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Mercoledì 21 Ottobre 2020

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CORONAVIRUS. NUOVE MISURE

Covid, tra domani e lunedì arriva il nuovo dpcm

Speranza: 'Smart working sia al 75%. Priorità a scuola e lavoro'

Covid, tra domani e lunedì arriva il nuovo dpcm

(foto Ansa)

ROMA (17 ottobre 202) - "Se guardo i numeri degli altri Paesi le nuove misure sono necessarie per evitare di arrivare a quei livelli". Lo ha detto - a quanto si apprende - il ministro per la Salute, Roberto Speranza durante il vertice governo-Regioni in vista della nuova stretta per arginare l'aumento dei contagi da Coronavirus in Italia. 

"L'idea di base è l'irrigidimento delle misure con una distinzione tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi. Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull'essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro".

"Sulla movida potremmo fare uno sforzo in più, valutiamo se è il caso di una una stretta sugli orari serali per evitare assembramenti", ha spiegato. "Lavoriamo insieme sui trasporti. Serve una mossa netta sullo smart working, direi di arrivare anche al 70-75%".

E' previsto tra domani e lunedì il varo del nuovo dpcm anti-Covid, al centro di un lungo vertice notturno a Palazzo Chigi. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un coprifuoco dalle 22, ma senza arrivare a un lockdown. Da stasera in Lombardia pub e ristoranti chiudono alle 24. In Campania consentite da oggi le lezioni in presenza per gli asili. Ieri in Italia oltre 10mila nuovi contagi su 150mila tamponi e 55 morti, in calo rispetto agli 83 del giorno prima.

Raggiungono quota 10mila i nuovi contagi per il Covid in Italia nelle ultime 24 ore: nelle ultime 24 ore secondo il bollettino del Ministero della Salute si sono registrati 10.010 casi (contro gli 8.804 del giorno prima). I tamponi sono stati 150.377. I decessi sono stati 55, in calo rispetto agli 83 del giorno prima.

 "Superata la soglia dei diecimila contagi: sono necessarie misure più restrittive, facciamo appello al senso di responsabilità dei cittadini". Un appello al Governo perché introduca misure più restrittive, e ai cittadini perché seguano le regole con senso di responsabilità. A lanciarlo, il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli. "A preoccupare è soprattutto il riempirsi delle terapie intensive, già in sofferenza in alcune Regioni - spiega Anelli - per questo dobbiamo essere prudenti, per non contagiare i soggetti più fragili che sono più a rischio di complicanze".

La curva dei contagi sta crescendo velocemente e punta decisamente verso l'alto, ma dove sia il picco in questo momento non è noto in quanto dipenderà dalle misure di sicurezza adottate. "C'è una crescita veloce, ma non enorme", ha detto all'ANSA il fisico Enzo Marinari, dell'Università Sapienza di Roma. 

Il governo è pronto ad una nuova stretta, dunque. Tra le ipotesi di cui si ragiona ci sarebbero smart working obbligatorio (in una percentuale da definire), lo stop agli eventi e una nuova stretta allo sport, tra palestre e sport di contatto, oltre ad orari più scaglionati e più didattica a distanza a scuola. Tra i ministri c'è chi sostiene - anche se Palazzo Chigi frena - una sorta di coprifuoco, con tutti i locali chiusi dalle 22 o le 23. Nulla è deciso, anche perché nel governo si confrontano due linee. C'è chi, come M5s e Iv, è per mantenere in questa fase maggiore prudenza. E c'è chi, come Pd e Leu, ritiene invece che si debba agire subito, senza indugio, anche con misure più dure "per evitare di dover poi ricorrere al lockdown". Giuseppe Conte, che fino all'ultimo tiene in stand by il vertice per la nuova stretta chiesto da Dario Franceschini e Roberto Speranza, resta dell'idea che le misure debbano essere "proporzionate": "Questa ondata non è meno pericolosa ma dobbiamo affrontarla con una strategia diversa, che non prevede più il lockdown", ribadisce. Invoca una strategia comune Ue per evitare "distruzione per tutti" e annuncia "molto presto" 200 o 300 milioni di vaccini.

Le Regioni, intanto, si muovono in ordine sparso. Arrivano nuove strette in Campania, Lombardia, Piemonte. Il governo cercherà un maggiore coordinamento in una riunione convocata in mattinata da Francesco Boccia con Speranza, il commissario Domenico Arcuri e i governatori. Arcuri chiede loro di attivare 1600 posti in terapia intensiva per i quali sono stati inviati i materiali. E Conte avverte che "chiudere in blocco le scuole non è la migliore soluzione". Lo ha fatto Vincenzo De Luca, che dopo la protesta di mamme, conducenti di scuolabus e studenti, riapre gli asili e i nidi. Il governo, ipotizza la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, potrebbe impugnare quella scelta: "Gli studenti campani invece di essere in classe sono in giro per i centri commerciali", denuncia. La linea comune del governo è che le scuole non vadano chiuse. Alcuni ministri ipotizzano di rafforzare le lezioni a distanza (già ora possibili, nell'autonomia dei singoli istituti) e di scaglionare di più gli orari, con classi anche nel pomeriggio. Ma chiudere del tutto le aule, no. L'esecutivo, avverte Boccia, ha già offerto e continua a offrire alle Regioni tutto il supporto possibile, ma prima di toccare scuola e lavoro bisogna dare risposte attivando tutte le terapie intensive ("Dove sono finiti i ventilatori polmonari?") e agendo in altri ambiti o ciascuno si "assumerà la responsabilità degli effetti".

17 Ottobre 2020

Commenti all'articolo

  • PAMELA

    2020/10/17 - 19:26

    Magari se li bandi per il potenziamento delle terapie intensive fossero state attivate prima, anziché il 02 Ottobre, adesso gli ospedali non rischierebbero di trovarsi in sofferenza... ma si sa'' il "grande" Commissario (Arcuri) all'emergenza nominato da questi incapaci non va toccato ...!!!

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