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26 ottobre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

28 Ottobre 2017 - 04:05

IL CASO
Ultrà antisemiti, da' il voltastomaco il risalto dato da tutti i media
Egregio direttore,
nella vicenda degli adesivi con l’immagine di Anna Frank distribuiti dagli ultrà della Lazio, c’è effettivamente un aspetto che indigna profondamente, al punto da far venire il voltastomaco: è il risalto, demenziale e, quello sì, potenzialmente finanche criminale, che le hanno attribuito i media. Non si tratta di derubricare l’episodio in questione a una innocua bravata, perché il pessimo gusto è fuor di dubbio.
Ma si tratta di un gesto idiota, provocatorio e demenziale, compiuto da uno sparuto manipolo di poveri mentecatti. Nient’altro. Nulla di più. Poteva meritare l’apertura dei tiggì? Poteva forse creare lo sconquasso mediatico che ne è derivato? Certo che no. Ecco allora che, piuttosto, la vicenda è servita come cartina di tornasole di una mediocrità giornalistica - e non solo, basti pensare a certi rotocalchi televisivi - che, drammaticamente, riesce ancora una volta a rendere in modo adamantino l’idea dell’infinito. Nessuno, di questi pseudogiornalisti, pare essersi chiesto se per caso - per caso appunto - tanto clamore non potrebbe tradursi in un assist a favore dei poveri idioti.
Ora non meravigliamoci se nelle prossime settimane dovessero accadere ancora episodi di questo genere. E, qualora accadesse, per favore non diamo la colpa agli ultrà della Lazio. Perché il mondo è pieno di mentecatti in spasmodica attesa di miserabili che li mettano su un piedistallo.
S.M.
(Cremona)

Le sue frasi si commentano da sole. Rubo a Ellekappa il testo della sua vignetta: «Irriducibili cosa: Miserabili? Ignoranti? Razzisti? Imbecilli?». Tutto questo.

LA POLEMICA
I costi della sicurezza stradale ricadono sui cittadini
Gentile direttore,
vorremmo che venisse dato risalto alla nostra iniziativa di sensibilizzazione nei confronti del Comune di Cremona che dal luglio 2017 ha modificato la viabilità in via Castelleone (tra viale Cambonino e via Picenengo). Abbiamo inviato al sindaco la lettera con circa 270 firme raccolte in poche settimane, nella quale chiediamo che la sicurezza stradale in quel tratto di statale sia assicurata con misure differenti da quelle appena applicate, che hanno avuto un basso costo per le casse comunali, ma altissimo in fatto di qualità della vita per i residenti del quartiere via Bragadini/via Botti e per le attività commerciali.
Il costo della sicurezza stradale è ricaduto sui residenti solo per la mancanza di volontà di trovare alternative meno impattanti, per una zona di Cremona tra l’altro priva di qualsiasi collegamento con mezzi pubblici e piste ciclabili, da metà luglio infatti siamo stati privati della libertà di uscire di casa in bicicletta senza percorrere contromano un pezzo di statale infrangendo il codice della strada e mettendo a rischio la nostra incolumità.
Vorremmo sgomberare l’idea che noi si voglia barattare la sicurezza stradale con i nostri interessi dato che un intervento del genere ha moltiplicato il numero di automobilisti che ‘scavalcano’ l’aiuola di fronte alla palestra (ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria); vorremmo inoltre segnalare che chiudendo tutti i varchi, questi saranno chiusi anche per i mezzi di pronto intervento (ambulanze, autopompe, eccetera) allungando i tempi di intervento (anni fa il comandante dei vigili del fuoco fece abortire un intervento come questo con un’ordinanza).
Se la chiusura dei varchi è stata determinata dalla ‘mole di traffico veicolare’, forse servirebbe far diminuire le velocità degli automezzi, anche perché fino al cartello di fine città ci troviamo nel centro abitato (...). I calcoli riportati nella lettera sono nati da queste considerazioni: uscendo di casa due volte al giorno, dall’ingresso a via Bragadini alla rotatoria di via delle Viole ci sono 2,5 chilometri, altri 2,5 per tornare per 2 volte al giorno sono 10 per 60 giorni, sono 3.600 che diviso per 18 chilometri al litro di carburante sono 200 litri di carburante che per 1.40 euro al litro fanno 280 euro; per ogni litro di benzina consumato un’auto emette 2380 grammi di CO2 (2650 il gasolio, fonte Quattroruote 01/2017) 200x2.380=47.6000grammi; chi ha fatto un’assicurazione Rca sulla percorrenza media degli ultimi 5 anni avrà un aumento (o mancato risparmio) tra il 10 e il 15% sul premio. (...)
Ora veniamo al calcolo del tempo trascorso in auto: per percorrere 5 chilometri ci vogliono almeno 5 minuti, sempre per due volte al giorno sono 10 minuti, per 360 giorni sono 3.600 minuti (60 ore, quasi tre giorni…). Lasciamo a voi il compito di calcolare il deprezzamento delle unità immobiliari, che è come se fossero state spostate di 5 chilometri verso la periferia, e lo stress che ci perseguiterà negli anni a venire per aver avuto questo regalo dalla nostra amministrazione comunale lo regaleremmo volentieri a chi ha pensato questa soluzione (...)
I residenti di via Bragadini e via Botti

