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31 maggio

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

02 Giugno 2017 - 04:05

IL CASO
Il mio cane è stato male di notte, fino a Piacenza per poterlo curare
Gentile direttore,
vorrei condividere con voi la mia esperienza. La notte del 21 maggio il mio cane improvvisamente inizia a stare male. Ho capito fin da subito che non era un semplice mal di pancia ma qualcosa di più grave. Chiamo il nostro veterinario di fiducia e sento una segreteria telefonica che, in caso di bisogno, invita a contattare la clinica Farnesiana di Piacenza. Non ci penso due volte, li chiamo e alle 2 di notte carico il cane in macchina e parto. Accoglienza e servizio ineccepibile, il cane viene scrupolosamente esaminato e ricoverato d’urgenza dove alla mattina subisce un intervento per l’asportazione della milza. Niente da dire sul loro servizio, solo tante belle parole. Il mio cane è ancora vivo per fortuna.
Io proprio non riesco a capacitarmi sul fatto che Cremona sia sprovvista di una clinica ben attrezzata che svolge servizio 24 ore su 24. Perché dobbiamo fare 30 chilometri in urgenza, con uno stato d’animo che non è dei più sereni, rischiando a nostra volta che al nostro animale possa accadere qualcosa di irreparabile durante il viaggio? Lo so che questa polemica è già stata alzata più e più volte ma vedo che nulla è cambiato. Serve più sensibilizzazione sull’argomento, vedo anche politici battersi per i diritti dei nostri amici a quattro zampe. A cosa serve portare un cane in un centro commerciale alla domenica se poi lo stesso giorno non possiamo curarlo?
Catia Carasi
(Spinadesco)

Se volessi cavarmela con una battuta direi che siamo in linea con il fatto che il canile di Cremona dista 30 chilometri dalla città (è a Calvatone). Sia quella dell’assenza di un Pronto soccorso per animali operativo 24 ore su 24 che, di fatto, quella di un canile è situazione negativa per una città che ama gli animali (come dimostra il recente regolamento varato dal Comune), anche se la questione non è così semplice. A Cremona dal 1995 c’è la reperibilità festiva veterinaria grazie alla quale, in un qualsiasi giorno festivo dell’anno, dalle 8 alle 20, c’è un veterinario reperibile per le urgenze al numero 0372-36360. Inoltre alcuni ambulatori restano aperti alcune ore anche il sabato e la domenica. Più specificatamente l’ospedale veterinario h24 è una struttura privata con costi di gestione altissimi e molto difficilmente la richiesta di Cremona potrebbe coprirne i costi. Spesso chi chiama un pronto soccorso è convinto di avere a che fare con una Asl e non è disposto a pagare i costi, non comprendendo che la struttura privata non gode di alcun rimborso regionale o statale.

