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Mercoledì 27 Maggio 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: Iss, dopo Pasqua potremo rivedere i divieti

Il presidente Brusaferro: valutiamo varie forme di riaperture graduali

Coronavirus: Iss, dopo Pasqua potremo rivedere i divieti

ROMA (30 marzo 2020) - «Quanto tempo dovremo restare a casa? Arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere. Va vista l’evoluzione dell’epidemia». Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un’intervista a Repubblica in cui avverte: anche quando i casi di coronavirus scenderanno a zero, la vita non tornerà come prima finché non verrà trovato un vaccino o un farmaco efficace contro la malattia. «Assistiamo a un appiattimento della curva, non ci sono ancora segnali di discesa ma va meglio. Le importanti misure che sono state adottate stanno mostrando i loro effetti», dice Brusaferro. Per poter avere un miglioramento «dobbiamo osservare un aumento quotidiano dei casi inferiore a quello delle 24 ore precedenti per alcuni giorni consecutivi. Il numero delle nuove infezioni si deve quindi ridurre significativamente. Per ottenere questo trend bisogna rispettare le misure del governo e fare anche molta attenzione all’isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti». Sulle riaperture, «il problema è capire quali forme di apertura garantiscono che la curva non ritorni a crescere», spiega Brusaferro. «Certamente le riaperture avverranno in modo graduale e dovremo organizzarci per essere capaci di intercettare rapidamente eventuali nuove persone positive. Stiamo anche valutando un’idea degli inglesi, quella dello 'stop and go'. Prevede di aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo». Al vaglio, aggiunge, c'è anche la possibilità di tenere a casa «anziani e malati fragili». «Credo che questa infezione globale non scomparirà in tempi brevi. Ci costringerà quindi ad immaginare un futuro diverso, almeno finché non arriverà un vaccino oppure un farmaco efficace contro il Coronavirus», rileva Brusaferro. «Dovremo trovare un modo nuovo in cui fare le cose che ci piacciono. Penso ad attività come ascoltare un concerto o socializzare. Andranno fatte in una forma che ci aiuti a non far ripartire l’infezione. Ci vuole creatività. È un viaggio di esplorazione che stiamo facendo tutti assieme: dobbiamo immaginare un futuro nel quale proteggere i più fragili sacrificandoci un pò e trovando nuovi punti di equilibrio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

30 Marzo 2020

Commenti all'articolo

  • ANNA

    2020/03/30 - 09:55

    Certo! la maniera migliore per togliere la libertà individuale alle persone: obiettivo isolarci tutti. no non mi sta piacendo questo atteggiamento: molto pericoloso sia socialmente che culturalmente. Cosa ci nascondete? ci sono state altre malattie pericolose ma non si è mai arrivati ad isolare i cittadini gli uni dagli altri e ledere così le libertà, la privacy, i pensieri.... troppo inquietante.

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