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13 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

14 Novembre 2015 - 12:34

Lettere al Direttore

IL CASO
Prezzo del latte, la battaglia va combattuta tutti insieme
Egregio direttore,
ho partecipato il 29 ottobre al palazzetto dello sport di Cremona, in occasione della 70esima Fiera Internazionale del Bovino da latte, all’assemblea organizzata dagli allevatori con la presenza di sindacalisti, l’assessore dell’agricoltura e presidenti di cooperative del latte nazionali. Qui si è parlato, discusso, criticato e cercato una soluzione per potere ottenere in futuro una renumerazione adeguata per il nostro latte di qualità. Ancora attualmente il prezzo è in caduta libera, ora si viaggia a 31-32 centesimi/euro al litro. Si è parlato fino a sera tardi e il risultato (spero non solo sulla carta) è stato quello di rafforzare il legame tra allevatori, istituzioni sia del mondo sindacale che politico. Al momento il governo ha messo a disposizione fondi che ovviamente non hanno accontentato noi allevatori, questi stanziamenti sono solo piccole gocce nell’oceano, visto le difficoltà enormi che le aziende si trovano ad affrontare dopo la fine delle quote latte. La volontà di reagire è forte, fino ad ora abbiamo protestato in modo civile ed educato, non in modo violento come è successo in molti Paesi europei. Certo non è facile riuscire a trattare con un unico interlocutore come Lactalis, proprietaria di Galbani, Parmalat, Invernizzi, Locatelli, Cademartori? Questa multinazionale in Italia fattura oltre cinque miliardi di euro. È notizia di questi giorni l’acquisto della centrale del latte del Friuli Venezia Giulia della stessa società. A mio parere è qui che deve intervenire la politica: se permette a questa multinazionale di diventare sempre più forte e potente sarà la fine della zootecnia bovina da latte nazionale. Va aggiunto un complimento agli organizzatori (Ghislotti e Fusarpoli) perché finalmente si è riusciti ad essere uniti e compatti e sperare che nei prossimi tavoli di trattative saremo rappresentati da un solo interlocutore. È necessario avere una politica agricola che veda tutte le parti come un corpo unico, cosa che fino ad oggi è stato impossibile, mentre nel resto d’Europa è la prassi. Siamo quasi all’ultima spiaggia e c’è da dimostrare che tutti noi siamo uniti. È impensabile che nei caseifici dove si producono i formaggi DOP E IGP vengono lavorati anche formaggi bianchi e similari senza alcun tipo di controllo. Quella sera il nostro ministro era assente, in questi mesi ha sempre preferito la passerella mediatica di EXPO. Ora che è finito spero che accetti i nostri inviti. Sempre da quella sera è nata la nostra leale protesta che in questi giorni si è spostata nel lodigiano e pavese, e finalmente il ministro ha fatto atto di presenza e dato qualche segnale di speranza. Mi auguro che finalmente prenda a cuore la situazione attuale del settore che lui praticamente rappresenta. Se non verranno accettate le nostre proposte la protesta continuerà ancora per molti giorni.
Filippo Boffelli
(Codogno)

Non c’è intesa sul prezzo del latte tra allevatori e industria. Ieri al ministero la trattativa non ha portato buone notizie: l’industria, incluso il gruppo Lactalis, ha portato a 35 centesimi l’offerta di acquisto. Un’offerta non sufficiente per gli allevatori che — in modo compatto — hanno preannunciato la ripresa della mobilitazione.

LA POLEMICA
Prima del cielo non era meglio ripulire i muri?
Signor direttore,
leggo nelle cronache cittadine la notizia del totale smantellamento soprattutto in centro storico, del bifilare dell’ex filobus: era proprio necessario?
Prima di ‘ripulire il cielo’ o di combattere ‘l’inquinamento visivo’ non era meglio ripulire la città da quelle vergognose scritte e murales che delinquenti ci hanno consegnato e che degradano ulteriormente la già sporca, insicura e squallida Cremona attuale?
Devo constatare che coloro che governavano la città nel 1940 (quando venne istituito il trasporto pubblico filoviario) erano culturalmente e politicamente dei giganti rispetto ai ragazzotti improvvisati delle attuali amministrazioni: innovativi e lungimiranti all’epoca con mezzi ecologici che ora, alla faccia di demagogici ‘ambientalisti’, vengono alienati così come ogni sogno di futura riconsiderazione del sistema elettrico...
Che bella che era la Cremona delle cartoline in bianco e nero, c’era ancora una città elegante e vivibile, certamente più dinamica e i filobus (magari i mitici Menarini) percorrevano le due linee trasportando i cittadini assai meglio del caos attuale. Non erano altri tempi, erano altre persone, più preparate, più coraggiose, più lungimiranti, più affezionate al loro territorio.
Lorenzo Grandi
(Cremona)

