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14 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

14 Novembre 2015 - 12:58

Lettere al Direttore

IL CASO
Lavoro, donne meno pagate Il Papa pensa all’Argentina
Egregio direttore,
molti lettori saranno rimasti basiti dopo aver appreso che Papa Francesco durante un’udienza in piazza S. Pietro ha affermato che è uno scandalo sapere che le donne, nel mondo del lavoro, vengono retribuite meno degli uomini. Non è dato sapere se quanto detto da Sua Santità riguardi l’Argentina o i Paesi del terzo mondo, non certo l’Italia inoltre, sarebbe stato più onesto e corretto da parte del Pontefice, essere più preciso onde evitare di innescare pericolose strumentalizzazioni in questo momento di profonda crisi tra i due sessi. Da ex dipendente pubblico, in 42 anni di lavoro, il mio stipendio è sempre stato paritario a quello delle mie colleghe, i contratti vengono firmati a livello nazionale e non fanno differenze tra uomini e donne. Nel privato la musica non cambia e non si capisce perché il Santo Padre, spero in buona fede, abbia pronunciato quella strana frase. Se si riferiva al mondo sommerso del lavoro nero, endemico in un Paese alla deriva come l’Argentina, poteva sottolinearlo, in quel caso e in molti altri, come ben si sa, le regole non esistono e vengono dettate esclusivamente da individui squallidi e senza scrupoli. Ma questa è un’altra storia.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Non sono d’accordo con lei. Il Papa ha ragione quando denuncia questo fenomeno. Le ragioni che lo spiegano possono essere diverse e ne segnalo due: il tipo di lavoro (e di posizione gerarchica) occupata da uomini e donne, le interruzioni della vita lavorativa — volontarie o meno — che fanno seguito alla nascita di un bambino.

LA REPLICA
Solo una politica nuova può cambiare il paese
R ispondo volentieri all’intervento con cui la professoressa Ada Ferrari esprime una serie di perplessità sul M5S. Parto da un passaggio dell’art.1 della Costituzione: ‘La sovranità appartiene al popolo...’. E mi domando: oggi è ancora così? Direi proprio di no. La sovranità appartiene ai partiti che la esercitano grazie ad una delega in bianco strappata di mano ai cittadini elettori subito dopo il voto. Perché dico questo? Per spiegare cos’è il M5S: un movimento di cittadini che si riunisce, si organizza e cerca le soluzioni per migliorare la vita di tutti. Proprio come vorrebbe la Costituzione (art. 49). Abbiamo poche regole, ma chiare: essere incensurati, non aver fatto due precedenti mandati e rifiutare i finanziamenti pubblici. Tre piccole regole ma molto rivoluzionarie. Mi spiego meglio: il cancro peggiore del nostro Paese è la corruzione (sono parole di Papa Francesco e del Presidente Sergio Mattarella). Ebbene la nostra prima regola della fedina penale pulita cancellerebbe in un sol colpo tutta la classe politica di condannati.
La professoressa Ferrari saprà di certo che la UE quantifica in 60 miliardi il costo della corruzione in Italia. Soldi che se governasse il M5S tornerebbero ai cittadini in servizi pubblici maggiori e più efficienti. Come già sta accadendo nei comuni amministrati dai nostri sindaci definiti ‘incorruttibili’ dai presunti mafiosi.
La seconda regola dei due mandati invece porrebbe fine alla categoria dei professionisti della politica, che solo per questo sono portati a pensare al rinnovo della poltrona e non al bene dei cittadini.
L’ultima regola di non ricevere soldi pubblici, infine, serve a rendere la politica un lavoro fatto per il bene degli altri e non per sé stessi e il denaro.
Ma andiamo ora agli argomenti specifici contestati.
L’euro: il M5S non è contro l’euro ma contro questo euro e questa politica dell’austerità ad esso collegata, fatta di tagli ai salari e ai diritti dei lavoratori (vedasi il jobs act). Sono i numeri a dire che abbiano ragione: 48% è la percentuale di crescita (2002-2013) del Pil degli 11 Paesi della UE che non hanno l0euro. 11,7% quella dei 17 Paesi UE con la moneta unica. Mi sembra che qualcosa non vada in questa moneta. Il M5S è pronto a migliorarla.
Nato: giusto farci parte. Il M5S non è contro la Nato ma contro questa Nato che consente ai Paesi occidentali, in primis gli USA, di attaccare militarmente l’Iraq senza aver votato alcuna risoluzione Onu come prevede il diritto internazionale. Idem per l’attacco militare alla Libia del 2011 voluto da Francia e Gran Bretagna e di cui oggi l’Italia sta pagando da sola le conseguenze in termini di immigrazione. Mi sembra che anche qui i fatti ci diano ragione.
Economia: il M5S è dalla parte dei piccoli imprenditori italiani che costituiscono il 94% del tessuto produttivo italiano. Imprenditori vessati delle Stato e da Equitalia. Imprenditori messi in ginocchio dalla politica liberista di Renzi che li mette in competizione con i cinesi. Il M5S vuole rilanciare i consumi interni che ridarebbero fiato a questo 94% della nostra economia. Ecco perché lottiamo per far introdurre il reddito di cittadinanza.
Ma veniamo al punto dolente, quello, diciamo così, dell'improvvisazione che la Ferrari addebita al M5S. Su questo punto è con grande orgoglio che dico che il M5S è la forza politica in Parlamento con la percentuale più alta di laureati. E con ancor maggiore orgoglio rispondo che il sottoscritto, come tanti altri colleghi, collabora quotidianamente con noti docenti universitari ed esperti riconosciuti.
Spero che questi chiarimenti possano bastare a rasserenare l’animo della professoressa, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di spiegare cos’è e cosa vuole fare il M5S. La ringrazio soprattutto perché condivido molti dei passaggi del suo intervento tra le cui righe trovo la frustrazione di chi ha fatto parte di un pezzo di storia fallimentare della nostra società. Società che il M5S, con tutta l’umiltà necessaria, vuole migliorare a partire proprio dalla cultura e dall’attaccamento alla cosa pubblica.
Danilo Toninelli
(portavoce M5S alla Camera dei Deputati)

