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6 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

06 Ottobre 2015 - 14:50

Lettere al Direttore

IL CASO
Servizio (disservizio) delle Poste Italiane
Egregio direttore,
da qualche tempo a questa parte si ripete sulle reti televisive una martellante pubblicità delle Poste Italiane che esalta i vantaggi del cambiamento per la crescita e di cui ricordo la frase conclusiva: «Cambiare è il modo migliore per crescere». Non entro nel merito del cambiamento non conoscendone i termini ma la crescita non si è fatta attendere perché l’aumento delle tariffe delle spedizioni postali è puntualmente iniziata il primo ottobre scorso.
Finora il cambiamento più visibile è stato comunque la soppressione di molti uffici postali periferici con grave disagio degli utenti. Sorge il dubbio che la pubblicità televisiva sia stata opportunamente confezionata per addolcire le pillole da ingoiare.
Nanni Papadia
(Cremona)

Non posso darle torto. Tra tagli del personale e riduzione dei servizi, Poste Italiane saranno pure state risanate ma ciò è avvenuto a scapito degli utenti. Lo possono confermare, tra gli altri, i nostri abbonati che ancora ricevono il quotidiano per posta. Se poi, com’è stato annunciato, la corrispondenza verrà recapitata non più ogni giorno, la situazione peggiorerà ulteriormente. Per questo noi ci stiamo attrezzando per continuare a garantire un recapito puntuale senza più essere tenuti in scacco dal servizio (disservizio) postale.

L’APPELLO
Giovani soci del Cral Tamoil mettetevi in gioco e candidatevi
Egregio direttore,
causa la defezione di quattro componenti l’attuale consiglio direttivo in carica del Cral Tamoil, è venuto a mancare il numero legale di maggioranza statutaria: la necessità quindi di indire nuove elezioni che si svolgeranno, secondo un calendario già definito, nei giorni 24 e 25 ottobre prossimo venturo. Con la presente, stante il suo «placet», mi prendo la libertà di rivolgere, a titolo personale, un accurato appello a tutti i figli di soci effettivi anziani (o defunti) al fine di apportare, con la dovuta responsabilità che i diversi ed importanti avvenimenti passati, come atto dovuto, richiedono, il proprio nominativo nella lista dei candidati eleggibili.
Solitamente l’età media dei candidati, con le dovute eccezioni, è sempre stata piuttosto elevata: nonostante i miei reiterati inviti rivolti ai più giovani dipendenti, mai nessuno ha compreso il significato intrinseco ed importante per la continuità futura del dopolavoro, di mettersi in gioco per fare un’esperienza unica nel suo genere (amministrare un dopolavoro nato in un contesto incredibile, definito, nella sua genesi, unico ed inimitabile dai media locali e nazionali, che ha richiesto l’impegno ammirevole di intere generazioni di lavoratori volontari, sempre in perfetta sincronia con l’azienda proprietaria dell’immobile e che si auspica continui anche per il futuro).
Dallo spirito giovanile eclettico di coesione e di impegno si genera una cultura di collaborazione, la quale produce una mentalità positiva del vivere dopolavoeristico in modo amicale, valorizzando le risorse di tutti e supportando sempre la sostanziosa opera del consiglio direttivo (n.b.: onore anche agli attuali consiglieri rimasti e a tutti i dimissionari, ai quali va riconosciuto, un plauso più che meritato per l’attività svolta in questi ultimi anni, da insegnare, congiuntamente, ai nuovi auspicabili giovani consiglieri eletti.
Silvano Grandini
(già presidente Cral)

