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Governo, Renzi: 'Conte convinto di avere numeri. Se così Iv opposizione'

Palazzo Chigi, se Iv si sfila impossibile nuovo Governo con lui. Renziani verso lo strappo, Conte pronto alla sfida in Aula, il Cdm stasera alle 21.30

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

12 Gennaio 2021 - 18:24

Governo, Renzi: 'Conte convinto di avere numeri. Se così Iv opposizione'

(foto Ansa)

ROMA (12 gennaio 2021) - Strappo sempre più vicino in maggioranza in vista del Consiglio dei ministri di questa sera. Italia viva smentisce "passi indietro" rispetto alle sue decisioni relative al governo. In queste ore, spiegano fonti qualificate renziane, si sta cercando un luogo dove fare una conferenza stampa domani pomeriggio, alla Camera o al Senato.

Alla conferenza stampa parteciperà il leader di Iv Matteo Renzi. "Se il presidente del Consiglio ha preso questa linea - ha detto Renzi al Senato - evidentemente è convinto di avere i numeri e va bene così, si chiama democrazia parlamentare e noi si va all'opposizione". Stasera Italia viva ritira le sue ministre dal governo? "Sembra che sia il ritiro dei panni, stiamo parlando di donne con un'esperienza straordinaria. Stasera vediamo che tipo di discussione viene fuori e domani facciamo una conferenza stampa e ne parliamo". A proposito della bozza del Recovery plan, sul tavolo del Consiglio dei ministri di stasera, Renzi ha chiarito: "Nel giro di un mese pare che abbiano migliorato il Recovery plan, io non l'ho ancora letto tutto, lo devo leggere, ma dicono tutti che sia migliorato".

E' possibile che ci sia una ricomposizione della maggioranza in extremis, evitando la 'conta' in Parlamento? "Dovete chiedere al presidente del Consiglio". A chi gli faceva notare che potrebbe quindi essere una crisi di governo 'al buio', il leader di Italia viva ha ribadito: "Non è crisi al buio, magari (il premier, ndr) ha i numeri", concludendo: "Io non sono d'accordo su queste cose, ma se loro vogliono andare avanti con questo governo e hanno i numeri, questa si chiama democrazia parlamentare".

Vertice Pd, no alla crisi - "Ci sono molte cose da fare per il bene dell'Italia. L'urgenza è quella di dare risposte concrete per la rinascita italiana. Questa maggioranza può farlo. La via maestra per servire l'Italia è approvare la bozza del Recovery Plan" e "subito, da domani, su proposta del presidente Conte" approvare "il patto di legislatura per affrontare i problemi aperti e per rilanciare l'azione di governo". Così il Pd dopo una riunione tra Nicola Zingaretti, Dario Franceschini, Andrea Orlando, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. "Confermiamo la nostra contrarietà all'apertura di una crisi che, tra l'altro, impedirebbe" di varare il dl ristori.

Del resto la giornata si è aperta subito ad alta tensione con Palazzo Chigi tenta di 'isolare' Renzi e in mattinata fa trapelare che "se il leader di Iv Matteo Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Giuseppe Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Iv".

"A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico - è andato all'attacco il senatore dopo la notizia - non c'è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee. Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull'educazione, sull'innovazione". E "se non ci sono risorse sufficienti nel piano pandemico nazionale prendiamo il Mes". Quindi aggiunge: "Adesso è avvenuto anche sul Recovery Plan dove - almeno a parole - ci stanno dando ragione". "Prima ci insultano. E poi ci danno ragione senza ammetterlo - insiste Renzi - è avvenuto sul rapporto Stato/Regioni. È avvenuto sul bicameralismo. È avvenuto sulla decontribuzione del JobsAct. È avvenuto su Industria 4.0. È avvenuto sui diritti sociali e civili. E' avvenuto sui vaccini. È avvenuto sull'idea di Europa, su Trump, sui temi dell'Expo.È avvenuto sulla centralità della scuola". Per poi ribadire: "Leggo le veline di oggi sulla stampa: come si fa a aprire una crisi di governo con tutti questi morti? Io rispondo: davanti a tutti questi morti, noi non vogliamo più ministeri. Vogliamo più soldi per la sanità. È così difficile da capire?".