Compriamo made in Italy
Gli italiani diano l’esempio
Egregio direttore,
è semplicemente una cosa assurda, noi che tanto vantiamo la qualità dei nostri prodotti e ne facciamo giustamente un vanto, dobbiamo subire la prepotenza di chi si sente forte facendo i nostri prodotti con materie prime che non si sa da dove arrivano e non si conoscono soprattutto i metodi di lavorazione. E’ assurdo che chi produce latte da noi sia sottoposto a controlli di garanzia della qualità con conseguenti aumenti di spesa per poi essere sopraffatto sul mercato da prodotti taroccati o dichiarati italiani. (...) Noi italiani dobbiamo difendere i nostri prodotti acquistando prodotti italiani garantiti. Abbiamo un importante patrimonio di aziende agricole che hanno investito, si sono adeguate alle normative richieste dalla legge e che noi, italiani soprattutto, dobbiamo contribuire a salvaguardare anche attraverso una verifica delle motivazioni di merce a basso costo e contemporaneamente salvaguardare anche la nostra salute.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo ed Uniti)

Via Costone di Sotto gruviera
È pericolosa, va riasfaltata
Signor direttore,
va bene riasfaltare le strade, ma la via Costone di Sotto, quando si arriva dalla tangenziale e si sbuca in via Milano, è un gruviera. Percorrerla in motorino è molto pericoloso.
Daniele T.
(Cremona)

Cda del S. Domenico, se fossi in Baronio mi dimetterei
Gentile direttore,
in una lettera inviatale dal signor Renato Visioli, ha fatto capolino, ancora una volta, la controversa nomina — effettuata dal consiglio comunale di Crema — del signor Domenico Baronio, a componente del cda della Fondazione San Domenico. Proposto per l’incarico dal M5S ed eletto dai due consiglieri comunali del M5S medesimo, con il concorso essenziale di sei consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra che sostiene Stefania Bonaldi, il nostro, infatti, non solo ha all’attivo accertabili collaborazioni con docenti del ‘Folcioni’ (scuola civica di musica, ricompresa nella Fondazione San Domenico) ma anche un rapporto di parentela con un docente di flauto del... ‘Folcioni’ (ne è il suocero). La domanda, abbastanza ovvia, è la seguente: sarà un amministratore super partes? A me sembra una situazione addirittura peggiore di quella relativa al ‘caso Marinoni’... Ma al M5S, al Pd e al centrosinistra del sindaco Bonaldi pare non faccia assolutamente problema. (...) Si pensi che per fare il consigliere comunale in qualsivoglia Comune occorre non avere in essere rapporti di parentela con dipendenti dell’ente locale in questione! Ebbene, a fronte di tutto ciò — e non ho parlato del fatto che a rappresentare la minoranza al San Domenico sia stato inviato il candidato di una forza, il M5S, che alle ultime Comunali ha raccolto il 9,66% dei consensi (1.650 voti, in termini assoluti), rispetto al 29,90% (4.967 voti, in termini assoluti) incamerato dal sottoscritto e dalle forze che mi hanno, allora, appoggiato, tra cui non vi era la Lega nord (quindi, due consiglieri comunali sono rappresentati nel cda sei/sette non lo sono) — il signor Visioli mi ricorda che, in passato, non sono mancati consiglieri comunali imparentati con docenti del Folcioni e io non avrei sollevato il problema. È vero; mi permetto di rilevare, tuttavia, che si tratta di situazioni molto differenti: un parente di un docente del Folcioni, sulla base di che cosa avrebbe dovuto evitare di candidarsi al consiglio comunale di Crema, per amministrare tutta la città? Baronio, invece, è stato proposto ed eletto nel cda di una Fondazione di cui suo genero e un altro docente sono alle dipendenze. Fossi in lui, avrei la sensibilità di rassegnare le dimissioni, consentendo, peraltro, un riequilibrio di genere: ma al M5S, al Pd e al centrosinistra non interessano più, evidentemente, neppure le ‘quote rosa’.
Antonio Agazzi
(capogruppo di ‘Servire il cittadino’ in Comune a Crema)

