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Covid: ad Gardaland, non ci spieghiamo esclusione Parchi

Vigevani: "Italia applica logica contraria a Inghilterra e Usa"

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

19 Aprile 2021 - 12:01

Covid: ad Gardaland, non ci spieghiamo esclusione Parchi

VERONA (19 aprile 2021) - «In attesa dell’ufficializzazione con il prossimo Dpcm, non ci spieghiamo per quale motivo i Parchi divertimento, che svolgono la propria attività quasi esclusivamente all’aperto, vengano associati, in termini di data di riapertura, alle fiere e ai congressi che si svolgono indoor». Lo dice Aldo Maria Vigevani, ad di Gardaland che con oltre 1.500 dipendenti diretti e 10.000 occupati nelle aziende dell’indotto del Lago di Garda «rappresenta una colonna portante dell’economia italiana». «Addirittura, se venisse mantenuta questa scadenza per le riaperture, i Parchi verrebbero ritenuti più pericolosi delle palestre o dei cinema che sono al chiuso! - accusa - Tale logica sarebbe esattamente contraria alla situazione internazionale, vedi Inghilterra e Usa, dove i parchi, appunto all’aperto, sono tra le prime attività a riprendere. Lo scorso anno Gardaland ha inaugurato la stagione addirittura il 13 giugno e grazie ad un robusto ed efficace Protocollo di sicurezza non è stato registrato nessun contagio tra i suoi ospiti, i quali hanno confermato l’efficacia delle misure a più riprese attraverso migliaia di interviste online.» (ANSA)

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