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12 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

12 Dicembre 2015 - 14:02

Lettere al Direttore

IL CASO
La vicenda dell’inceneritore finirà a tarallucci e vino
Egregio direttore,
ho il presentimento che la vicenda dell’inceneritore, se non ci sarà un esposto denuncia fatto da un semplice cittadino o da qualche comitato ambientalista, finirà a tarallucci e vino, come al solito i responsabili delle partecipate diranno, scusate ci siamo sbagliati va tutto bene madama la marchesa, non lo faremo più, abbiamo rimediato all’errore velocemente, infatti per chi non lo sapesse sono passati oltre due anni per rimediare all'errore, lasciando i cittadini con il dubbio realistico che in tale periodo si siano superati i limiti imposti dalla legge per le polveri sottili, ossidi di carbonio e di azoto.
E’ utile sapere che l’impianto di incenerimento rifiuti di San Rocco è in funzione da oltre 20 anni mentre il registro dei tumori esiste solo da 5 anni e non dimentichiamoci, che l' IARC, (International Agency for Research on Cancer), agenzia dell' Oms nel 2013 decretò che anche le polveri sottili sono state dichiarate cancerogene per gli esseri umani, catalogandole nel ‘gruppo 1’, quello che contiene le sostanze più pericolose, perché favoriscono l’insorgenza del cancro.
La diffida della regione Lombardia dà l’impressione che sia una semplice ammonizione, la denuncia a mio sommesso avviso dovrebbe farla il primo cittadino, assistito da un buon avvocato penalista, visto che non è stato avvertito per il superamento dei limiti, ed è il massimo responsabile per la salute pubblica dei cremonesi.
Elia Sciacca
(Cremona)

Abbiamo dato la notizia della decisione del sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, di appurare se ci siano responsabilità nella vicenda dei fumi dell’inceneritore. La Regione s’è mossa altrettanto tempestivamente, inviando gli atti alla magistratura. Non meno solerte è la Procura della Repubblica di Cremona che ha aperto un fascicolo, come può leggere nel numero odierno a pagina 13. Insomma, ci sono i presupposti perché la vicenda non finisca a tarallucci e vino come lei paventa.

LA POLEMICA
Liuteria, questa giunta opera nel solco della precedente
Egregio direttore,
non sono mai intervenuta in questi anni di Amministrazione Galimberti ma reputo corretto farlo ora, in relazione all’articolo apparso nel suo quotidiano, in merito alla riunione della governance della liuteria.
Sono felice, infatti, di apprendere che anche la giunta attuale abbia deciso di continuare la strada intrapresa dalla giunta Perri e, in particolare, dall’allora assessorato alla Cultura. Mi permetto, quindi, di evidenziare come il ‘tavolo’ sia stato costituito nel 2013 e sia stato il frutto di un intenso lavoro della giunta precedente che aveva intuito la necessità di riunire, intorno ad un unico tavolo, i vari attori che, a diverso titolo, si occupavano di liuteria, al fine di ottimizzare le iniziative, le proposte e le risorse. L’iniziativa nasceva anche in risposta al fatto che si era ottenuto l’ambìto riconoscimento Unesco, (di cui, peraltro, non si sente più parlare!) per il ‘sapere liutaio’ quale bene immateriale patrimonio dell’umanità e dalla necessità di concordare linee comuni, proprio per dare il giusto rilievo e valorizzazione al risultato ottenuto. L’inserimento del saper fare liutario cremonese nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale Unesco aveva, infatti, offerto una splendida occasione per il territorio in termini di immagine e di visibilità positiva; un’opportunità che, per essere colta appieno, richiedeva che fossero attuate le misure necessarie a mantenere le condizioni di eccellenza. Per fare questo si erano più volte riuniti presso l’assessorato alla Cultura, tutti i soggetti della governance della liuteria, soggetto che avrebbe avuto il compito di integrare e coordinare le varie componenti del sistema liutario della città, ponendosi come soggetto facilitatore e di raccordo tra le varie istanze e progettualità, in grado di garantire un maggior coordinamento tra pubblico e privato. Il ruolo, dunque, della governance era quello di coordinamento delle attività in ambito liutario volte all’elaborazione di una proposta sistemica efficace, nella prospettiva del raggiungimento di un obiettivo fondamentale: il legame tra la tutela, la fruizione e la valorizzazione della liuteria e lo sviluppo di tale connessione, insieme alla consapevolezza del suo significato all’interno della comunità.
Irene Nicoletta De Bona
(Cremona)

Bravo il vostro vignettista!
Vale più di molti politicanti
Caro direttore,
vorrei esprimere al bravissimo vignettista de La Provincia la mia e di tanti altri lettori, infinita ammirazione per le sue stupende ed azzeccate vignette. Valgono più dei mille dibattiti dei nostri noiosi e sussiegosi politicanti! Anche il 7 dicembre con due nuvolette ha espresso con arguzia ed intelligente ironia il suo parere sulle regionali francesi. Che capacità creativa!
Franca Ghidoni
(Cremona)

