Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Agli Istituti Maugeri si celebra la ricerca e nuova arma contro covid

Email:

redazione@laprovinciacr.it

21 Luglio 2021 - 18:00

Agli Istituti Maugeri si celebra la ricerca e nuova arma contro covid

PAVIA - L'ICS Maugeri di Pavia ha ospitato Rino Rappuoli, definito dall'amministratore delegato Mario Melazzini "un potenziale premio Nobel in vaccinologi". Rappuoli, microbiologo, nel 2005 ha ricevuto la medaglia d'oro al merito della Sanita' Pubblica, mentre il primo giugno scorso e' stato insignito dell'alta onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica, per il suo impegno nel campo delle ricerche sugli anticorpi monoclonali, una delle armi piu' promettenti contro la lotta al Covid. Rappuoli ha annunciato una sorta di bazooka anti Covid: "Noi abbiamo sviluppato un anticorpo monoclonale di seconda generazione - spiega Rappuoli - con diverse peculiarita': da una parte neutralizza ogni tipo di variante, poi invece di essere somministrato in endovena si somministra attraverso iniezione. Inoltre, e' il piu' potente mai sviluppato, quindi puo' essere usato da tante persone e non da un gruppo di elite". Attualmente, questo monoclonale "ha fatto la fase clinica 1 con risultati eccezionali", mentre adesso "e' in una fase 2-3 che speriamo si concluda presto cosi' da essere a disposizione delle persone". Il direttore scientifico dell'Ics Maugeri, Walter Ricciardi (nella foto), sottolinea come il futuro del paese "passa attraverso un aumento delle attivita' di ricerca e di innovazione", mentre l'Italia attualmente "non e' neanche nei primi trenta paesi su questo aspetto", dunque dobbiamo migliorare. Con di fronte questa grande occasione, ossia quella del Pnrr, per Ricciardi "tutti I ricercatori italiani devono in qualche modo capire come possono giocare un ruolo da protagonisti nell'ambito di questi grandi finanziamenti che arriveranno, e questo lo devono fare a tutti i livelli: ricerca di base, ricerca applicata e ricerca industriale". In particolar modo, quest'ultima, che "e' legata al trasferimento tecnologico, cioe' la creazione di innovazioni che vanno sul mercato e quindi producono ricchezza e quindi vantaggi per i paesi". E' questo il senso dell'iniziativa: dimostrare che l'innovazione sostenibile e la ricerca non solo siano ancore di salvataggio da un punto di vista sanitario ma lo possono essere proprio da un punto di vista economico, se si valuta che l'effetto covid e' andato a colpire i settori piu' fragili e precari della popolazione. In Italia l'intensita' di spesa in risorse e sviluppo rispetto al Pil (nel 2018 pari all'1,4%) e' decisamente distante dai livelli dei paesi Ocse, che si attestano al 2,4%, e lo e' tanto nel settore pubblico quanto nel privato. Una carenza che si riflette anche sul fronte delle competenze: il numero di ricercatori per persone occupate dalle imprese e' pari solo alla meta' della spesa Ue (2,3% a fronte del 4,3%). "In Italia si puo' lavorare ai ritmi internazionali, ma ci vogliono strutture dedicate, ricercatori motivati- e ce ne sono molti- ma soprattutto mancano i finanziamenti con la conseguente liberta' da parte dei ricercatori di costruire dei laboratori competitivi. Non abbiamo nulla da invidiare all'estero, speriamo solo che con il Pnrr si facciano investimenti per tenere qui scienziati di alto livello". E' stata anche l'occasione di fare il punto sullo stato dell'arte dei 17 istituti italiani della Fondazione Maugeri, di cui ben nove riconosciuti dal ministero della Salute come "di ricovero e cura a carattere scientifico". In fin dei conti, sottolinea ancora l'ad di Maugeri Mario Melazzini si e' trattato di "un momento storico", perche' dopo un anno e mezzo di chiusura, "abbiamo avuto la possibilita' di organizzare in presenza un momento che richiama l'importanza della ricerca". Tuttavia, per Rappuoli, l'errore piu' grande che si fa e' "considerare la salute un mero capitolo di spesa", quando invece e' "una grande opportunita'", da considerare alla stessa stregua di "un investimento in borsa", da far fruttare. A tal proposito, l'immunologo racconta un aneddoto: "Tanti anni fa cercavamo di convincere i ministri della Salute a spingere sui vaccini, ma invano. Dopodiche' abbiamo deciso di rivolgere la nostra proposta ai ministri dell'economia, con Pil alla mano. Gli dicevamo 'se vaccini questo e' il tuo Pil': solo allora le cose hanno iniziato a cambiare". . abr/com 21-Lug-21 17:36

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400