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CRONACA

Scomparsi in Messico: avvocato, bene condanne ma dove sono?

Le pene inflitte saranno comunicate durante udienza del 9 aprile

Daniele Duchi

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03 Aprile 2021 - 07:14

Scomparsi in Messico: avvocato, bene condanne ma dove sono?

NAPOLI (3 aprile 2021) - «Le prove offerte in udienza hanno evidenziato oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità degli imputati, le circostanze della sparizione dei nostri tre connazionali sono state chiarite, la condanna, che giunge a distanza di tre anni dai fatti, rappresenta l’ultimo atto di questo importante processo, ma non siamo riusciti a sapere dove sono stati portati e dove si trovano Raffaele, Antonio e Vincenzo: era anche questo il nostro obiettivo». È il commento dell’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre italiani di cui si sono perse le tracce in Messico il 31 gennaio 2018, alla sentenza condanna di due dei tre poliziotti coinvolti nella "sparizione forzata» dei tre connazionali. «Il giudice ha accolto le mie osservazioni e nel corso della mia arringa ho ricordato - ha aggiunto Falleti - la rilevanza internazionale del caso, che coinvolge Italia e Messico, forse l’irreparabilità dell’accaduto e anche la gravità dei fatti, peraltro sottolineata anche dalla Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) e dall’ONU». "Ringrazio Sonia Alvarez Cisneros, Jaime Navarro Hernandez, Jorge Vejar Villa e Manuel Alejandro Gutierrez Banuelos della Fiscalia, la magistratura inquirente messicana, per il lavoro svolto in coordinamento con il procuratore di Jalisco Gerardo Octavio Solis Gomez. Restiamo ora in attesa - ha concluso Falleti - della prossima udienza, fissata il 9 aprile, durante la quale verrà comunicata l’entità delle pene inflitte ai condannati». "Gli imputati e i testimoni, - ha aggiunto l’avvocato Luigi Ferrandino - evidentemente preoccupati per la propria vita, hanno mentito in maniera evidente, hanno mentito non offrendo strumenti per individuare il luogo dove sono tenuti segregati i tre napoletani di cui si sono perse le tracce». "Assieme al collega Falleti - ha sottolineato Ferrandino - non abbiamo perso un solo momento del processo: nella mia arringa difensiva ho evidenziato che gli imputati erano poliziotti e che con la loro condotta hanno tradito il loro Paese ed il loro ruolo sociale, e la fuga della poliziotta ieri dal tribunale costituisce riconoscimento di colpa». (ANSA)

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