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Mercoledì 28 Ottobre 2020

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Influenza: Federfarma, mancano 1,25 milioni dosi vaccini

Allarme e preoccupazione del presiedente nazionale Cossolo

Influenza: Federfarma, mancano 1,25 milioni dosi vaccini

PALERMO (26 settembre 2020) - «In Italia mancano 1,25 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale». Lo ha detto il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo, oggi a Palermo assieme al segretario nazionale e presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia, e al presidente di Federfarma Bergamo Gianni Petrosillo, il quale nel pomeriggio riceverà il 'Premio Coraggio Emanuela Loì, organizzato dall’International Inner Wheel Distretto 211 Italia Club Palermo Normanna. «Tutto il quantitativo prodotto e destinato al mercato italiano è stato assorbito dagli acquisti delle gare regionali - ha spiegato Cossolo -. Le Regioni, infatti, per coprire il più possibile le categorie a rischio, hanno aumentato di oltre il 40%, e in alcuni casi raddoppiato, come in Sicilia, l’acquisto di vaccini: hanno comprato 16,7 milioni di dosi, impegnando l'intera produzione programmata dalle industrie farmaceutiche quest’anno per l’Italia. Mancano le dosi per le categorie attive - ha proseguito Cossolo - cioè quelle che non rientrano nei piani vaccinali, gli under 60 che vorrebbero vaccinarsi come raccomandato da tutti gli scienziati». «Ci arrivano - ha aggiunto il presidente di Federfarma - numerose segnalazioni da parte di aziende che non trovano vaccini, le quali vorrebbero vaccinare a proprie spese i loro dipendenti, con i loro stessi medici aziendali, che non avrebbero alcuna difficoltà a vaccinare e a comprare i vaccini. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ascoltato le nostre richieste invitando la Conferenza Stato-Regioni a rimodulare questi acquisti. Ciò ad oggi ha comportato una disponibilità per tutte le farmacie italiane di appena 250 mila dosi, un numero troppo esiguo». Il picco influenzale rischia di intasare gli ospedali. «Il rischio è duplice - ha sottolineato Cossolo - la mancata diagnosi differenziale, perché nella prima fase i sintomi del Covid e quelli dell’infulenza sono molto simili. In secondo luogo, se si vanno ad occupare i posti negli ospedali per complicanze dell’influenza, ci saranno meno spazi liberi per eventuali malati Covid».

26 Settembre 2020