Un errore toglierla dal Pgt
Un referendum  sulla Strada Sud
Signor direttore,
con le ultime sciocchezze sulla strada Sud siamo al grottesco. È dal 1928 che in tutti gli otto Prg della città (insieme a tante altre opere realizzate), ma ancora non c’è per la retorica, l’incapacità e l’inadeguatezza dei nostri amministratori. Qualcuno persino sostiene di essere contrario perché «potrebbe diventare un potenziale elemento di ulteriore espansione edilizia». Ma come! Ti ho messo lì appunto per non farlo accadere e tu abdichi? Mi ricorda tanto il caso Sicilia dove metà dei comuni ha il Prg (obbligatorio) perché per farlo potrebbe scapparci il morto. E così spiegano il cosiddetto ‘abusivismo di necessità’. Oppure il caso Roma dove non si faranno le Olimpiadi perché si presenterebbero a delle infiltrazioni. Inaccettabile. La nostrana totale mancanza di cultura urbanistica non ha ancora capito la differenza tra lo scempio ambientale e la ‘green way’ (strada verde) magari con in fianco una pista ciclabile ed una pedonale per godere il paesaggio. L’idea è nata nel 1898 quando Ebenezer Howard inventò ‘garden city’ (città giardino) che fu ampliamente applicata in Inghilterra nel primo dopoguerra, quando Londra era bombardata al 40% ed invece di ricostruirla si sono fatti parchi ed in alternativa realizzate 34 ‘new town’ (città nuove) sparse in tutto il Paese. La via Giordano è nata per i quadrupedi, non per le 4 ruote. Forse qualcuno non si è ancora accorto che non siamo nel medioevo, ma nel XXI secolo. Il problema è solo destinato ad aggravarsi e ad esasperare i cittadini. Togliere addirittura la Strada Sud dal Pgt è come scipparci il futuro. Allora credo proprio che occorra un referendum.
Amilcare Maffi
(architetto, Cremona)

Usavano rimedi naturali
Perché la Chiesa fu contro le streghe
Signor direttore,
poco considerato è il motivo principale per cui le cosiddette streghe furono soppresse. Per capirlo è necessario considerare il contesto di arretratezza scientifica fino al 1800, in cui la medicina era pressoché inesistente e tutto il sapere era prerogativa di guaritrici che usufruivano di rimedi naturali. Una conoscenza tramandata attraverso la tradizione che vedeva le donne in prima fila, per un lavoro che necessitava di infinita pazienza, intelligenza, memoria e ricerca nel territorio, in campagna e in montagna. Mentre il maschio era più prodigo nei lavori manuali... da magüt. Questo argomento spiega la lunga durata della repressione, da parte della Chiesa.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

E' tutto documentato
Ecco le stragi fasciste in Africa
Egregio direttore,
sollecitato dal lettore negazionista Claudio Fedeli sui crimini rimossi dell'Italia coloniale compiuti dai nostri avi in A.O.I. e in Libia; ricordo una precedente querelle che vide impegnati a mezzo stampa il giornalista Montanelli e lo storico Del Boca dove il primo che negava tenacemente quanto accadde compreso il lancio in Etiopia di oltre mille bombe da 500 chili di iprite e fosgene dovette chiedere scusa a Del Boca che evidentemente nei suoi libri non ha paura di dire la verità sui genocidi dei buoni italiani e chi li mandò allo sbaraglio. Risultò da una inchiesta che tali bombe furono impiegate anche in Somalia e in Libia. Ma i crimini del colonialismo non si fermarono solo a questo. Tra i massacri perpetrati dagli italiani in Etiopia durante il fascismo, di particolare efferatezza sono quelli eseguiti nel 1937 dopo il fallito attentato al Vicerè Rodolfo Graziani ad Adis Abeba. Il giornalista Ciro Poggiali narra della rappresaglia immediata coi sistemi del più autentico squadrismo fascista descrivendo episodi orripilanti e violenze durate settimane e la richiesta di telegrafare o scrivere al giornale di quanto stava accadendo gli fu negata, tutte le comunicazioni erano sospese perché: «gli ordini di Roma sono tassativi: in Italia si deve ignorare». Fu un autentico pogrom approvato da Mussolini che telegrafò: «Tutti i civili e religiosi comunque sospetti devono essere passati per le armi». Si andò oltre, vennero distrutte le chiese copte; fucilati monaci e giovani diaconi; incendiati interi villaggi di tucul; fucilati o impiccati oltre duemila indigeni; intere famiglie con donne e bambini dopo 15 giorni di marcia, inviati a scudisciate nel campo di concentramento di Danane in Somalia, dove in tre anni su 6.500 internati ne morirono 3.200.
Sergio Noci
(Soresina)