LA POLEMICA
Società multirazziale: non necessaria e pericolosa
Egregio direttore,
pochi giorni fa una sentenza della Corte di Cassazione ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi vede nel flusso di immigrati in Italia una minaccia per la sopravvivenza della nostra identità e tradizione.
In buona sostanza, la Cassazione ha dichiarato che «gli immigrati devono accettare i valori del Paese ospitante», ma ha tenuto a precisare che «la pur necessaria società multi-razziale non può ammettere in seno alla società stessa l’esistenza di arcipelaghi etnici confliggenti». Attenzione: la Cassazione definisce «necessaria» una società multi-razziale, ma evidenzia quanto questo tipo di società possa essere pericolosa. Perché qualcosa di pericoloso per la società diventa addirittura necessario? (...) La Cassazione sostiene la (presunta) necessità di una società multi-razziale (quindi multi-culturale e multi-religiosa in Italia), ma contemporaneamente mette in guardia dal pericolo costituito dalla possibilità che le diverse identità sociali e religiose costrette a vivere l’una accanto all’altra, entrino in conflitto tra loro in un contesto di lacerazione del tessuto sociale nazionale. (...) Dubito che la classe politica e dirigente del nostro Paese non sia al corrente di questi rischi, tant’è che ci continuano a propinare scuse davvero fantasiose su quanto sia imprescindibile una società multi-razziale.
Questo enorme progetto in alcuni ambienti lo chiamano ‘invasione’ (leggasi Jihad a scopo di conquista territoriale), o ‘sostituzione di popolo’ (leggasi piano Kalergi, per altro anche citato da Madame Boldrini alcuni mesi orsono), o uno strumento del capitale e finanza per abbattere i costi produttivi (leggasi ‘esercito industriale di riserva’ di marxiana memoria): non ci diranno mai qual è il reale scopo di chi fomenta e foraggia l’immigrazione di massa verso le nostre coste, non so se questa invasione o sostituzione di popolo sia realmente in atto o meno, ma è chiaro che la vogliono a tutti i costi. (...) Affinché questo progetto abbia successo, in questi anni si sta preparando l'humus più adatto tra le popolazioni attraverso roboanti titoli di giornali e perentorie dichiarazioni di politici come: «Servono 200 milioni di immigrati in Europa», o che «Ci pagheranno le pensioni», oppure che «Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare».
L’obiettivo della classe dominante d’ispirazione mondialista è la globalizzazione totalizzante. Ma per arrivare al compimento di questo, è evidente che ogni peculiarità nazionale, ogni tradizione e sentimenti legati alla Patria devono essere il più possibile annullati (...) e sostituiti con l’esaltazione del meticciato. E attraverso quale strumento si può accelerare questo progetto? Con l’abbattimento di ogni barriera e confine! Effettivamente è esattamente quello che chiedono numerosi partiti o movimenti politici e numerose aziende (soprattutto multinazionali) che così avrebbero una libertà d’azione ancor più ampia. E se tutto questo lo si può fare dietro le mentite spoglie dell’integrazione e dell’accoglienza dei poveri profughi che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni… beh, si può trovar terreno ancor più fertile in tutte le società, grazie soprattutto al pietismo di quegli ambienti che spesso si riempiono la bocca di sola retorica anti-nazionale, che a Milano sublima nell’organizzazione di improbabili marce (tra l’altro scarsamente partecipate) contro ipotetici muri e i confini.
Un altro aspetto da non sottovalutare è lo Ius Soli, strumento utile per creare a norma di legge nuovi italiani e che alcuni partiti vorrebbero immediatamente approvare in Parlamento (per evidente tornaconto elettorale). (...) Questo, se realizzato, sarebbe da considerare come un vero e proprio attentato al popolo italiano. Attualmente le coppie musulmane in Italia hanno dai 4 ai 6 figli e di questo passo, nei prossimi 50 anni assisteremo passivamente alla fine della nostra cultura e civiltà in favore di un'altra, scientificamente impiantata nel nostro Paese. (...)
Diego Storti
(Cremona)

Con l’onorevole Brambilla
Berlusconi animalista per interesse politico
Signor direttore,
è diventato di moda essere ‘animalisti’. Alcuni per interesse economico (il mercato animalista, tra cibo per cani e gatti, accessori, attrezzature e cure veterinarie ha dimensioni di diversi miliardi di euro l’anno), altri per interesse politico sperando di conseguire consensi elettorali contrabbandando per passione animalista la loro avidità di potere. Ora sta anche per essere fondato un partito politico da parte dell’onorevole Brambilla e, guarda caso, il principale sponsor di questa iniziativa è Silvio Berlusconi il quale, trovandosi giustamente alle corde in quanto a popolarità, (...) sta tentando di risalire la china contando sia sulla memoria corta degli italiani che sulla passione di tantissimi tra loro per gli animali. (...)
Ed ecco il satiresco Silvio che si fa vedere in televisione a baciare i suoi cagnolini oppure ad allattare gli agnellini nei giorni antecedenti la Pasqua…!
Staremo a vedere alle prossime elezioni se gli italiani gli crederanno o no..
alessandro.mezzano@alice.it

