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30 aprile

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

30 Aprile 2016 - 12:30

IL CASO
Tagliare e fare ‘classi pollaio’ è facile ma è pure sbagliato
Signor direttore,
scrivo questa lettera per protestare contro i vertici dell’Ufficio scolastico provinciale che hanno deciso di eliminare una classe di materna per tagliare le spese, e non vengano a elencare altri motivi. Ma scusate, non c’è bisogno di essere dottori e laureati per saper risparmiare in un modo così subdolo: elimino una classe, ammucchio i bambini nelle restanti e il gioco è fatto! Troppo facile. Ma allora tenete un ufficio solo nel provveditorato così iniziate voi a risparmiare e ai bambini resta un po’ più di spazio. Poi a Pizzighettone c’è tutto: le maestre, il numero di bimbi, la struttura che funziona e loro, perché mancavano 4 iscrizioni a inizio anno dicono che si può eliminare una classe perché non ci sono i cosiddetti parametri. Ammucchiamo i bambini, compresi i portatori di handicap, e i giochi sono fatti. Allora, come diceva un grande... Ma mi faccia il piacere... Anzi, se per piacere qualcuno ci dà una mano a fermare il danno che stanno facendo.
Il papà di Diego
(Pizzighettone)

Il giornale sta seguendo il caso di cui parla. A Pizzighettone mi pare di notare una certa compattezza contro la decisione: non solo i docenti si sono schierati con i genitori ma anche l’amministrazione comunale è scesa in campo. Stiamo a vedere.

L'INTERVENTO
In precedenti miei scritti pubblicati su questo quotidiano nel dicembre 2012 e giugno 2013 (riguardanti la crisi della giustizia), richiamavo una canzone cantata dalla ‘tigre di Cremona’: parole-parole-parole (citata anche da papa Francesco in una sua omelia del 15.9.2015 contro le armi e per la pace). Questo ritornello fa venire in mente i legislatori che effettuano ‘riforme epocali’ nelle più svariate materie della pubblica amministrazione, sia sotto il profilo procedurale che sotto quello sostanziale, ovviamente sempre nell’interesse del cittadino. Ci si accorge, invece, sovente che i risultati non corrispondono alle aspettative o alle ‘ottime’ intenzione del legislatore; talvolta addirittura i diritti essenziali si allontanano invece che avvicinarsi e tante situazioni diventano persino più complesse.
C’è di positivo forse che non tutte le riforme annunciate vengono realizzate e quindi l’inefficienza della politica presenta anche qualche lato favorevole. Ma è una ben magra consolazione assistere allo stallo della politica e alle solite dispute tra i vari rappresentanti del popolo mentre nel campo sociale non si fanno progressi. Richiamando il titolo di una vecchia serie televisiva di Massimo Ranieri ‘Sogno e son desto’ ma posponendo i verbi, possiamo affermare che, anche se desti, continuiamo a sognare e immaginare che il legislatore, di qualsiasi appartenenza politica e qualunque sia il mandato ricevuto dal popolo, sia diventato più altruista e interessato alle reali esigenze della collettività. Continuiamo a sognare quindi che il legislatore, in tempi ragionevoli, effettui finalmente quelle riforme indispensabili alla nostra vita quotidiana, magari riconoscendo una maggiore autodeterminazione relativamente ad alcuni diritti sociali essenziali. In parole più semplici, benché teoricamente il Parlamento rappresenti il popolo e quindi la sua volontà, alcuni diritti sociali, quelli particolarmente determinanti e importanti per l’individuo e la comunità, richiedono a mio avviso una maggiore partecipazione diretta del popolo stesso, ovviamente a mezzo di ‘referendum’. La delega rappresentativa conferita al politico eletto dovrebbe cioè trovare un limite quando si trattano valori e diritti soggettivi veramente essenziali. Ma ciò non basta. Se si promuove una consultazione referendaria, il risultato deve essere assolutamente vincolante e l’azione legislativa non può prescinderne, cosa che spesso non avviene con la conseguenza che il referendum si risolve in una ‘costosissima presa in giro’ del popolo. A Cremona ne abbiamo avuto un eloquente esempio qualche anno fa. Il comitato ambientalista vinse chiaramente il referendum contro l’inceneritore che infatti fu realizzato appena dopo. A livello nazionale, ricordiamo il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti che ebbe un successone e tutto è rimasto come prima, se non addirittura peggio. Il potere politico, su questioni di particolare rilevanza, in definitiva ‘subisce’ i referendum in quanto previsti dalla Costituzione, ma poi se ne frega dei risultati, violando quindi lo spirito della stessa Costituzione. Attualmente devono essere regolamentate dal legislatore materie scottanti come il testamento biologico, l’eutanasia, le unioni civili, l’omofobia e altre. La problematica è scottante per i tanti riflessi non solo giuridici, ma anche etici e religiosi, pur volendo rispettare le idee di tutti. Concludendo: si è sempre detto che l’Italia è la culla del diritto e ci piacerebbe che questa prerogativa le venisse ancora riconosciuta. Pertanto il nostro legislatore deve al più presto disciplinare queste e altre problematiche scottanti, anche per restare al passo dell’Europa e, ove su di esse vi fossero dei referendum, il Governo non dovrebbe boicottarli, guardarli con sfavore o disattenderne l’esito, ma anzi favorirli, essendo quella referendaria l’espressione più diretta e attendibile della volontà popolare.
Antonio Spena