Emissioni-clima, il tema merita attenzione nelle scuole
Signor direttore,
il prossimo 30 novembre a Parigi si avvierà la 21ª Cop (Conferenza delle parti), dove 195 Paesi si riuniranno con il compito di trovare, finalmente dopo 20 anni di sterili tentativi, efficaci strategie per ridurre significativamente le emissioni climalteranti che stanno alimentando il riscaldamento globale. Strategia che, come tutti sanno, daranno dei risultati solo se saranno condivise e applicate con urgenza. A questo proposito si ricorda che la temperatura media del pianeta dello scorso anno è stata la più alta degli ultimi 135 anni, ovvero da quando la sua misurazione è stata codificata, e quella di questo 2015 stabilirà il nuovo disgraziato primato. Uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivista ‘Environmental Research Letters’, prevederebbe per la regione mediterranea estati con temperature medie più alte di 3° C e spesso ben al di sopra dei 40. Nei mesi scorsi, a proposito delle conseguenze climatiche, Erasmo D’Angelis, capo struttura di missione contro il dissesto idrogeologico alla presidenza del consiglio, ha comunicato che ‘negli anni '90 i fenomeni meteorologici estremi erano 5-6 all’anno, nel 2013 sono stati 351, nel 2014 oltre 400. Hanno interessato 220 comuni, causando 4 miliardi danni, 10mila sfollati e oltre 30 morti’. A fronte di tutto ciò, pur in una situazione che tecnicamente è già a rischio di desertificazione per il 27% del territorio nazionale, un recente sondaggio della ‘Lorien Consulting’ informava, tra le altre cose, che le emergenze legate al maltempo e al rischio idrogeologico sono note solo al 41% degli italiani e che appena il 29% è a conoscenza della prossima Cop di Parigi. (...) Sarebbe importante che anche a Cremona mondo della scuola desse un segnale di consapevolezza dell’importanza dell’evento. Il circolo culturale ‘AmbienteScienze’ in questo senso ha rivolto nei giorni scorsi un invito alle direzioni dell’UST e delle singole scuole della città e si augura che possa trovare in qualche iniziativa pubblica la risposta.
Benito Fiori
(Per il Circolo culturale ‘AmbienteScienze’)

Sale gioco e ‘compro oro’
Il governo scommette sul futuro
Signor direttore,
due povere donne massacrate in casa loro perché colpevoli di avere scoperto due delinquenti a rubare soldi (trecento euro) e gioielli (probabilmente il valore era più affettivo che economico). Una non è riuscita a sopravvivere, la più anziana (84 anni), è deceduta la notte scorsa; l’altra, la nuora (53 anni), è sopravvissuta. I delinquenti, due giovani romeni incensurati, erano riusciti a vendere i gioielli rubati ad un compratore, ora indagato per ricettazione. Si, quei famosi ‘compro oro, pago in contanti’ che negli ultimi anni sono cresciuti in modo direttamente esponenziale con il crescere delle rapine in villa. Il governo è ‘impegnatissimo’ nella lotta all’evasione fiscale e non si accorge, o fa finta di non vedere, del proliferare di queste attività. Ma se ne sono accorti adesso? Questi signori, coperti dalla loro ‘professionalità’ possono andare in banca e prelevare cifre che a noi umani non è consentito, pena una possibile indagine fiscale. E intanto aumentano in Italia le concessioni di licenze per l’apertura di questi negozi e sale da gioco. Questa la strategia dei nostri governi, basata sul gioco d’azzardo e le ricettazioni. Meglio riaprire le case chiuse, più legali. Quelle ‘signorine’ mi sembrano più oneste e disposte a pagare le tasse! Ma noi, qui in Italia, ci riempiamo di paroloni e di ipocrisia.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Dopo Marino ecco De Luca
Il Pd non si fa mancare niente
Gentile direttore,
mi spiace ritornare sulle dolorose vicende del nostro ‘beneamato’ quanto factotum del Pd Matteo Renzi per un piccolo commento sulla vita quotidiana del maggior partito della nostra nazione. Sono moltissime le vicende che in questi ultimi tempi caratterizzano il cammino del movimento Pd in Italia ultima delle quali e non poteva essere altrimenti, quella che ha coinvolto il presidente della Regione Campania De Luca. Mi domando se dopo lo sfogo con Marino il nostro premier non decida di intervenire anche con il presidente campano visto che di brutte figure ne ha fatte a iosa. Scaricarlo allora sarebbe stato inopportuno vista la notorietà e la popolarità che aveva allora si è preferito soprassedere, portar a casa una regione e poi... ci penseremo avevano pensato. Ma ora la resa dei conti è iniziata e non pensandoci Renzi e il Pd ci ha pensato la Procura a creare una profonda crepa dentro quella che già esisteva nel partito. Ora tutti in via del Nazareno tacciono, Renzi va in viaggio e De Luca pontifica a suo favore e a modo suo. Ignazio Marino due? Non penso sarà molto più dura e nel frattempo il terremoto continua dentro e fuori. Ci divertiremo ancora.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Degrado dietro la chiesa di S. Giorgio a Casalbuttano
Egregio direttore,
lunedì mattina mentre portavo a spasso il cane, vedo dietro il campanile della chiesa San Giorgio di Casalbuttano una decina di bottiglie di birra, alcune rotte e i resti di un vomito; rammaricato di questi comportamenti me ne torno a casa. L’altra mattina ripeto lo stesso percorso e dietro il campanile c’è ancora lo stesso panorama; mi chiedo come mai nessuno sia intervenuto a fare pulizia di tutto ciò; e non è solo la pulizia ma anche il controllo di questi deficienti che si permettono questi comportamenti. È un anno e mezzo che abito qui e adesso come in tutte le cose, hanno più importanza i grandi progetti che danno importanza a chi li svolge e non questi piccoli inconvenienti che ti permettono di vivere meno arrabbiato.
Roberto Bertoni
(Casalbuttano)

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