L'ANALISI
17 Marzo 2025 - 09:33
CATANIA - I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, con il supporto dei Comandi Provinciali di Palermo, Trapani, Caltanissetta, Messina, Ragusa e Agrigento, hanno eseguito un decreto del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale etneo con cui è stato disposto il sequestro preventivo delle quote sociali di 6 aziende nonché di denaro, beni mobili e immobili per un ammontare complessivo pari a 4,6 milioni di euro. Le attività investigative, condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria - Sezione di Polizia Giudiziaria di Catania, avrebbero consentito di far emergere, ferma restando la presunzione d'innocenza valevole ora e fino alla condanna definitiva, una complessa frode fiscale perpetrata mediante la creazione di numerose imprese dedite all'illecita somministrazione di manodopera a favore di una società "capofila", appaltatrice di servizi di logistica, corrieri espressi e trasporto su strada in tutta la Sicilia. Nel complesso, è stato ricostruito un giro di fatture false per un ammontare complessivo di 25,6 milioni di euro in un triennio (2021/2023), un'IVA indebitamente detratta e non spettante per 4,6 milioni di euro e debiti erariali/previdenziali non saldati per 85 milioni di euro. L'artefice del sistema criminale, destinatario del provvedimento di sequestro, è il rappresentante legale della società capofila beneficiaria della forza lavoro, il quale sarebbe risultato anche l'amministratore di fatto delle società - in totale 11 - appositamente create per alimentare il sistema di frode, coadiuvato da altri 10 soggetti, tra cui diverse "teste di legno". I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, la bancarotta fraudolenta, l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, la presentazione di dichiarazione fiscale infedele. foto: ufficio stampa Guardia di Finanza . tvi/com 17-Mar-25 09:27
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