E le bollette lievitano
Per Linea Più non abito più a casa mia
Signor direttore,
in questa mia lettera voglio riversare tutto ii mio disappunto verso la società Linea Più. Qualche giorno fa chiamo il numero verde della suddetta società per avere chiarimenti circa l’importo di una fattura di fornitura di energia elettrica intestata ad una mia parente che alla soglia dei 90 anni suonati e perfettamente portati si accorge che la sua fattura rispetto alle altre 6 un po’ aumentata. L’addetta, gentilissima e disponibile, mi conferma che «c’e stato effettivamente un errore e risolviamo il tutto in breve». Senonché, visto che avevo appena ricevuto anch’io l’ultima fattura che ahimé nonostante la metà degli anni di mia zia, non controllo mai e pago direttamente con rid bancario, chiedo informazioni circa una voce riportata in fattura e cosa scopro? Che da maggio 2017 il sistema mi ha tolto la residenza e quindi alle mie fatture viene applicata la tariffa per non residente. La mattina dopo mi precipito allo sportello di viale Trento e Trieste e ricevo un trattamento di menefreghismo totale dall’addetto che ml rifila un modulo per fare i reclami. Decido allora di richiamare it numero verde e riesco a farmi dare qualche indicazione ma ahimé scopro che Ia stessa sorte è toccata pure a mio papà che da aprile, per il sistema di Linea Più , non risiede più in casa sua. La mia domanda è: ma se io non me ne fossi accorta per quanto tempo avrei continuato e mio papà con me, a pagare una tariffa maggiorata? Ora ho compilato il modulo reclami e spero vivamente di capire se la situazione riguarda solo le fatture emesse da maggio ad oggi oppure anche le precedenti, visto che tutte da due anni a questa parte riportano la dicitura: uso domestico non residente e alla mia richiesta del perché di tale dicitura la risposta è stata: trattasi di un errore di stampa.
Annalisa Bresciani
(Castelverde)

Locali e soffitte svuotati
Il patrimonio Frazzi venne messo in salvo
Gentile direttore,
mi consenta di comunicare cose positive riguardo la Fornace Frazzi. Il signor D. D. (vedi lettera nello ‘Spazio Aperto’ del 24 ottobre) per fortuna sbaglia quando pensa che tutto «sia andato completamente distrutto sotto i cingoli delle ruspe». Non è così. Dopo la vendita dell’area, personale incaricato dalla nuova proprietà ha messo in salvo tutto quanto era rinvenuto nei locali e nelle soffitte. All’epoca non si era potuto trovare un unico destinatario per l’intero patrimonio storico sopravvissuto; il Laboratorio del Cotto conserva tutt’oggi la parte di sua competenza e l’Archivio Storico della Cgil di Cremona ha in deposito l’archivio cartaceo e fotografico della ditta Frazzi. In questi anni molti studenti universitari – da Torino a Bologna o Milano – hanno potuto preparare tesi di laurea consultando gli incartamenti tecnici, numerose pubblicazioni patinate hanno potuto riportare le rare e rarissime carte intestate figurate appartenute a storiche imprese italiane e straniere. Della documentazione, come delle iniziative tese a valorizzarla, si trovano tracce anche in rete, prima di tutto nelle pagine dedicate all’archivio sul sito della Cgil cremonese. Quindi, molto è stato salvato e molto c’è ancora da salvare. Questo mi sembra un momento propizio per unire energie, idee, memorie e rendere onore alle Ceramiche Frazzi che resero famosa Cremona nel mondo.
Teréz Marosi
(Archivio Storico Cgil Cremona)

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