Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

10 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

10 Ottobre 2015 - 13:48

Lettere al Direttore

IL CASO
Raccolta dei rifiuti
Ci faranno lo sconto?
Signor direttore,
sono cambiate le metodiche, è cambiata la ditta che se ne occupa, è cambiato il personale addetto, ma il problema si ripresenta. Nel mio condominio, nonostante si paghi il servizio di raccolta interno, ieri il bidone dell'umido non è stato svuotato.
Ora si attende lo svuotamento lunedì prossimo.
Questa volta riguarda l'umido, ma da quando il servizio nuovo è partito, una volta riguarda la plastica, una volta vetri e lattine. Una volta che viene capita la quantità di materiale depositato nei contenitori, si regolano sui tempi dello svuotamento.
Domanda: visto che si paga per due ritiri ogni settimana, a fine anno avremo diritto ad uno sconto su quanto abbiamo pagato?
Fiorenza Brognoli
(Cremona)

Non so se avremo diritto a uno sconto e per la risposta invito chi organizza il servizio di raccolta a intervenire. Rilevo invece che la raccolta differenziata ‘porta a porta’ seguita a sollevare polemiche. Senza sottovalutare le rimostranze dei lettori, credo tuttavia che occorra superare il periodo di rodaggio prima di esprimere un giudizio meditato su questo servizio, peraltro in funzione da tempo in numerosi centri della nostra provincia con pieno gradimento dei cittadini.

LA REPLICA
Migliorata la viabilità a S. Bernardo
Egregio direttore,
rispondo volentieri alle sollecitazioni contenute nella lettera del signor Umberto Mattarozzi pubblicata venerdì 9 ottobre perché credo che la scelta fatta dalla giunta di mettere mano complessivamente alla viabilità del quartiere S. Bernardo vada invece proprio nella direzione di un reale miglioramento della vivibilità del quartiere. Come detto in più occasioni, la soluzione adottata comporta più sicurezza, più ciclabilità, più fluidità del traffico.
Una scelta che adegua complessivamente l'assetto viabilistico dell’intero comparto, creando percorsi sicuri da e per Cremona, indipendenti e non interrotti da semafori, facilitando e ottimizzando ulteriormente la percorribilità delle vie di penetrazione. Tutto questo contribuirà al contenimento delle emissioni in atmosfera dei gas di scarico dei veicoli, in quanto vengono in gran parte eliminate le cause che generano code e limitazioni al flusso veicolare. Viene inoltre incrementato in maniera significativa il livello di sicurezza, con particolare riferimento all’utenza debole (ciclisti, pedoni e disabili) , soprattutto nei nodi viabilistici e negli incroci, regolando e normalizzando i differenti flussi di traffico.
L’Amministrazione ha studiato e analizzato i flussi del traffico attraverso spire e sopralluoghi, ha poi ascoltato e compreso anche le esigenze manifestate da 30 commercianti che hanno chiesto di valutare l'opzione del senso unico in ingresso. Successivamente, tenendo sempre uno stretto contatto con i residenti del quartiere, ha ritenuto di fare una scelta di buon senso. In merito al progetto originale del sottopasso, mi permetto di dire al signor Mattarozzi che, preso atto dei limiti strutturali immutati (larghezza, pendenza e altezza), si è cercato di migliorarlo inserendo, ad esempio, la rotatoria tra via Esilde Soldi e via S. Bernardo, una rotatoria e un dosso rallentatore già realizzato in via Persico.
La soluzione prospettata (passaggio di veicoli a senso unico) non modifica la destinazione d’uso del manufatto prevista nel progetto ammesso al finanziamento. Nel contempo, anche grazie alle attente valutazioni svolte dai nostri tecnici, la scelta individuata consente un più puntuale rispetto delle norme del Codice della strada, della normativa nazionale art 10 L. 366 del 19 ottobre 1998 e della normativa art 3 comma 5 della L.R n.7 del 30 aprile 2009.
Alessia Manfredini
(Assessore alla Salute e al territorio del Comune di Cremona)

Sottopasso di via Persico
Diciamo tutta la verità
Signor direttore,
è giunto il momento di dire la verità sui sottopassi cremonesi quello di via Persico non è certamente un esempio di buona progettazione ciclopedonale, infatti è stata realizzata una corsia bidirezionale di metri 2,30 mentre la legge 557/89 prevede una larghezza minima di mt. 2,50 (art. 7), precisando al comma 3 che le misure sono inderogabili. Inoltre si è consentito il transito contemporaneo ai pedoni ignorando così quanto disposto dall'articolo 4 della legge richiamata che prescrive in caso di percorsi promiscui la larghezza deve essere adeguatamente incrementata rispetto ai minimi fissati di metri 2,50), su che basi il direttore lavori e il responsabile del procedimento hanno dichiarato l'idoneità tecnica dell'opera e la rispondenza alla vigente normativa rimane un mistero (...). Ricordo che le norme citate sono inderogabili e il non rispetto per la normativa sulle barriere architettoniche implica, in alcuni casi, l'impossibilità di acquisire finanziamenti pubblici per realizzare l'opera difforme (...)
Elia Sciacca
(eliasciacca@gmail.com)

