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19 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

19 Dicembre 2015 - 14:04

IL CASO
Per lo sciopero dei medici la visita slitta di un altro mese
Signor direttore,
volevo portarla a conoscenza dell’ennesimo caso di malagestione sanitaria di cui siamo stati vittima mercoledì mattina.
Sono padre di un bambino di tre anni che da diversi mesi soffre di mal di gola e tonsillite che causano infezioni e febbre alta e lo costringono a cicli continui di antibiotici.
La nostra pediatra a consigliato di prenotare una visita dall’Otorinolaringoiatra che prenotata al 14 ottobre corrente anno ci era stata riservata al 16 dicembre (l’altra mattina) all’ospedale Maggiore di Cremona.
Ci siamo presentati in orario e abbiamo trovato la sorpresa di uno sciopero generale senza neanche essere stati avvisati.
Noi che veniamo dal casalasco abbiamo percorso quasi 60 km tra andata e ritorno e perso mezza giornata lavorativa. La risposta degli operatori del CUP è stata: ‘Purtroppo succede, lo sciopero è fatto appositamente per creare disagi, ma se volete è possibile fare la visita a pagamento questo pomeriggio’.
Ora sul fatto che lo sciopero crei disagi, non ci sono dubbi, ma che a pagarne le spese debba essere sempre, solo ed esclusivamente il contribuente parliamone, neanche la decenza di premurarsi di cercare un’alternativa (a pari prezzo) e in breve tempo.
La nuova visita tramite mutua ci è stata assegnata per il 15 gennaio 2016.
Tempistiche degne degli ospedali corrotti del Sud Italia, ma siamo a Cremona e non mi pare che ci sia questa gran distinzione in merito alla funzionalità delle strutture ospedaliere.
Rivolgo i miei più sentiti complimenti a tutti per le eccellenti modalità di trattamento che si riserva a chi ha veramente bisogno.
Lettera firmata
(Casalmaggiore)

Capisco il suo punto di vista. Nella lettera lei spiega perfettamente quello che potrei definire un ‘ragionevole compromesso’: fatto salvo il diritto di scioperare perché non ‘trovare’ disponibilità per una visita nei giorni successivi?

LA REPLICA
Non posso accettare che si offenda il ‘Racchetti’
Egregio direttore,
mi sono astenuto finora dall’intervenire nella polemica che sta trovando spazio nelle pagine del giornale da lei diretto. Non sono intervenuto perché non ho né avevo alcuna intenzione di alimentare la gogna mediatica che mi attribuisce virgolettate frasi non espresse nè con quelle parole nè con quegli intenti.
Ora però non posso accettare che la mia scuola e il personale che vi lavora vengano infamati dalla lettera che il suo giornale ha ospitato l’altro giorno a firma di G. Presario (Cremona).
Il signor Presario è libero di pensare che scelte organizzative come quelle dei 5 giorni di scuola, fatte nell’esclusivo interesse degli studenti, siano un pretesto per lavorare di meno; mentre invece comportano per gli insegnanti un maggiore carico di lavoro, una differente progettazione della didattica, con l’unico scopo di favorire l’apprendimento a scuola e quindi alleggerire e non appesantire gli studenti.
Il signor Presario può anche ritenere che la razionalizzazione delle spese non afferiscano alla sfera di una sana amministrazione: affari suoi.
Ma il signor Presario non si può permettere di calunniare chi alla scuola e in particolare alla mia scuola si dedica con tanta abnegazione e impegno: insegnanti, ATA, e persino genitori, che hanno come unica disgrazia quella di avere una visione della didattica e della scuola differente dalla sua.
Ai lavoratori scolastici, insegnanti e non, del Liceo Racchetti-Da Vinci vanno tutta la mia stima ed apprezzamento per il costante e indefesso lavoro nel tenere aggiornata, pulita, accogliente, efficiente l’intera struttura, nelle sue differenti sedi. (...)
Celestino Cremonesi
(Dirigente Scolastico I.I.S. ‘Racchetti-DaVinci’ di Crema)

Lascito Raspagliesi, intendiamo attuare le volontà della signora
Egregio direttore,
nella lettera pubblicata il 17 dicembre 2015 a firma D. F. si contesta un presunto disattendimento da parte di Fondazione Città di Cremona del lascito Raspagliesi. Niente di più inesatto. La Fondazione infatti, confortata anche da parere di soggetto indipendente, con i proventi della vendita dell’immobile, intende, contrariamente a quanto sostiene il lettore, dare piena attuazione alla volontà della Signora, attraverso la realizzazione di appartamenti per anziani in un contesto, quello di via XI Febbraio, in grado di offrire servizi all’avanguardia, ottemperando in tal modo in maniera ancora più efficace rispetto ai propositi della Benefattrice. Forte di questo convincimento, la Fondazione proseguirà pertanto in questo percorso, i cui esiti garantiranno ai cittadini cremonesi una risposta adeguata, in piena sintonia con le finalità del lascito.
Uliana Garoli
(presidente della Fondazione città di Cremona)

