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Domenica 18 Agosto 2019

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POLITICA

Autonomia di Lombardia e Veneto, i governatori al premier: 'Non firmeremo una farsa'

Lettera di Fontana e Zaia a Conte, venti di crisi sul Governo

Autonomia di Lombardia e Veneto, i governatori al premier: 'Non firmeremo una farsa'

"Vogliamo un'autonomia vera,non un pannicello caldo". Così i presidenti di Veneto e Lombardia, Zaia e Fontana,in una lettera aperta al premier Conte. "Non vogliamo secessioni. Lei sa quanti ministri fanno la gara a spararla grossa. Restiamo aperti al dialogo con lei, ma non firmeremo nulla, se si continua con una farsa", spiegano i due governatori, "feriti dalle sue esternazioni. Lei si assumerà la responsabilità di aver negato quanto chiesto da referendum", un'autonomia chiesta per snellire la burocrazia, aggiungono. Il premier Giuseppe Conte, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha preso atto della lettera dei governatori e, soprattutto, ha registrato un cambio di toni, che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale.

L’autonomia chiesta da Lombardia e Veneto (oltre che Emilia-Romagna) è "perfettamente in linea" con la Costituzione. "Chi afferma il contrario - sottolineano -, o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente. Avremmo voluto - hanno scritto - che il Presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede da chi evidentemente la Carta l'ha letta soltanto sul Bignami".

"La Costituzione permette di poter realizzare una autonomia differenziata proprio perché riconosce le diversità che ci sono fra zone del Paese. E noi riconosciamo la necessità di avere fondi perequativi garantiti dallo Stato per mantenere ovunque livelli essenziali delle diverse prestazioni" sottolineano in un altro passaggio Fontana e Zaia del Veneto, spiegando che chiedono
"soltanto di poter spendere in autonomia le risorse a noi assegnate. Peraltro, da sempre ci facciamo carico delle esigenze dell’intero Paese e ora chiediamo che il Paese si faccia carico delle nostre". E fra le esigenze hanno citato l'assunzione di medici e insegnanti. "Le nostre Regioni sono in equilibrio finanziario nel comparto della sanità e chiedono che sia possibile assumere subito i medici che servono" e "i nostri studenti ogni anno assistono alla sarabanda degli insegnanti. Con l’autonomia chiediamo di avere la possibilità vera di poter programmare senza cambiare i programmi di insegnamento".

Autonomia, scontro politico e crisi di Governo
I due governatori sanno che, nella loro offensiva a Conte, hanno Matteo Salvini dalla loro parte. Il leader leghista però non si sbottona. Il dossier Autonomia - che potrebbe spingere il Governo verso la crisi - è spinoso anche per lui, chiamato a tenere l’equilibrio tra le ragioni del Nord e un Meridione che, da tempo, per la Lega è terra di conquista. Distanti in tutto, anche geograficamente, Conte,  Salvini e Di Maio si preparano alla settimana che potrebbe essere decisiva.

21 Luglio 2019