Il traffico d’armi s’espande più di quello di esseri umani
Gentile direttore,
se ne parla poco. Un argomento spigoloso e riguardosamente sottaciuto dai media. Il traffico di armi tra l'Europa, Stati Uniti e Cina verso l'Africa e i Paesi asiatici. Le spese militari dell'Africa sono andate crescendo costantemente dal 1990 a oggi. Così l'Archivio Disarmo, apre il suo studio sul commercio di armi in Africa. Risulta che l'acquisto di armi nel continente sia passato, in termini reali, dai 17,9 miliardi di dollari del 1998 ai 42,7 del 2013. Pur essendo queste cifre piuttosto approssimative, poiché non tutti i Paesi africani presentano regolarmente bilanci attendibili, comunque indicano una chiara linea espansiva e allarmante. L'Italia, anche con l'attuale governo renzista, tra i primi 10 esportatori di armi al mondo, grazie alla centralità nel Mediterraneo da un lato e all'elevata qualità e affidabilità dei prodotti nostrani offerti dalla Beretta (non solo) dall'altro, è stata in grado di sviluppare un florido commercio di armi con i paesi del Nord Africa i quali, poi, hanno fatto circolare le nostre armi per l'intero continente, facendo sì che oggi ne esportiamo anche in Sud Africa. (...)
Claudio Merlini
(Cremona)

Ma quale Europa è un’armata Brancaleone
Egregio direttore,
(...) sono sempre stato un europeista convinto perché convinto di una condivisione nella soluzione dei problemi singoli. Problema migranti: fino a quando è stato un problema solo italiano nessuno si è preoccupato più di tanto nonostante le sollecitazioni dei nostri rappresentanti a Bruxelles. Poi il problema si è esteso ad altri Stati e sono stati edificati muri e divisori di filo spinato proprio e soprattutto dagli Stati dell’ex Est Europa che uscivano da 60 anni di dominio comunista dove muri e divisori hanno imperato per decenni. In questi giorni è scoppiato il caso Wolkswagen che ha pesantemente intaccato a mio avviso la credibilità di coloro (i tedeschi ) che hanno bacchettato nell’ultimo decennio tutte le nazioni europee con un integralismo economico assoluto, non disdegnando comunque di fare affarucoli appena possibile, sulle spalle degli stati quali la Grecia costretti a cedere, guarda caso ad una società teutonica, i migliori aeroporti della nazione (....).
Mauro Stringhini
(Soresina)

Da Italia e Stati Uniti azioni sconcertanti
Egregio direttore,
ci risiamo: il governo ha sborsato 11 milioni per riavere le sue simpatizzanti. Dopo la performance di Napolitano d’imporci tre premier posticci, una sentenza ha sbugiardato Renzi e Gentiloni sul riscatto di Greta e Vanessa, le due pellegrine avventuratesi sul territorio siriano. Imbroglio che, foraggiando i terroristi, lascia allibiti non meno di quanto stiano facendo gli Stati Uniti loro fornitori d’armi ma pervicacemente contrari all’intervento russo pro Assad. Comportamenti analoghi quanto sconcertanti.
P.F. Mari
(Cremona)

Che scempio compiuto alla chiesa di Cansero
Signor direttore,
ricorre la festa di S. Michele e penso alla chiesa di Cansero, da sempre custodita e ben tenuta dagli abitanti. Ora è ridotta ad uno scempio come descritta e documentata dalle fotografie sul vostro giornale di sabato 26 settembre, a pagina 18, dalle famiglie Lanfranchi e Iori. Questo ad opera del parroco della chiesa di Torre de’ Picenardi (...). Mi stupisce poi il fatto dei suoi collaboratori che non hanno esitato ad aiutarlo (...). Veniamo invitati all’evangelizzazione, ma come si fa a trovare la voglia e la forza di fronte a questi esempi? Come sempre speriamo e confidiamo nel Signore.

Severina Cristofolini
(Cappella de’ Picenardi)

Il parroco ha fatto quel che doveva: ha messo in salvo gli oggetti preziosi della chiesa, che altrimenti avrebbero seguito lo stesso destino del tempio che li conteneva. Le ricordo che questa situazione è determinata dalla mancanza di soldi per la ristrutturazione del tempio.