Cimitero, cavalcavia imbrattato
Il Comune provveda a pulire
Signor direttore,
dalla fotografia, vedrà che sul cavalcavia della Ferrovia, da via Dante a via Boschetto e S. Bernardo, ci sono delle scritte opera di teppisti.


1) Ho già segnalato al Comune di Cremona ma non hanno pulito niente: vergogna!
2) Nel 1985, con l’Assessore al Traffico, Alessandro Zanetti, abbiamo fatto innovazioni: rampe a senso unico (visibili) con pista ciclabile contromano.
3) Oggi, nuovi tecnici del traffico hanno messo la pista cicli che corre parallela, insieme al traffico: non servono a nulla.
4) Sulla via Cipressi, la strada non ha marciapiedi. Quindi ok sulla pista ciclo-pedonale ma non è chiaro perché il cartello autorizza solo i ciclisti: e i pedoni?
5) All’uscita maggiore di via Cimitero, gli ‘attraversamenti pedonali’ (art. 145) non hanno i segnali verticali (Art. 135/ II 303), tali segnali essendo orizzonti in caso di neve, o pioggia forte, non sono visibili. Dall’estero ho copiato (1978) il Campo Sperimentale Italia con autorizzazione MM. LL. PP fatti in via Giuseppina, Novati, Giordano, Viale Po, con ordinanza del sindaco Emilio Zanoni.
6) Fermata bus lato cimitero: il segnale divieto sosta eccetto Polizia (art. 120/fig/79-C) è illegibile; la panchina di marmo è demolita, una pianta tagliata è da estirpare, manca l’asfalto attorno all’area bus. Chiudo: l’incrocio Cavalcavia / San Francesco Assise / via Boschetto. Mettere lo spartitraffico per i pedoni e prevedere la velocità di 30 km/h.
Davide Martinelli
(Cremona)