Differenziata a Soresina materiale conferito insieme
Egregio direttore,
sono due giovedì consecutivi che per coincidenza mi imbatto nel furgoncino della raccolta differenziata rifiuti della nostra città (Soresina), con mio stupore vedo che l’operatore conferisce nell’unico cassone sia la plastica che il contenuto dei bidoncini blu! Ora, a marzo ho ritirato il bidoncino con le indicazioni sulla lettera inviata dall’Amministrazione, come da calendario per la sperimentazione, prevista solo per pochi mesi, ho iniziato a separare il materiale ecc. ecc. e alla fine... viene raccolto tutto assieme. Mi domando: all’attualità in termini di costi economici, l’operatore deve svolgere due azioni anziché una quindi più tempo, in termini energetici ed ecologici, aumentando il tempo di sosta, il furgoncino rimane acceso più a lungo consumando carburante ed immettendo gas di scarico nell’aria. Lascio ad altri, se ne avranno voglia, valutare anche quanto sia costato alla comunità, in termini economici, il bidoncino blu e tutta la propaganda fatta per il suo uso, ed in termini di risparmio energetico la sua produzione ed il suo futuro smaltimento. Ah, visto che ci sono vorrei sapere se anche la verniciatura della cancellata d’ingresso del cimitero è sottoposta a sperimentazione, visto che da fine maggio ne risulta verniciata solo una parte!
R. L.
(Soresina)

Stop alla statua della Ravanelli
Una vicenda davvero triste

Egregio direttore,
leggo con dispiacere la vicenda della statua della Ravanelli da posizionare nel cortile della torre Littoria. Non entrando nel merito delle mancate comunicazioni e della squallida denuncia da parte di cittadini soresinesi animati da chissà quale spirito (non mi vengano a raccontare balle parlando di arte) credo che la vicenda sottolinei ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, a che tipo di burocrazia siamo tutti sottoposti. Personaggi che, forse, non sanno neanche dov’è Soresina, bloccano iniziative meritevoli ottenendo il solo scopo di creare malcontento e rabbia. Sono gli stessi personaggi che autorizzano il ‘dito di Cattelan’ davanti alla Borsa di Milano e si vantano delle loro imprese. All’Amministrazione comunale e alla Società Ravanelli auguro di raggiungere gli obiettivi incitandoli a non mollare davanti a tanta mancanza di buon senso.
Flavio Zanenga
(Soresina)