Stop alle guerre e alle stragi di esseri umani
Signor direttore,
le stragi provocate dalle armi da fuoco negli Stati Uniti fanno sempre (purtroppo), meno notizia: assistiamo, come ha sottolineato Barack Obama, in un suo discorso, a un pericoloso fenomeno di ‘assuefazione’. Si pensava che il massacro di tre anni fa alla scuola elementare di Sandy Hook, in cui vennero uccisi 20 bambini tra i sei e i sette anni, segnasse un punto di svolta e imponesse un controllo sulla vendita delle armi. Ma non è successo e solo quest’anno in America ci sono stati 40mila fatti di sangue: nei 274 giorni di questo 2015 ci sono state 294 stragi (si considerano tali quelle con 4 o più vittime). Il braccio di ferro tra chi pensa che la libera circolazione delle armi abbia portato ad un nuovo ‘far west’, e chi sostiene invece che bisogna potersi armare ancora di più per difendersi si è fatto più duro e sarà di certo argomento di campagna elettorale, non solo in America, ma in tutti i paesi del mondo, Italia compresa. Se si pensa che piano piano si stanno facendo grossi passi avanti sui diritti civili, è incredibile pensare che sulla guerra nulla si muova. Tuttavia io credo che nel profondo qualcosa stia cambiando e che armi e pena di morte siano destinati a emergere come temi di discussione. Guai a dimenticare che le guerre portano solo morti innocenti: donne bambini e stragi di esseri innocenti (...)
Andrea Delindati
(Cremona)

Al Papa non poteva non piacere il ‘Che’
Signor direttore,
quattro figli, anticapitalista, martire di una rivoluzione, e per giunta... argentino: impossibile dispiaccia a papa Francesco; e quella stella sul berretto! - Higueras (Bolivia), 9 ottobre 1967, domenica - All’una e dieci del pomeriggio, nella scuola del piccolo villaggio, catturato con 17 suoi guerriglieri il giorno precedente, Ernesto Guevara de la Serna, detto (da una parola da lui usata spesso e significante, all’incirca, ‘cioè’) ‘il Che’, su consiglio Usa dai boliviani viene ucciso con due raffiche di mitra. Fotografato, il giorno dopo viene esposto all'obitorio dell'ospedale di Valle Grande, quindi sepolto, amputato delle mani, per definitive impronte digitali, in luogo segreto e, dal 1997, ritrovati i suoi resti, trasportato a Santa Clara, città cubana. Argentino, medico allergologo, e rivoluzionario anticapitalista per eccellenza, lascia cinque figli, avuti (uno/quattro) da due donne. La foto (Korda) che lo ritrae su poster e magliette, col berretto con una stella (come nella bandiera di Cuba) è del 1960, scattata al funerale delle vittime di un attentato controrivoluzionario all'Avana. O che i martiri cristiani siano ‘più martiri’ degli altri martiri?
Gianfranco Mortoni
(Cremona)

Cremona Solidale azione tardiva dei sindacati
Signor direttore,
giorni fa le avevo trasmesso una mia replica ad una polemica innescata da un lettore in merito alla lettera firmata dai 100 dipendenti di Cremona Solidale (tra i quali figuro anch’io), convinto che il diritto di replica fosse un’opportunità garantita. Non mi risulta che sia stata pubblicata. Dopo che si sono sbandierate le sole cose buone lasciate dal direttore uscente dott. Gipponi, a beneficio di chi «reclamava» motivazioni concrete al malessere espresso dal personale di Cremona Solidale, avevo reso noto che il direttore uscente aveva lasciato in eredità all’azienda anche una vertenza (in attesa di giudizio) avviata da decine di operatori turnisti contro l’introduzione di un provvedimento che applica un controverso parere espresso dalla Funzione pubblica (indirizzato al solo personale turnista degli enti locali), col quale non viene più riconosciuto ai turnisti il riposo compensativo per le festività lavorate. Riportavo inoltre che le organizzazioni sindacali, dopo quasi cinque anni di torpore, solo ora e con demerito hanno scoperto che l’azienda lo ha applicato con eccessiva disinvoltura, estendendolo a figure non coinvolgibili. Trattandosi di atti rilevanti che, a prescindere da quello che sarà l’esito finale, hanno segnato in negativo le relazioni tra azienda, operatori e sindacati, mi immaginavo che, in nome dell’imparzialità di informazione, meritassero la sua attenzione. Signor direttore, devo dire di essermi sbagliato e ne prendo atto; non mi resta che pensare che l’imparzialità dell’informazione non sia il fiore all’occhiello del suo giornale. Qualora si sia verificato un mio errore di trasmissione, me ne scuso.
Giuseppe Lupi
(Gabbioneta)

Come vede, si era verificato un suo errore di trasmissione: scuse accettate.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400