Obama pensi ai muri di casa sua e non dia lezioni all’Europa
Egregio direttore,
il premio Nobel per la pace (?) Barack Obama è giunto in Europa e ha visitato alcuni Paesi tra cui la Gran Bretagna e la Germania. Il tribuno afroamericano ha ‘sviolinato’ per bene sia Cameron che la Merkel ammonendo il primo a non forzare l’uscita del Regno Unito dall’Ue, e dicendo alla seconda che è una grande statista e che va ascoltata dai sudditi europei. Sulle orme di J. F. Kennedy, il presidente americano, a Berlino si è superato, lanciando ai governanti del vecchio e popoloso continente questo messaggio: «È necessario istituire in Europa un vertice anti-muri i quali dividono popoli e razze e che sono abbattere». Il maestrino a stelle e strisce, paladino della libertà, del multiculturalismo e difensore dei migranti, considera gli abitanti dell’Europa oltre che servi, dei cretini patentati e disinformati in virtù del fatto che in materia di muri, il signor Obama dovrebbe guardare prima in casa propria. Ricordo agli amici lettori che lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico, esiste il muro della vergogna, mai citato dai media mondiali, alto sette metri e presidiato giorno e notte da cecchini infallibili. Sono le temibili guardie di frontiera yankee che sparano a vista sui migranti tanto cari al presidente americano. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Per fortuna ci sono ancora signori con la S maiuscola
Signor direttore,
c’è ancora del buono nel prossimo, anche se avevo perso le speranze. Quello che mi è capitato è stupefacente e nello stesso tempo mi ha profondamente emozionato e commosso. Due giorni fa ho dimenticato il mio borsetto, contenente denaro (circa 200 euro) ma soprattutto carte di credito, bancomat (tra l’altro con codice allegato: chiunque l’avesse trovato avrebbe potuto fare un prelievo, legalmente) e documenti vari (patente, carta d’identità), nel carrello della spesa di un supermercato. Per fortuna l’ha trovato la persona giusta nel posto giusto, un signore con la esse maiuscola che è riuscito a rintracciarmi e a restituirmelo. Inutile dire che non mancava nulla. Non ha accettato ricompensa alcuna, nonostante le mie insistenze. A questo signore con la esse maiuscola, di cui non conosco il nome, va tutta la mia stima e ammirazione. (...)
Paolo Mangoni
(Gussola)

Nel lavoro il precariato impera e l’aspettativa di vita si abbassa
Gentile direttore,
leggo su varie testate in questi giorni due contrastanti notizie: l’aspettativa di vita in Italia è leggermente calata, cosa mai successa in tempo di pace (fonte ISS) e l’innalzamento dell’età pensionabile, per i nati a cavallo degli anni '80, fino addirittura ai settantacinque anni di età. I nostri genitori sono perennemente in lacrime a vederci vivere peggio di loro, perché un genitore dovrebbe sempre augurarsi per suo figlio che viva meglio di lui. Perché si abbassa l’aspettativa di età? Ho le competenze per dirlo, avendo recentemente conseguito un patentino in esperto di sicurezza. Si abbassa perché i giovani di oggi sono cottimisti che corrono pericolosamente oltre i limiti sui furgoncini per fare consegne; perché siamo precari a tempo fisso, oggi a Mantova e domani a Milano; perché sulle impalcature il capo ci intima di togliere le cinture di sicurezza, pena il licenziamento, lavoreremmo più lenti; perché per una banale discussione in un ufficio pubblico, se si incappa nell’utenza sbagliata, si rischia di essere fucilati appena fuori dalla porta. E riceviamo la notizia che la pensione slitta di oltre dieci anni rispetto solo a qualche anno fa. Cos’è successo? Decisamente qualcosa di strano. Andrei volentieri in pensione a ottant’anni se la mia aspettativa di vita fosse sui cento. Ho il sentore che qualcuno abbia barato, se non, per dirla tutta, rubato. Non ho le competenze per scovare il colpevole, ma se mi capitasse davanti passerebbe un gran brutto quarto d’ora.
Igor Paulinich
(Cremona)