Vorrei conoscere Ernesto Biagi
Anch’io amo il Po. Snobbato dai giovani
Signor direttore,
ho appena spiluccato una vecchia copia del 13 maggio. Trovando molto bello lo scritto di Ernesto Biagi (ormai storiche le sue fatiche settimanali con carta e penna). Questa volta ci delizia descrivendo come, un giovane amante invaghito del suo fiume, continuerà ad amarlo finché morte non ci separi... Quando tutti lasceranno perdere... noi no! sempre presenti per goderne ogni microscopico cambiamento. Ebbene, io, ho esattamente la metà degli anni che vanta il sommo Biagi, ma mi piacerebbe moltissimo poterlo incontrare per scambiarci opinioni e identità di vedute, circa questo splendido fiume, troppo snobbato dai ‘giovani bene’ e purtroppo troppo preso di mira da vandali criminali dei paesi dell’Est Europa... che compiono veri e propri massacri impuniti, nel tentativo di rubarci il mitico siluro che, resistente alla maggior parte dell'inquinamento, riesce a raggiungere proporzioni record. Ripeto, mi piacerebbe conoscerlo: una colazione al bar, una passeggiata sulle sponde del grande fiume, niente di trascendentale... solo uno scambio amichevole di opinioni e possibili soluzioni per arginare questo e altri problemi.
Cristian Sbaraini
(Cremona)

L’impegno nella ‘Chiappari’
Addio a Marenzi una vita esemplare
Egregio direttore,
Cesare Marenzi ha lasciato famigliari e amici con la sua discrezione di uomo raccolto oramai da tempo nel percorso della sua vita longeva, nei propri ricordi e nel tempo del suo attivo operare. Un operare che lo ha visto come uomo, come ex allievo dell’Orfanotrofio, dedicarsi con cura e professionalità agli impieghi che la sua vita, via via, lo portava ad assumere. E fra questi, come quello con le Poste, o altri di tipo imprenditoriale autonomo, con lo scrupolo e la professionalità occorrente all’impegno assunto.
Ma tra tutti, come il dialetto cremonese, come momenti di cultura in generale, quello dedito all’Associazione degli ex Allievi dell’Orfanotrofio, a sua volta alunno del medesimo negli anni anteguerra ’40-45 e nello stesso periodo bellico, perchè ospite appunto dell’Orfanotrofio cittadino.
Convinto assertore dell’Associazione Lazzaro Chiappari, ne fu fedele e attivo appartenente dal 1947. Con l’amico Martino Bassi, presidente degli ex Allievi dell’Istituto, fu partecipe della fondazione anche del gruppo sportivo Marini, nato appunto dagli ex dell’Orfanotrofio. Orgoglioso e profondo sostenitore della funzionalità del sodalizio ne divenne socio onorario e, per trascorsi meritevoli della sua vita privata, ottenne infine la nomina di Cavaliere della Repubblica. Una figura dunque riferimento ed esempio per tutti gli ex allievi e per la comunità cremonese.
Associazione Lazzaro Chiappari
(Cremona)

In italia 5 milioni di poveri
Ma soldi e diritti vanno ai migranti
Signor direttore,
con riferimento alla manifestazione definita antirazzista da chi gli conviene definirla tale in prima fila il sindaco di Milano, Sala, il quale ha dichiarato che vuole una Milano più pulita evoluta e all’avanguardia parole totalmente demagogiche, per poter fare ciò che dice il sindaco si dovrebbe ripristinare la sicurezza e la legalità, togliere il totale degrado del quale Milano è vittima, io non sono per niente razzista e non ne faccio una questione di pelle se uno nasce nero giallo o bianco, io mi baso sulla cultura civile un po’ spartana di questi migranti profughi per la maggior parte clandestini che vantano solo diritti ignorando i doveri leggi e regole che dovrebbero incondizionatamente rispettare. Il problema è che se si continua a gestire l’immigrazione con un sistema legato a una ambiguità ipocrita basata sul permessivismo lassismo e buonismo, tutto questo toglie la libertà alle persone in quanto viene a mancare la democrazia. Sono convinto che chi organizza tali manifestazioni che creano tensioni ed odio non sono altro persone che speculano sul fenomeno immigratorio traendone profitti a livello economico. Vi sono cinque milioni di italiani dichiarati poveri ma per questi non si mobilita nessuno, sono abbandonati a se stessi e si debbono arrangiare al meglio dormendo in macchina o in luoghi di fortuna, le case dell’edilizia residenziale pubblica che dovrebbero essere assegnate a loro in quanto italiani le danno agli ultimi arrivati con il motivo di emergenza sociale, quindi si può aggirare la legge delle graduatorie esistenti assegnandole in deroga alla legge, prima di acquisire i diritti bisogna guadagnarseli, ma purtroppo l’Italia sta diventando sempre più una giungla umana.
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

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