Ma è davvero utile chiudere le sedi dei centri sociali?
Signor direttore,
molti vogliono la chiusura del Circolo Dordoni e di quella di Casa Pound. Si pensa che così facendo ci libereremo per sempre di tutti quei ragazzotti pieni di forza che però hanno poco sale nella zucca. Ma a pensarci bene, non otterremo invece l’effetto opposto? Adesso sappiamo esattamente dove sono, quanti sono, che cosa combinano, perché sono ben individuabili nelle loro sedi. Sicuramente sono ‘monitorati’ all'inverosimile dalle forze della polizia, non stento a crederlo. Se li cacciamo, se li disperdiamo, come potremo tenerli a bada? Si aggregheranno da altre parti, e la solfa ricomincerà. Lasciamoli lì dove sono adesso, lasciamogli sfogare le loro idee troppo vitaminizzate, e teniamoli a bada, tutto qui. Se li ‘aboliamo’ succederà come è accaduto con a legge Merlin, che abolite le case chiuse, la prostituzione, da concentrata che era, si è diffusa su tutte le strade d’Italia.
D. D.
(Cremona)

‘Racchetti’, la settimana corta un’altra mazzata alla scuola
Egregio direttore,
mi permetta di testimoniare, in qualità di insegnante a Crema da ormai più di trent’anni, attraverso le colonne del suo giornale la mia piena solidarietà a quegli studenti e alle loro famiglie che, a Crema, si stanno battendo contro la decisione di introdurre al ‘Racchetti’ il curricolo su cinque giorni, una decisione che reputo del tutto sbagliata. Studenti e genitori hanno pienamente ragione, poiché la settimana corta — in tutti i licei, ma credo anche in istituti tecnici seri come l’Itis — è negativa sotto molteplici aspetti. Costringe buona parte degli studenti — i tanti pendolari — a tornare tardi a casa, con buona pace dello studio casalingo (oltre che con problemi alimentari legati ai pranzi ritardati), studio che invece è alla base nonché condizione ineliminabile per ottenere una buona preparazione culturale. Chi vuole il sabato libero (bidelli e impiegati di segreteria, soprattutto, ma anche quei docenti, per fortuna pochi, che pensano solo ai loro bisogni personali) dimostra di non tenere in conto la qualità della formazione impartita agli studenti. Niente di nuovo sotto il sole, visto che negli ultimi 25 anni tutti i governi, di qualunque parte politica, hanno visto la scuola solo come una spesa da tagliare, anziché una risorsa sociale da incentivare. Riduzione delle ore di laboratorio (con distruzione degli istituti professionali), blocco degli stipendi agli insegnanti (e relativa loro mortificazione), tagli ai finanziamenti alle scuole ecc. sono solo alcune delle azioni deleterie attuate, spacciate per riforme, e che hanno portato allo sfascio il sistema scolastico italiano. Ci mancava solo la settimana corta, con lo specchietto per le allodole del risparmio sui trasporti, a completare il triste quadro. Dunque dico: ‘forza e coraggio’ agli studenti del ‘Racchetti’ e ai loro genitori, e invito gli stessi insegnanti a far sentire la loro voce che già si era chiaramente espressa negli anni precedenti contro la settimana corta, in votazioni dei collegi dei docenti, ma che questa volta (guarda che caso!) non sono stati messi nella condizione di dare il loro importante parere didattico.
Guido Antonioli
(Cremona)

Che per la scuola sia un 2016 di impegno e solidarietà
Signor direttore,
mi rivolgo alle studentesse, studenti e alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale ATA delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie della provincia di Cremona, alle organizzazioni sindacali della scuola e della F. P., agli EE. LL. della Provincia di Cremona, alle autorità civili, religiose e militari, agli Enti e alle associazioni del territorio, alle istituzioni impegnate per lo sviluppo e la formazione in provincia di Cremona. Rivolgo a tutti voi i più vivi auguri di Buone Feste, occasione di riscoperta del Natale come momento da vivere con spirito di armonia rimettendo al centro i valori della pace, dell’accoglienza e del dono. Agli studenti aggiungo l’invito ad una pausa di riposo e di riflessione dopo il primo, intenso periodo dell’anno scolastico, pausa da utilizzare anche per la progettualità per l’anno nuovo da affrontare con ottimismo, serenità e rispetto reciproco. Ai Dirigenti, ai Docenti, al personale Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario delle scuole statali e paritarie cremonesi rinnovo la mia stima ed esprimo sentitamente gratitudine per il lavoro quotidiano a servizio della comunità scolastica, da potenziare anche in rete. Un ringraziamento al personale che opera nell’Ufficio Scolastico Territoriale cuore per l’impegno profuso nel lavoro portato avanti con competenza e senso di responsabilità a favore sia dell’ amministrazione che delle scuole autonome della provincia. Un saluto e un augurio agli Enti e alle realtà territoriali che collaborano con le Scuole e con l’Ufficio Scolastico per aiutarci a creare le condizioni affinché sia assicurata ai giovani fiducia e speranza nel futuro, possibilità di avere soddisfazioni dallo studio e certezza in un lavoro futuro. Auguri per un sereno S. Natale e per un Buon 2016 all’insegna della solidarietà e dell’impegno a testimoniare ed esprimere nelle proprie idee ed azioni una vera cittadinanza etica.
Francesca Bianchessi
(Il Dirigente)

