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Baldini a Patuanelli: «Gli allevatori hanno bisogno del giusto prezzo del latte»

La Provincia Redazione

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24 Settembre 2021 - 21:24

Baldini a Patuanelli: «Quali iniziative a tutela settore lattiero-caseario per garantire il giusto prezzo agli allevatori?»

La deputata Maria Teresa Baldini

ROMA - Il prezzo del latte è sempre al centro del dibattito politico. Alla Camera dei deputati l'onorevole Maria Teresa Baldini (FdI) ha presentato una interrogazione al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli in cui chiede quali urgenti iniziative intenda adottare per dare effettiva attuazione alla normativa nazionale, che prevede che i prezzi che i trasformatori corrispondono agli allevatori nazionali per la vendita del latte crudo devono essere tali da compensare i costi di produzione e garantire un'adeguata remunerazione ai produttori;

per calmierare i prezzi di acquisto delle materie prime, in particolare dei mangimi; per rafforzare il potere contrattuale degli allevatori e stimolare al contempo un incremento della loro efficienza, con opportuni incentivi all'aggregazione, attraverso il riconoscimento di organizzazioni di produttori (OP) che svolgano di fatto una funzione di concentrazione dell'offerta e di sviluppo dell'efficienza produttiva anche mediante l'attivazione di una serie di funzioni condivise (logistiche, distributive, finanziarie, di stoccaggio e/o prima trasformazione dei prodotti).

E ancora quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire piena applicazione della disciplina in materia, in particolare dell'articolo 62 del decreto-legge 24 gennaio 2012 n. 1 (convertito con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27) e del decreto ministeriale di attuazione, il decreto n. 19 del 2012, che vieta l'imposizione di condizioni di acquisto, di vendita o di altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, tra le quali sono da includere quelle che determinino, in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza, prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione medi dei prodotti oggetto delle relazioni commerciali e delle cessioni da parte degli imprenditori agricoli.

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

"Le imprese del settore lattiero-caseario stanno attraversando un periodo di grave crisi in relazione al forte squilibrio tra il prezzo che i trasformatori corrispondono agli allevatori nazionali per la vendita del latte crudo e l'andamento dei prezzi al consumo dei prodotti lattiero-caseari;

il prezzo del latte crudo, pari a 35 centesimi al litro, risulta inferiore ai costi di produzione nazionali, in particolare, questa fase, in cui si registrano rincari fino al 50 per cento dei prezzi delle materie prime utilizzate, tra questi i mangimi, che hanno determinato un forte incremento dei costi di produzione;

il valore aggiunto della filiera lattiero-casearia si concentra nei settori a valle della trasformazione del latte crudo e della distribuzione al consumo dei prodotti finiti;

gli allevatori nazionali non riescono, con tali livelli di prezzo del prodotto, ad ottenere una profittabilità adeguata alla sopravvivenza della struttura produttiva; particolarmente grave la situazione delle 5.000 imprese della regione Lombardia, dove si produce circa il 90 per cento della produzione di latte crudo;

occorre attivare tutte le misure necessarie ad evitare che si determini sul mercato un prezzo di acquisto del latte troppo basso, inadeguato a coprire i costi di produzione degli allevatori; è necessario intervenire per rafforzare il potere contrattuale delle aziende agricole di produzione del latte rispetto a quello delle imprese di trasformazione industriale e della grande distribuzione;

è essenziale evitare che il latte di origine estera, prodotto con costi inferiori, possa «spiazzare» la produzione nazionale che ha qualità e standard igienico-sanitari molto elevati, in molti casi non comparabile con il prodotto proveniente da altri Paesi –:

quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare per dare effettiva attuazione alla normativa nazionale, che prevede che i prezzi che i trasformatori corrispondono agli allevatori nazionali per la vendita del latte crudo devono essere tali da compensare i costi di produzione e garantire un'adeguata remunerazione ai produttori; per calmierare i prezzi di acquisto delle materie prime, in particolare dei mangimi; per rafforzare il potere contrattuale degli allevatori e stimolare al contempo un incremento della loro efficienza, con opportuni incentivi all'aggregazione, attraverso il riconoscimento di organizzazioni di produttori (OP) che svolgano di fatto una funzione di concentrazione dell'offerta e di sviluppo dell'efficienza produttiva anche mediante l'attivazione di una serie di funzioni condivise (logistiche, distributive, finanziarie, di stoccaggio e/o prima trasformazione dei prodotti);

quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire piena applicazione della disciplina in materia, in particolare dell'articolo 62 del decreto-legge 24 gennaio 2012 n. 1 (convertito con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27) e del decreto ministeriale di attuazione, il decreto n. 19 del 2012, che vieta l'imposizione di condizioni di acquisto, di vendita o di altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, tra le quali sono da includere quelle che determinino, in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza, prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione medi dei prodotti oggetto delle relazioni commerciali e delle cessioni da parte degli imprenditori agricoli.

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