "Questo è il tempo della diplomazia, tra sanzioni economiche e incontri tra leader politici - continua Salvini, - Qualcuno tra mille difficoltà sta cercando di riannodare i fili della pace, mentre c'è un vicino di casa che continua a parlare di ombrello nucleare, esercito europeo, riarmo e missili: il mio 'si attacchi al tram' non era un insulto, ma un invito a lasciare stare e parlare di altro. Il governo italiano ha già detto che non invierà nessun ragazzo a morire in Ucraina, perché non siamo in guerra con la Russia: i problemi dell'Italia non arrivano da un'improbabile invasione dei carri armati sovietici ma dalle frontiere sud, dove gli scafisti cercano di riempirci di clandestini tra cui indesiderati estremisti islamici; i problemi delle periferie non sono i russi, ma i balordi di prima e seconda generazione che ne combinano di tutti i colori. Non ho né voglia né tempo di litigare con Macron, ma quando un leader europeo in difficoltà nel suo paese, come testimonia il voto di fiducia che ci sarà in Francia l'8 settembre, passa il tempo a convocare gli ambasciatori sbaglia". foto: IPA Agency . xd8/tvi/red 28-Ago-25 20:34
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