 "Chi sta tenendo in ostaggio il Paese non sta di certo in Iv. Andare avanti con le minacce, non aiuta nessuno". Lo dice Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a L'aria che tira. "Non abbiamo detto "Conte o niente", è Conte che sta tenendo in ostaggio la sua maggioranza", aggiunge. "Bisogna prendere atto che una fase è chiusa - prosegue - e capire se si possa aprire un percorso di riscrittura di un programma. Si era iniziato a farlo, per iniziativa di Renzi, Zingaretti, Crimi e Speranza, che avevano incontrato Conte a novembre".

Intanto Matteo Renzi e Roberto Speranza hanno avuto un colloquio telefonico nel quale il leader di Iv ha assicurato al ministro della Salute che, comunque vada il dibattito in Cdm, domani in Parlamento Iv voterà le risoluzioni di maggioranza sullo stato di emergenza legato al Covid. Lo avrebbe spiegato, a quanto si apprende, il capogruppo di Iv al Senato Davide Faraone, in una riunione di maggioranza che precede la capigruppo. Faraone avrebbe duramente attaccato Conte per quanto trapelato da Chigi stamane pur ribadendo che Iv, a prescindere dagli sviluppi della crisi di governo, non farà mancare il sostegno alle misure sull'emergenza Covid.

E dovrebbe tenersi giovedì il Consiglio dei ministri per il nuovo scostamento di bilancio, destinato a finanziare il decreto ristori, e per il varo del nuovo decreto legge Covid. Lo spiegano fonti di maggioranza secondo le quali si attendono però gli sviluppi della possibile crisi di governo e non si esclude che il Cdm possa tenersi anche domani. Il Consiglio dei ministri convocato questa sera alle 21.30 ha all'ordine del giorno solamente il Recovery plan.

Scende in campo anche Alessandro Di Battista che attacca frontalmente il partito di Renzi accusandolo di squallore: "Da quando i cosiddetti renziani - ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone - hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo",  scrive Di Battista su Fb.  "I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche. 'Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes' dicono i renziani. Che squallore", commenta l'esponente del M5S.

"E' il momento di chiudere questa crisi mai formalmente aperta e smetterla di essere appesi alle "prossime 48 ore" più lunghe della storia repubblicana. È ovvio sottolineare che, se la crisi sarà formalizzata col ritiro delle ministre come più volte dichiarato da Renzi, la collaborazione tra Italia Viva e il Movimento 5 Stelle non potrà proseguire in alcun modo e in alcuna forma in futuro". Lo dichiara il ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora ribadendo quanto trapelato in mattinata da Palazzo Chigi.

Nella maggioranza - dunque - le continue minacce di Renzi di far uscire le "sue ministre" dal governo vengono accolte con fastidio e preoccupazione.

"Il Pd continua a chiedere un rilancio di governo ma una cosa è chiedere di rafforzarlo un'altra è farlo cadere. Il Pd ha promosso il rilancio ma rilancio non è mandare a casa il governo o provocare una crisi che il 99% italiani non capisce. E' un grave errore politico e io lancio un appello al buon senso", dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Sky Tg24. Se Iv ritira le ministre l'evoluzione "sarà una valutazione che farà il premier Conte con il presidente Mattarella, spero che ci si renda conto che così si entra in un tunnel di cui nessuno conosce l'uscita", aggiunge Zingaretti secondo il quale se "il vaso si rompe, i cocci non si rimettono insieme". La crisi di governo è "un grave errore politico, penalizza l'Italia anche all'estero. Si è aperta con l'elezione di Biden una nuova fase di multilateralismo e in Italia si paventa addirittura che alleati di Trump tornino al potere?" chiede il segretario Dem. "Risolviamo i problemi e non creiamoli" è l'invito che rivolge a Renzi.

 "Una crisi di governo è inspiegabile. Non solo perche' siamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo fare il decreto ristori. Ma anche perche' questo è l'anno in cui l'Italia presiederà il G20 e in Italia ci sarà la conferenza globale sulla salute", afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. "La crisi non interessa agli italiani ma neanche all'estero", sottolinea. "Il Mes non è un tema ideologico ma un prestito a delle condizioni così difficili e così complicate che nessun Paese europeo lo ha chiesto", aggiunge Di Maio. 

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