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CORONAVIRUS

Covid: identificate 7 forme di malattia in pazienti lievi

Cambiamenti nel sistema immunitario fino a 10 settimane dopo

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

03 Novembre 2020 - 14:42

Covid: identificate 7 forme di malattia in pazienti lievi

ROMA (3 novembre 2020) - Ci sono sette diverse 'manifestazioni' di malattia in chi ha il Covid-19 in forma lieve e i cambiamenti prodotti nel sistema immunitario dei guariti possono durare fino a 10 settimane dall’infezione: lo spiegano sulla rivista Allergy i ricercatori dell’università di Vienna, guidati da Winfried F. Pickl. In uno studio condotto su 109 persone convalescenti e 98 sane, sono stati osservati i sintomi, arrivando a identificarne sette gruppi diversi: sintomi simil-influenzali (febbre, tosse, brividi e fatica), sintomi simili al raffreddore (rinite, starnuti, gola secca e congestione nasale), dolori articolari e muscolari, infiammazione di occhi e mucose, problemi polmonari (polmonite e respiro corto), problemi gastrointestinali (diarrea, nausea e mal di testa), perdita di olfatto e gusto. I ricercatori hanno anche verificato che la Covid-19 lascia nel sangue dei convalescenti tracce rilevabili per lungo tempo, simili a impronte digitali. Ad esempio il numero di granulociti, che nel sistema immunitario combattono i batteri, è più basso nel normale nei guariti dal Covid-19. «Alcune cellule T immunitarie sviluppano delle cellule di memoria mentre altre rimangono fortemente attivate - spiega Pickl - ciò indica che il sistema immunitario rimane ancora impegnato parecchio con la malattia fino a diverse settimane dall’infezione». Si è anche visto che allo stesso tempo cala il livello di cellule T regolatorie (quelle che impediscono reazioni immunitarie eccessive), il che potrebbe essere pericoloso perchè può consentire al sistema immunitario di attaccare i tessuti del corpo stesso. Infine si è osservato nel sangue dei convalescenti l'aumento delle cellule immunitarie che producono gli anticorpi, tanto più alto quanto più alta è stata la febbre durante la malattia in forma lieve. «I nostri risultati - dicono gli studiosi - possono aiutare a capire meglio la malattia e sviluppare i vaccini». (ANSA)

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