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Domenica 07 Marzo 2021

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CORONAVIRUS

Vaccini: Gimbe, richiami a rischio, regioni accantonino fiale

Caos consegne. Oltre 4.370 persone in attesa di seconda dose

Vaccini: Gimbe, richiami a rischio, regioni accantonino fiale

ROMA (21 gennaio 2021) - «I ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer costringono le regioni a rallentare la corsa» e con il "caos forniture la seconda dose è a rischio». Oltre 4.370 persone infatti avrebbero già dovuto ricevere la seconda dose e non l’hanno ricevuta. È quanto segnala il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe che sottolinea come "l'indicatore da monitorare non è il totale delle dosi somministrate ma la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale». Al 20 gennaio sono state consegnate alle Regioni 1.558.635 dosi, di cui 1.250.903 già somministrate (80,3%), con inevitabile rallentamento negli ultimi giorni. Tuttavia, solo 9.160 persone hanno completato il ciclo vaccinale, mentre 13.534 persone avrebbero già dovuto ricevere la seconda dose (circa il 68%), quindi i restanti 4.374 sono in attesa del richiamo non ancora effettuato. «Tenendo conto dei possibili ritardi di consegna, anche comunicati last minute come nel caso di Pfizer - spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - è fondamentale che in questa fase le Regioni accantonino i vaccini per la somministrazione della seconda dose». La campagna vaccinale, prosegue, «non è una gara di velocità: l’unità di misura su cui confrontarsi, sia con gli altri Paesi, sia tra le Regioni, non è infatti il numero di dosi somministrate, ma la percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale». La Commissione Europea ha pubblicato il 19 gennaio un documento che evidenzia le azioni necessarie per intensificare la lotta contro la pandemia. «Gli obiettivi delineati sulle coperture vaccinali - commenta Renata Gili, responsabile Gimbe Ricerca sui Servizi Sanitari - ma raggiungerli richiede un’accelerazione che, con le attuali criticità, sembra ardua da raggiungere, pur rimanendo obiettivo prioritario una volta risolti i problemi di fornitura dei vaccini». (ANSA)

21 Gennaio 2021