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Domenica 15 Settembre 2019

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Crisi di governo: Salvini lancia l'ultimo appello, Di Maio lo gela

E Berlusconi: 'Esecutivo di centrodestra oppure al voto'

 Crisi di governo: Salvini lancia l'ultimo appello, Di Maio lo gela

ROMA (22 agosto 2019) - Nello studio alla vetrata cala il sipario sul dialogo tra Lega e Cinque Stelle e tramonta definitivamente un’eventuale risurrezione di quella che fu la maggioranza gialloverde. Luigi Di Maio chiarisce che indietro non si torna, scaricando Matteo Salvini che in mattinata subisce anche le punzecchiature filo-europeiste di Silvio Berlusconi, tornato sulla scena politica dopo settimane di silenzio.

Il leader della Lega prova sino all’ultimo momento utile a ricucire, spendendo parole affettuose nei confronti di Luigi Di Maio: «Credo che abbia lavorato bene nell’interesse del Paese», dice dopo le consultazioni con Sergio Mattarella. Quindi lancia persino un ultimo appello alla riconciliazione con il Movimento: «Se i no diventano sì non porto rancore. Ho scoperto che ci sono alcuni pentastellati disponibili a una manovra coraggiosa, se si vuol far ripartire il Paese noi siamo pronti».

Una mano tesa che i Cinque Stelle respingono al mittente. Luigi Di Maio lo gela poco dopo, accusandolo di slealtà. I toni del capo politico 5S non sono offensivi ma istituzionali, tuttavia il senso della chiusura è chiaro: «L'esperienza di governo si basava sulla sottoscrizione di un contratto, sulla lealtà tra forze politiche che - scandisce determinato - è stata minata da una rottura unilaterale».

Freddezza anche tra il segretario federale e Silvio Berlusconi. Sin dall’inizio della crisi, come nei mesi precedenti, il Capitano ha sempre evitato di riparlare di centrodestra, snobbando il tema delle alleanze. La linea resta questa, a maggior ragione nella giornata di oggi, in cui ha tentato di riagganciare il Movimento.

Ma il Cavaliere gli restituisce la pariglia, togliendosi più di un sassolino dalle scarpe, punzecchiandolo sull'Europa e definendo «avventurista» la scelta della Lega di allearsi con i Cinque Stelle. Forte di ultimi sondaggi secondo cui la Lega, ferma al 31%, senza l’8% di Forza Italia, non avrebbe la maggioranza, si scaglia a testa bassa contro l’esecutivo Conte. Lo fa citando i giudizi dei nemici giurati del Capitano: «Non riferisco come Merkel e Juncker hanno definito il precedente governo. È stata indebolita l’economia italiana al punto che rasenta la crisi con un debito pubblico che ha superato il livello di guardia. Ora - sottolinea Berlusconi - serve un esecutivo autorevole che restituisca al Paese una rispettabilità e una considerazione in Europa che l’Italia oggi non ha, che scongiuri ipotesi avventurose di uscita dall’Euro e dalla Ue ma consenta all’Italia di contare in Ue e di consolidare i nostri interessi nazionali come spetta a un Paese fondatore». Berlusconi, almeno davanti alla stampa, si dice disponibile solo a un governo di centrodestra, che come lui sa bene non ha i voti. L’alternativa è il voto, nessun altra formula. Ma prima di lasciare il Quirinale, salutando i cronisti, lancia la sua zampata, parlando più da editore che da leader politico: «Vi dico di fare attenzione perché ci sono programmi in giro anche contro l’editoria e le tv. Il male può venirci addosso, ed è un male grande che riguarda tutti noi».

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22 Agosto 2019