Auspico nuove norme per i riti funebri
Egregio direttore,
l’incremento costante dei funerali civili (non estraneo l’apporto di culture straniere), l’introduzione di riti diversi da quelli delle sepolture come la cremazione, la moralizzazione di certe pratiche piuttosto consuete (delazioni sui decessi per garantirsi la priorità da parte di molte agenzie funebri) imporrebbero l’avvento di nuove norme e regolamentare i codici di comportamento. Con l’auspicio che, con l’adozione di locale adeguati all’esposizione delle salme, possano cessare, definitivamente, quelle ‘stravaganze’ cui siamo soliti abbandonarci all’uscita delle bare dai luoghi di culto. Se, sottofondo musicali improntati alla mestizia, applausi e lamentazioni varie per chi voglia mettersi in mostra, fossero lasciati a siti riservati ne guadagnerebbero decoro tutti gli uffici pietosi. Buona dipartita.
R.M.
(Cremona)

Ospedale di Crema esempio di buona sanità
Gentile direttore,
desideriamo rivolgere a tutto il personale medico, infermieristico, ai socio sanitari, alla fisioterapista del reparto di pneumologia dell’Ospedale Maggiore di Crema, un forte ringraziamento ed una profonda gratitudine per la professionalità, la disponibilità e l’umanità dimostrata durante la degenza della nostra defunta Un ringraziamento doveroso per testimoniare un esempio di ‘buona sanità’ fatta di persone che fanno del loro lavoro una vera missione.
I familiari di Rosa Soardi
(Crema)

Stranieri coccolati in Italia qui l’Isis non farà attentati
Egregio direttore,
è palese che il governo italiano ha preso le giuste precauzioni, mettendo in campo ingenti misure di sicurezza a protezione dei punti nevralgici del nostro bel paese, ma io credo che sia del tutto inutile. Non sono qui a mettere in dubbio il detto che recita: «Prevenire è meglio che curare». Ma credo che in Italia atti terroristici come quelli avvenuti in Francia non ve ne saranno. E mi spiego. Lo jihadista è tutto tranne che stupido, e solo uno stupido sputa nel piatto in cui mangia. Noi siamo la porta aperta che l’Isis utilizza per invadere ‘pacificamente’ (si fa per dire) l’Europa, quindi figuriamoci se sono così stupidi da inimicarsi il popolo italiano. Li andiamo a prendere, li sfamiamo, li curiamo, li riscaldiamo, li scarrozziamo a destra e a sinistra, gli permettiamo di professare la loro religione, permettendogli anche di mettere in dubbio la nostra. Il nido, l’asilo, le scuole elementari, medie e superiori sono a loro disposizione e si può dire quasi gratuitamente. I Comuni danno piogge di contributi per far sì che paghino le bollette dell’acqua, luce, gas. Appartamenti, alberghi, hotel, sono messi a loro disposizione, varie associazioni (come Farsi Prossimo o la Caritas, per esempio) si preoccupano di dar loro l’indispensabile e anche più. Ma cosa volete che ci facciano. Come detto, non sono mica stupidi. A questo punto non mi resta che sperare d’aver ragione, così da non dover piangere sulle tombe vittime innocenti.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Per allacciare un contatore del metano oltre 40 giorni
Egregio direttore,
rimango a dir poco basito che nel 2015 ci vogliano più di 40 giorni per farsi allacciare un contatore metano da LineaPiù. La mia richiesta (a nome pro-glass) risale al 28 di ottobre, poi l'ispezione al 12 novembre dove l'incaricato mi conferma che è già tutto predisposto e che ci vorranno pochi minuti per attaccare il nuovo contatore ai bocchettoni. Mi informa che mi arriverà una offerta scritta e che mi contatteranno... Poi più nulla. Li chiamo il 3 dicembre al numero verde e una gentilissima operatrice mi dice che non capisce ma metterà la parola ‘urgente’ alla mia pratica... Da allora più nulla e io continuo a lavorare al freddo e al gelo... Lei, Direttore, è la mia ultima speranza! Possibile che per farsi sentire bisogna sempre rivolgersi ai media?
Stefano Dellanoce
(Cremona)