È urgente creare nuovi boschi nelle nostre aree demaniali
Egregio direttore,
memoria di un lontano ricordo quando camminavo nelle aree demaniali per ammirare il bosco coi suoi pioppeti lungo le rive del Po. Era il mese di novembre e il peso dell’acqua accompagnava il fruscio delle foglie che ingiallite scorrevano e passavano. Ricordo un vecchio pioppo spaccato dal tempo, su di esso si arrampicavano un esercito di formiche che penetravano nelle viscere e tra gli arbusti rampicati lumache e funghi, anche rifugio per lepri e fagiani; era la nostra foresta. Oggi in queste terre demaniali, bene inalienabile, i boschi e pioppeti sono stati quasi tutti abbattuti. Poche sono le fasce di vegetazione naturali che ancora si possono osservare. I boschi dei miei tempi erano grandi polmoni d’ossigeno, una casa per popolazioni di uccelli. Oggi il disboscamento influisce negativamente su tante specie di uccelli nidificanti, migratori e svernanti. Solo in qualche azienda agricola che conserva siepi e filari sono ancora presenti uccelli come il rigogolo, la tortora, il passero, la ghiandaia e nelle cascine sono rimasti pochi nidi di rondini. Questi sono i luoghi che incrementano in modo straordinario la diversità negli agroecosistemi. (...) E’ urgentemente doveroso creare nuovi boschi nelle aree demaniali come attualmente fanno con avveduta saggezza, alcune amministrazioni comunali per riscoprire e conservare la natura boschiva conoscenza naturalistica posseduta un tempo dal territorio cremonese, oggi recuperabile per un incremento qualitativo e quantitativo dall’avifauna. (...)
Antonio Danesi
(S. Daniele Po)
Indicibili sere d’inverno
Vorrei fossero eterne
Signor direttore,
stasera c’è una carezza d’aria nell’aria, un bagliore di sole nel cielo senza più sole. Queste sono le indicibili sere d’inverno che si vorrebbero fossero eterne per avere sempre negli occhi una così tenue tinta d’indaco e rosa. Tutto è fermo; c’è solo una tortora col collarino nero sul suo vestitino beige che sale a passi piccoli la china di un tetto, su tappeti fulvi di lana vellutata, e pare una dolce regina di Saba che rimonti le silenziose scale della sua fiaba.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Tappi per acquistare carrozzine per disabili, un gesto semplice
Egregio direttore,
seguo sempre il suo giornale e vedo che da un pò di tempo si commenta il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani della città di Cremona. A Sospiro, dove abito, la raccolta dei rifiuti domestici viene svolta in questo modo da anni e devo dire che ha portato diversi benefici. Tra questi, l’abolizione delle ‘campane’ sempre stracolme ad ogni angolo del paese. La raccolta differenziata dei rifiuti ci permette di recuperare al meglio le nostre risorse che altrimenti andrebbero perdute, con il rischio di ripercussioni negative sull’ambiente. Per quanto riguarda la plastica, le bottiglie dell’acqua minerale, di altre bevande costituiscono una delle risorse più preziose, in quanto con il recupero dei loro tappi è possibile acquistare carrozzine per i disabili. Vi sono diverse persone, anche a Sospiro, che si dedicano con impegno a questo atto di solidarietà con risultati eccellenti, ma si potrebbe, secondo me, con più informazione verso i cittadini e con centri di deposito ad hoc da parte dei Comuni, arrivare ad un maggior recupero di questa materia preziosa. (...) Si tratta di un gesto semplice, che non costa niente e che però alla fine può portare un grande beneficio a persone meno fortunate di noi.
Gian Luigi Pettenuzzo
(Sospiro)