Lavoro e famiglia sono valori che possono essere condivisi
Signor direttore,
la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società. Società, quella odierna, in continua evoluzione, in cui i valori morali diventano sempre meno importanti. Il nostro obbiettivo è quello di tutelare la stabilità della famiglia, di rendere sempre più efficienti i servizi di cui essa usufruisce: dalla semplificazione burocratica all’istruzione, alle attività sportive e al mondo del lavoro. Tutti i servizi devono ruotare intorno alla famiglia per metterla in condizione di potersi muovere in maniera semplice e adeguata. Dobbiamo ambire ad una società in cui le madri possano lavorare senza difficoltà, per assicurarsi una stabilita economica e nel contempo crescere i propri figli. Puntando, ad esempio, allo sviluppo del lavoro part time, ridimensionando le rette degli asili soprattutto per le famiglie con fasce di reddito piuttosto basse e riducendo le liste di attesa. Indipendentemente dai colori e dalle ideologie politiche credo sia necessaria la volontà delle persone. La battaglia va fatta sui valori più che sulle ideologie. Valori che possono essere condivisi. Quelli del lavoro e della famiglia possono esserlo.
Samanta Punta
(Coordinatore di Forza Italia - Viadana)

Il centro chiuso al traffico
A Crema serve una ZTL seria
Signor direttore,
vorrei dare pienamente ragione al signor Arpini in merito alla ZTL su Viale Europa. Come sarebbe più utile ai cremaschi e non, fare una ZTL in centro storico chiudendo le strade più centrali comprese Via Verdi, piazza Marconi, via Matteotti con tutte le varie piazze attorno. Non ha senso che una cittadina come Crema venga deturpata così dal traffico. Il commercio ne trarrebbe giovamento. Bisognerebbe istituire il Piedibus per le scuole perché vorrei ricordare alle mamme e papà con i Suv che camminare fa bene alla salute e all’anima. Poi ribadisco che Ombriano e i Sabbioni sono servite malissimo dal trasporto pubblico. (...)
Sebastian M.
(Crema)

Decisi pagamenti dilazionati per le bollette arrivate in ritardo
Gentile direttore,
con riferimento ai temi evidenziati nella lettera della Lista civica ‘Buongiorno Soncino’, pubblicata lo scorso 27 aprile, Linea Più coglie l’occasione per precisare quanto segue:
1) I clienti Linea Più residenti nel comune di Soncino che hanno preso contatto con il nostro call center o con gli sportelli dopo avere ricevuto bollette con scadenza il 20/4 e recapitate tra il 14 e il 20 aprile, hanno visto una dilazione del pagamento sino alla fine del mese. Questo senza alcun addebito ulteriore di more.
2) Nei casi di ‘sovrafatturazione’, in particolare quando viene a mancare l’autolettura da parte del cliente, Linea Più provvede a compensare il saldo nelle fatture successive. Se l’importo è significativo, la Società emette un bonifico immediato sul conto del cliente. Laddove quest’ultimo non abbia attivato la domiciliazione bancaria, si procede al rimborso a mezzo assegno.
Linea Più S.p.A.
(Cremona)

Martina Caironi portabandiera dell’Italia Paralimpica
Egregio direttore,
leggiamo sempre con grande piacere e interesse la pagine dedicate agli approfondimenti sugli sport, ormai anche in vista di Rio 2016. Bella la pagina dedicata alla splendida Casalmaggiore ‘Città del canottaggio’ grazie ai meravigliosi Atleti Olimpici e alla Società Canottieri Eridanea. Bella e pregevole anche l’attestazione di stima per la meravigliosa Federica Pellegrini che sarà portabandiera a Rio per l’Italia! Questo vostro graditissimo segnale di ampia visione mi dà l’opportunità di trasmettervi l’altra recentissima notizia, graditissima quanto inaspettata per tutto il nostro movimento Paralimpico, dell’altra donna che sarà portabandiera per l’Italia IPC - Paralimpica, Martina Caironi, campionessa Mondiale di Atletica Leggera e protagonista a Casalmaggiore in occasione delle diverse manifestazioni FISPES di Atletica Leggera, non ultima i Campionati Italiani vissuti nel settembre 2015.
Carlo Stassano
(Casalmaggiore)

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