Ammiro e stimo papa Francesco ma sui miracoli ci andrei piano
Egregio direttore,
premetto che nutro molta stima, simpatia e ammirazione per Papa Francesco nonché il suo stile originale nell’utilizzare al meglio i mezzi di comunicazione, nel bene e nel male. Detto questo, da moderno S. Tommaso, ho cercato di vederci chiaro sul chiacchierato e discusso ‘miracolo’ attribuito al Santo Padre, manipolato ed enfatizzato a dismisura dai media di mezzo mondo, e mai smentito della Santa Sede. Veniamo ai fatti. Durante la recente visita negli Stati Uniti e precisamente a Philadelfia, nel mese di settembre, papa Bergoglio ha baciato la testa della piccola Gianna di 4 anni, malata di tumore al cervello. Joej e Kristen Masciantonio, genitori della piccina, un mese dopo hanno gridato al miracolo, dichiarando alla stampa che il tumore era regredito ma non scomparso. I mezzi di informazione, furbescamente, in mala fede e di proposito, hanno omesso di dire che la bimba era in cura da tempo con cicli di chemioterapia e da ripetuti interventi di neurochirurgia pediatrica. Sempre a Philadelfia, un altro bambino malato anch’esso di tumore, venne baciato dal Papa durante la messa, le sue condizioni in queste ultime settimane sembrano essere peggiorate sensibilmente nel silenzio più assoluto. Quindi la chemioterapia e il prezioso lavoro dei medici non sono serviti a nulla, affermano fonti agnostiche e indipendenti, il bacio del Papa si è preso tutto il merito. Non sempre però il potere magico di Sua Santità è in grado di guarire i bambini. In Italia, nella terra dei fuochi, un bambino della zona, Checco Monari di 4 anni, malato di tumore, venne portato a Roma nel marzo del 2015 e durante un’udienza, ebbe la ‘fortuna’ di ricevere un bacio dal Pontefice in persona. Un mese dopo purtroppo, il male ha avuto la meglio e il bimbo è morto nel silenzio più assordante da parte dei mezzi di informazione. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Con la Tari 2015 (Galimberti) una diminuzione dell’importo
Egregio direttore,
rispondo volentieri alle sollecitazioni del signor Sergio Denti (lettera pubblicata il giorno 18 dicembre 2015), in quanto concordo con lui che bisogna dire tutti i numeri, ma soprattutto quelli corretti. In questo caso si scopre che per esempio un nucleo familiare di due componenti, che abita in una via centrale del centro storico di Cremona e con una metratura pari a 80 mq ha pagato quanto segue:
Tarsu 2013 - euro 161 (euro 138 per TARSU + euro 24 maggiorazione Statale) (1' emissione
avviso euro 86, 2' emissione euro 75); Tari 2014 - euro 173; (aumento rispetto al complessivo Tarsu 2013 del 7,45%) (1' emissione avviso euro 103, 2' emissione avviso euro 70);
Tari 2015 - euro 143 (diminuzione rispetto al complessivo Tarsu 2013 del 11,20% - diminuzione rispetto alla TARI 2014 del 17,30%).
Ritengo opportuno ricordare che l’aumento del 2014 rispetto al 2013 fu dovuto al passaggio del tributo da TARSU (2013) a TARI (2014).
Ricordo che in regime di TARI esiste l’obbligo di copertura integrale del costo del servizio e per la determinazione delle tariffe l’applicazione dei coefficienti previsti dal DPR 158/99.
Concludendo con la Tari 2015 (giunta Galimberti) c’è stata una diminuzione dell’importo. I dati sopra riportati sono concreti e non casuali. Quindi sarò bel lieta di confrontarmi con lei.
Alessia Manfredini
(Assessore al Territorio e alla Salute del Comune di Cremona)

Visita fissata dopo 26 giorni
Uno fa a tempo a morire!
Caro direttore,
ho 90 anni e fruisco ancora, dopo tanti anni di attività lavorativa ed ora di pensionamento, del Servizio Sanitario Nazionale (Mutua). Ho necessità di una visita medica specialistica, visite delle quali da tanti, ma tanti anni fortunatamente, non usufruisco. Con la richiesta del mio medico di base mi sono rivolto, tramite mutua, ad una Casa di cura locale ove presta servizio un medico di mia fiducia. Dopo lo svolgimento delle procedure di rito, il risultato: avrò la visita dopo 26 giorni! Uno può anche morire!
Lettera firmata
(Cremona)

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