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MUSICA & COSTUME

Sanremo: omaggio a Dalla nella serata dei duetti

L'ironia di Fiorello su Zingaretti. Sinisa, Ibra e la malattia

Daniele Duchi

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05 Marzo 2021 - 07:15

Sanremo:omaggio a Dalla nella serata dei duetti

Sinisa Mihajlovic e Zlatan Ibrahimovic

SANREMO (5 marzo 2021) - E' la serata più amata del festival, la notte delle cover e dei duetti, quest’anno dedicata alla grande musica d’autore, e il festival prova a risalire la china dopo il calo di ascolti. L'apertura è da brivido, con i Negramaro che rendono omaggio a Lucio Dalla - nel giorno in cui avrebbe compiuto 78 anni - con 4/3/1943, a 50 anni esatti dalla presentazione del brano a Sanremo, e riprendono la versione originale non censurata (con il verso E anche adesso che non bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino), con l’accompagnamento dell’orchestra. Nell’infinita sequenza di esibizioni - sottoposta al voto degli orchestrali e segnata da qualche problema tecnico - c'è spazio per l’ironia di Fiorello sulle dimissioni di Zingaretti dalla segreteria Pd: «Sono affranto. Mi ero limitato a fare due battutine su Zingaretti... E tu Nicola che fai? Ti dimetti? Si può essere così suscettibili per due battutine? Ha detto 'mi dimetto, mi vergogno, qui si parla solo di poltronè. Ma che altro posso fare io?», dice lo showman, che azzarda una previsione ("O si candida a sindaco di Roma o va a fare l'opinionista dalla D’Urso") e poi, pur di non assomigliare a D’Alema, si fa tagliare i baffetti da Amadeus ("Così sono di nuovo George Clooney"). Il duetto tra Noemi e Neffa sulle note di 'Prima di andare vià, con qualche difficoltà tecnica, apre la galleria. Fulminacci 'pensa positivò con Jovanotti, accompagnato da Valerio Lundini - ma l’energia vera è quella della tromba di Roy Paci - e cambia il verso finale della canzone citando «la pandemia». Anche Random ha scelto Jova e canta Ragazzo fortunato con i The Kolors. Francesco Renga ha voluto accanto a sé la giovanissima Casadilego, vincitrice di X Factor, per 'Una ragione di più' di Ornella Vanoni. A tutto ritmo l’esibizione degli Extraliscio, con Davide Toffolo e Peter Pichler, che trasformano l’Ariston in una balera con il medley di Rosamunda, classico di Gabriella Ferri. Interruzione per Fasma e Nesli che cambiano il microfono e cantano 'La finè dello stesso Nesli. Era il 1959 quando Lucio Battisti al festival cantava 'Un’avventurà con Wilson Pickett: Bugo la rilegge con i Pinguini Tattici Nucleari. Francesca Michielin e Fedez osano decisamente con il medley 'E allora felicità' spaziando da Calcutta ai Jalisse ad Al Bano e Romina. Anche stasera Irama gareggia in video ("in smart working», scherza Amadeus) - e convince - con il video della prova di Cirano di Guccini, con la voce del cantautore ad accompagnare l’intro. I Maneskin si cimentano con i CCCP in Amandoti, con Manuel Agnelli. Samuele Bersani torna all’Ariston per accompagnare Willie Peyote nella sua intensa 'Giudizi universalì. Valeria Fabrizi presenta Orietta Berti che è una garanzia e presta la voce a 'Io che amo solo tè di Sergio Endrigo con Le Deva. Gio Evan duetta con i vincitori di The Voice Senior per 'Gli annì degli 883, Ghemon con i conterranei Neri per caso il medley Le ragazze, Donne, Acqua e sapone, La canzone del sole. Altro grande ritorno, quello di Donatella Rettore che accompagna La Rappresentante di Lista in 'Splendido splendentè. Emozionano Arisa e Michele Bravi con 'Quandò di Pino Daniele. La prima donna della terza serata è Vittoria Ceretti, bellezza eterea, abito nero bordato di ruche e gran fiocco rosa sul fianco: arriva direttamente dalle passerelle di Parigi e manda un bacio a mamma Francesca. Ma è affidato a un’altra donna, Antonella Ferrari, testimonial dell’Associazione italiana sclerosi multipla, uno dei messaggi più potenti della serata, l'importanza e il coraggio di restare attrice nonostante la malattia, «camminando luminosa anche quando sarà buio». "Facciamo un gran tifo per il teatro», chiosa Amadeus nella serata che aspetta sul palco anche Monica Guerritore, ospite con Emma del nuovo quadro di Achille Lauro. Entra in scena solo intorno alle 23 Zlatan Ibrahimovic, spiega di essere rimasto bloccato in autostrada e di essere arrivato a Sanremo in moto con l’autostop per salvare il 'suò festival. Poi accoglie sul palco Sinisa Mihajlovic: dalla testata del 2005 - Sinisa era nell’Inter, Ibra nella Juve - all’amicizia nata nella stagione giocata insieme all’Inter. Il fuoriclasse del Milan e l'allenatore del Bologna raccontano le rivalità, le invidie reciproche e la battaglia di Mihajlovic contro la leucemia. Finisce in musica, con il quartetto sulle note di 'Io vagabondò dei Nomadi con Amadeus e Fiorello che ribattezza subito il gruppo 'gli Abbadeus'. Poi Ibra palleggia con Donato Grande, atleta di powerchair football, il calcio in carrozzina. L'appello di Amadeus è per il rispetto delle esigenze dei disabili: «E' troppo facile pensare che è colpa delle istituzioni, siamo tutti responsabili». (ANSA)

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