Grontardo, buio profondo con questa Amministrazione
Gentile direttore,
a seguito dell'articolo pubblicato domenica 6 dicembre sulle dimissioni del capogruppo Mario Barbieri da consigliere comunale, è auspicio del Gruppo Grontardo-Levata-Insieme porre maggiormente l'attenzione dei cittadini sul lavoro svolto in questi mesi dalla minoranza. Due esempi per tutti, di odierna attualità. L’illuminazione pubblica in paese, paragonabile oggi al periodo post bellico. Troppe sono ormai le promesse dell’Amministrazione di risolvere, a costo zero, il problema. Il costo per il riscatto dell'impianto graverà sui cittadini (altro che gratis) e i tempi saranno lunghi. Mentre altri paesi sostituiscono le lampadine con quelle a led, a Grontardo non si vedono soluzioni in tempi brevi. Insomma, nessuna ‘luce’ in fondo al tunnel. Dov’è la tempestività (?) nel riparare la copertura della scuola materna dove da mesi vi è una infiltrazione d'acqua? Oppure riparare una semplice veneziana guasta, segnalata da 7 mesi, dove dormono i bambini della materna? Sono questi e molti altri gli argomenti che poniamo giornalmente all'attenzione dell'Amministrazione, da cui attendiamo fatti. Basta promesse. Basta scuse. Troppo comodo e banale, come fatto nell'ultimo consiglio, essere invitati a trasferirsi altrove perché insoddisfatti del loro operato.
Santo Sparacino
(Gruppo Grontardo - Levata - Insieme)

I treni in Lombardia
una iattura per chi viaggia
Signor direttore,
anche oggi il servizio ferroviario lombardo si dimostra per quello che è: la peggiore sfortuna che possa capitare ad un viaggiatore. Ieri metà del servizio regionale è andato in tilt per un guasto non ben precisato, forse a Melzo o forse a Pioltello. Trenord non si è degnata di spiegarlo ai propri viaggiatori. Oggi l’odissea continua con ritardi e cancellazioni su tutte le tratte, in particolare Bergamo, Verona e Cremona. Vi segnalo solo alcuni dei disagi della nostra tratta: il 10474 cancellato, il 10469 cancellato, il 10467 cancellato e il 10463 ha finito la corsa ad Olmeneta, in barba a chi avrebbe voluto raggiungere Cremona; il 10481 arrivato a Cremona con 45 minuti di ritardo; 10484 arrivato a Treviglio con 34 minuti di ritardo; il 10487 arrivato a Crema con 37 minuti di ritardo. Ci aspettiamo che la Regione prenda le dovute decisioni, ormai improcrastinabili, che tutti i pendolari lombardi si aspettano. Questa situazione è insostenibile.
Comitato pendolari Cremaschi
(Crema)

‘Natale col boss’, insulto all’arte cinematografica
Signor direttore,
a ciascuno il suo Natale. Da credente, semi-credente, miscredente, o semplice tradizionalista. E, soprattutto, con l’augurio che non sia avvilito dal ‘Natale col boss’ (dal 16 p.v. nelle sale) che, solo dagli spezzoni pubblicizzati in anteprima, è un insulto, oltreché agli spettatori, anche all’arte cinematografica.
Giangranco Mortoni
(Mantova)

Poca visibilità all’evento di Coldiretti al Ponchielli
Signor direttore,
nei giorni scorsi mi sono lamentato della poca visibilità dato all’evento avvenuto al Ponchielli, organizzato dalla Coldiretti di Cremona, dagli organi di stampa locali. Lei, signor direttore, nella sua replica, asserisce che un ‘piccolo spazio’ è stato dato. A me è sfuggito questo passaggio e quindi la invito, cortesemente, ad indicarmi il numero nel quale avete reso pubblico l’incontro, prima! Probabilmente ha ragione lei, dicendo nella replica, che mi stavo sbagliando. La visibilità è stata data dopo, con lettere che, a dir poco sospette, hanno avuto lo spazio che lei desiderava (...).
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Pubblico la sua lettera senza la parte conclusiva, non per censurarla come lei potrebbe pensare, ma per non alimentare una polemica sterile che voglio chiudere qui. Il dibattito si è articolato con interventi d’alto profilo che non è il caso di riprendere in questa sede, come lei fa ad arte, perché non aggiungono niente di nuovo. E lo stesso farò con chi vuole tirare l’acqua all’altro mulino. Se ne faccia una ragione e scelga altri argomenti. La ringrazio.

Giovani, andate al Governo e fate leggi a voi favorevoli
Egregio direttore,
mi rivolgo ai giovani trentenni di oggi. Non abbiate paura del vostro futuro e delle vostre pensioni del domani. Restate uniti che così facendo tra dieci anni sarete al governo, avrete così modo di spazzare via le leggi create contro di voi e fare leggi buone per il lavoro e per la vostra esistenza. Ricordatevi che senza lavoro la vita è un suicidio, famiglia e lavoro sono le priorità per una società civile e libera. Un abbraccio e un saluto a tutti voi.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

E’ vero, senza lavoro la vita è un suicidio. Mi auguro che si attui il cambio generazionale che lei auspica. Ma purtroppo il ripristino di pensioni dignitose non si attuerà con nuove leggi, ma risanando i conti dello Stato.

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