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25 APRILE 1945-2022

Festa della Liberazione, le cerimonie a Casalmaggiore e nell'Oglio Po

Molte le manifestazioni per commemorare la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la fine dell'occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista

La Provincia Redazione

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25 Aprile 2022 - 13:47

Festa della Liberazione, le cerimonie a Casalmaggiore e nell'Oglio Po

CASALMAGGIORE - Come ogni anno, in città e nel Territorio dell'Oglio Po, in occasione del 25 Aprile si è celebrato l'anniversario della liberazione d'Italia, noto anche come festa della Liberazione, festa nazionale della Repubblica Italiana. Molte le manifestazioni organizzare per commemorare la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la fine dell'occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista.

 

CASALMAGGIORE

Dopo il ringraziamento a tutte le autorità civili e militari presenti, alle associazioni combattentistiche, alle organizzazioni sociali e di volontariato, alla banda Estudiantina che ha allietato il corteo, il sindaco Filippo Bongiovanni ha aperto il suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile dedicando “un pensiero a due amici che ci hanno lasciato da poco, Claudio Acquaroni, già presidente e musicista della Estudiantina, e a Luigi Taffurelli, ex capogruppo degli Alpini che è andato avanti e che per tanti anni è venuto in questo corteo”. Sono stati, ha continuato il sindaco, “due anni pesanti per tutti. Finalmente siamo riusciti a condurre una cerimonia normale”. Il programma si è aperto alla ‘Casa del Mutilato’ con la partenza del corteo, a seguire la messa in suffragio ai Caduti, celebrata nella Chiesa di San Francesco, il proseguimento del corteo per le vie cittadine con la sosta nell’area cortilizia della Fondazione ‘Conte Carlo Busi’, con l’esecuzione di alcuni brani musicali, la sosta al Monumento ai Caduti della Resistenza situato in via Favagrossa con l’alzabandiera e il primo ‘Silenzio’. Quindi tappa al ‘Monumento ai Caduti d’Europa’ di via Saffi, con l’esecuzione dell’’Inno alla gioia’, l’inno europeo, e infine alla ‘Lapide ai Caduti’ in municipio. Sul palco allestito in piazza Garibaldi gli interventi: del sindaco, dello studente Giuseppe Liparoti, del presidente dell'Anpi di Casalmaggiore Giancarlo Roseghini. Diversi i riferimenti alla resistenza attualmente in atto in Ucraina contro la invasione russa. (Davide Bazzani, Foto: Fotolive/Raffaele Rastelli)

VIADANA

"Ora vi leggo questo articolo pubblicato da La Provincia nei giorni scorsi a firma di Nicola Barili": così, del tutto a sorpresa, il sindaco Nicola Cavatorta ha iniziato il suo discorso celebrativo della ricorrenza del XXV Aprile. Sotto i portici del municipio, davanti alla folla e al Corpo bandistico, il primo cittadino ha letto l'intero articolo scritto dal collega Barili incentrato sulla figura del sacerdote don Lidio Passeri, sepolto nel cimitero di Corte de' Frati, che nel corso della Resistenza fu comandante della Brigata partigiana viadanese. Un "pezzo" che evidentemente deve essere stato parecchio apprezzato perché è stato letto dall'inizio alla fine. Al termine l'augurio di Cavatorta: "Buon 25 Aprile a tutti!". (Andrea Setti)

TORRE DE' PICENARDI

L'inaugurazione della mostra 'Il Sentiero della Costituzione' della Fondazione don Lorenzo Milani, le letture sulla Liberazione del sindaco Mario Bazzani e di alcuni alunni del paese, Bella ciao e L'Inno di Mameli suonati da Eugenio Mometto alla tromba e Davide Mometto alla fisarmonica sono stati i momenti della celebrazione del 25 Aprile a Torre de' Picenardi. "Vorrei, innanzitutto, salutare gli ucraini che hanno trovato ospitalità a Torre – ha esordito Bazzani -. Oggi volevamo intitolare questa loggetta comunale a 'Mariupol città martire', ma non è ancora arrivata l'autorizzazione. Quando arriverà metteremo una lapide che ricorda la città dell'Ucraina e, di conseguenza, anche tutte le altre che sono state distrutte dalle bombe negli ultimi decenni". (Fabio Guerreschi)

GUSSOLA

Il 25 Aprile a Gussola è iniziato con la commemorazione presso i cippi in ricordo dei 13 Martiri. Ad ogni stazione i ragazzi dell’Istituto comprensivo Dedalo hanno letto un articolo della Costituzione. Il gruppo I Giorni Cantati di Calvatone ha ricordato ed accompagnato le ultime stazioni con il ricordo dei canti partigiani. A seguire gli interventi in Piazza Comaschi di Stefano Prandini dell’Anpi, dei ragazzi di terza del Dedalo ed infine del sindaco Stefano Belli Franzini. Il primo cittadino ha ricordato quello che sta accendendo in Ucraina e ha ripetuto in più di una occasione che “il 25 Aprile non è la festa di una Fazione ma di una Nazione!” E che grazie a questo noi “oggi possiamo essere liberi, di giudicare, di protestare di divertirci e di decidere del nostro destino”. A seguire la messa celebrata dal vicario don Umberto Leoni. (Davide Bazzani)

SAN GIOVANNI IN CROCE

La cerimonia di celebrazione del 25 aprile a San Giovanni in Croce si è aperta alle 10 con la messa celebrata da don Giampaolo Mauri. A seguire corteo verso piazza Dante Alighieri dove c’è stato un momento di raccoglimento presso il monumento ai Caduti con il sindaco Pierguido Asinari, alla presenza dei volontari del gruppo di protezione civile Le Aquile. (Davide Bazzani)

RIVAROLO DEL RE

"Abbiamo il dovere oggi di commemorare i morti, partigiani civili e soldati, durante la guerra di Resistenza contro l’esercito nazifascista, Il dovere della memoria per onorare il sacrificio di quanti hanno dato la vita per farci vivere in un paese libero", ha detto ieri il sindaco Luca Zanichelli durante la cerimonia per il 25 aprile. "Sono passati 77 anni da quel 25 aprile che ha sancito la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma un'altra guerra deflagra da due mesi sull'uscio di casa nostra: là in Ucraina. L’attacco violento della Federazione Russa al popolo Ucraino non ha giustificazione alcuna. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo. Il che conferisce a questo nostro 25 aprile un significato di tragica attualità, riportando vive immagini di sofferenza, disperazione, fuga, abbandono, combattimenti, morti. La guerra è tornata nel cuore dell’Europa, il popolo Ucraino è stato aggredito dai Russi e la sua resistenza va sostenuta". (Davide Bazzani)

VOLTIDO

Riflettendo sulla guerra, oggi, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, il sindaco Giorgio Borghetti ha sottolineato “un fondamentale cambio di abitudine da parte dei potenti che reggono le sorti del mondo: coloro che comandano non vanno più in guerra, a capo del loro esercito. Se chi dichiara guerra dovesse adottare lo slogan “armiamoci e partiamo”, di attualità anche ora (evidente riferimento all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nda), questi potenti del mondo - gli invasori prima di tutto - ci penserebbero bene prima di scatenare conflitti. La sicurezza di stare in poltrona a comandare, come in un gioco a scacchi, mentre vengono mandate allo sbaraglio migliaia di giovani vite, diventerebbe un bel dilemma per questi potenti”. Borghetti ha elencato anche i 19 nomi di giovani vite spezzate in guerra o in malattia, elencati sul monumento ai Caduti, cui ha rivolto “il nostro deferente omaggio e la nostra perenne memoria”.

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