Inquietante stampa di un’opera di Picasso al Pronto soccorso
Gentile direttore,
nella sala d’attesa del vecchio Pronto soccorso dell’ospedale di Crema, ad una parete era appesa l’immagine di un mezzo busto femminile. La poveretta era veramente conciata male. Aveva un occhio spostato sulla guancia destra e la bocca deformata si trovava sulla mandibola sinistra. E’ vero che oggi la chirurgia plastica fa miracoli ma quello mi sembrava decisamente un caso disperato. Considerai inoltre che fu una scelta molto discutibile esporre in un Pronto soccorso un’immagine così devastante. Mentre ero intento ad osservare quello scempio, transitò un medico al quale chiesi ‘Mi scusi, ma l’avete salvata’? Si irrigidì come un palo e mi fissò con uno sguardo che lasciava intendere ‘come si permette? Lei non sa chi sono io’ e se ne andò tutto impettito. Risposi con un’alzata di spalle e ritornai ad osservare il soggetto. Osservando meglio quella pietosa immagine tirai un sospiro di sollievo: era la stampa che riproduceva un quadro del Picasso.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Cerco una ragione per pagare il canone Rai e trovo l’astrologo
Egregio direttore,
scandagliando tutti i programmi offerti da ‘mamma Rai’ per convincermi quanto sia importante ottemperare al pagamento della tassa televisiva, non ho potuto non compiacermi per lo spazio riservato all’astrologo. Ogni giorno, a mezzo Rai2 - I fatti vostri, statisticamente, almeno 5 milioni di italiani (60 milioni: 12 segni zodiacali) ricevono 5 stelle (meglio che vincere un soggiorno all inclusive in un Grand Hotel) per amore, lavoro, fortuna dal loquace Paolo Fox... e potrebbero anche spegnere l’apparecchio perché avrebbero già ammortizzato la spesa del canone. Gli altri 48 milioni possono solo sperare nelle previsioni del tempo che seguono a cura del colonnello Morico. Non ho avuto modo di realizzare se anche... piove sempre sui più sfortunati (quelli delle 2 stelle) oppure no.
Bruno Tanturli
(Crema)

È certo che leggere il giornale in classe è ‘Buona scuola’?
Signor direttore,
se 8 studenti su 10 leggono ‘Il quotidiano in classe’, può essere, questa, ‘Buona scuola’? Ci sono delle priorità: leggere (distinguendo la è dalla é, la ò dalla ó, la s aspra dalla s dolce), e scrivere, nell’andare a capo, con giusta divisione delle sillabe. Per me sono priorità irrinunciabili. E i quotidiani, come pure i giovani editori, aggiungendoci Severgnini e i docenti entusiasti del progetto, possono attendere. E gli altri due studenti, intanto, che fanno?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Carne, limitarne il consumo insensato e impensabile
Caro direttore,
voglio fare alcune brevi considerazioni in materia di eccessivo consumo di carne e sui suoi possibili effetti. Lo IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, è un organismo del WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, facente capo all’ONU Tali istituzioni, composte da studiosi di chiara fama, non si propongono alcun fine commerciale né di indirizzo. Nessun aspetto impositivo; si limitano ad emettere raccomandazioni che, in diversi casi, dopo poco tempo, vengono recepite e trasformate in leggi dagli Stati membri. (...) Le raccomandazioni emanate sono frutto di studi statistici assai complessi: su campioni molto estesi di popolazione è necessario condurre ricerche su abitudini, costumi, consumi alimentari ed altro ancora. Il valore di queste statistiche, incrociando i dati, porta a risultati che sono unicamente predittivi. (...) Sarebbe impensabile e insensato porre limiti sul consumo di carne; ciascuno si comporti come meglio preferisce, ma tenga in considerazione queste raccomandazioni. Detto per inciso, l’equipe che ha condotto la ricerca è italiana: non ci dicono niente che già non si sapesse o si sospettasse. (...)
Euro Paulinich
(Cremona)

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