Costi e sprechi della Rai a carico di tutti gli italiani
Egregio direttore,
(...) Renzi, ha deciso di imporre a tutti gli italiani di contribuire a sostenere costi e sprechi della Rai, anche se non sono minimamente interessati ai programmi della tv nazionale e anche qualora non posseggano un televisore. Non ne siamo stupiti: (...) per ora Renzi si è fatto notare soprattutto per l'arroganza. Provi una volta tanto ad essere un pochettino democratico e offra agli italiani la possibilità di scegliere se vogliono o meno usufruire del servizio televisivo pubblico. Per il resto, se è in vena di combattere l'evasione, ha solo l'imbarazzo della scelta: il canone Rai è davvero ben poca cosa rispetto a quei 150 miliardi di euro che ancora mancano all'appello e per i quali non ha fatto assolutamente nulla.
S.M.
(Cremona)
Penalizzati gli alunni portatori di disabilità
Caro direttore,
nell'insegnamento vigono procedure e problematiche da troppo tempo incancrenite e se ne pagano le colpe i meno colpevoli, cioè alunni e genitori, non sembra proprio il caso di continuare a fare le tre scimmiette ‘io non vedo, non sento e non parlo’! Eclatanti i casi di Crema : tagli al sostegno e non ultimo il pastrocchione dell'istituto Ferrari di Casteleverde !! Malgrado anche l'intervento prezioso del signor sindaco Graziella Locci, si è assistito a dei silenzi assordanti e oltremodo irriverenti da parte del dirigente Francesca Bianchessi, non solo silenzio nei confronti di tutti, ma discriminatorio addirittura nell'interloquire con la sola referente del plesso scolastico. Le altre persone e gli altri funzionari tutti ignorati... complimenti una bella porta in faccia penalizzando gli alunni portatori di disabilità senza concedere una classe in più, che comunque, avrebbe alleggerito e distribuito in modo molto più equo le esigenze del corpo insegnante! Una richiesta sacrosanta e ben motivata e oltretutto lo sdoppiamento delle classi non avrebbe avuto nessuno costo (fatto che ha del miracoloso nell'ambito pubblico!), ma nemmeno ciò, ha solleticato la dirigente Bianchessi ... forse non troppo sollecitata da pesanti interventi politici. Ma se già ciò risulta incomprensibile, ancor di più risulta il fatto che ben altri quattro istituti hanno ottenuto lo sdoppiamento delle classi prime, con la nota che non fossero richieste ulteriore risorse! Malgrado l'assicurazione della dirigente scolastica dell'istituto che oltretutto, non ci si sarebbe avvalsi di apporto di docenti esterni... beh, niente da fare! Allora ci si domanda e le si domanda: perché due pesi e due misure?
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Ho il sospetto che qualcuno faccia sparire i miei gatti
Gentile direttore,
le scrivo per rendere pubblico un fatto increscioso che mi sta accadendo. Abito a Sergnano da 40 anni in una casa vicino al fiume Serio, topi e serpenti la visitano spesso e quindi con molto affetto, nel corso degli anni, ho adottato dei gatti che sono diventati padroni della casa e del giardino e poi sono morti a causa dell'età avanzata. Da circa un anno ho il sospetto che qualcuno faccia sparire i miei gatti. Infatti lo scorso dicembre ho trovato il mio gattone di cinque anni davanti al mio cancello morto ammazzato, il 3 marzo scorso è sparita la mia gattina preferita e la settimana successiva il suo compagno. Il 5 maggio adotto una bella gattina rossa e dopo un mese sparisce anch'essa. Il 30 giugno trovo in un parcheggio una micina di tre mesi abbandonata, la porto a casa e vive con me in casa e in giardino fino al 30 settembre, giorno della sua sparizione. Chi mi fa sparire i gatti? Qualcuno mi può aiutare a svelare questo mistero? Qualcuno ha visto qualcosa? O conosce chi mi fa sparire i gatti?
Claretta Scotti
(Sergnano)
La riforma del senato genera reazioni anti sistema
Egregio direttore,
il premier Renzi si ritiene particolarmente soddisfatto per l’approvazione dell’art. 2 della riforma del senato sulla eleggibilità dei nuovi senatori, dichiarando che il compromesso ‘Finocchiaro’ è un buon punto di arrivo e di sintesi tra le diverse correnti del Pd. Ma, per esercitare un minimo di spirito critico, vediamo cosa prevede tale articolo: esso afferma che «ogni consiglio regionale emanerà leggi proprie per stabilire le modalità di elezione dei consiglieri regionali che saranno poi incaricati di rappresentare la rispettiva regione al senato»: il che vuol dire tutto e nulla o meglio vuol dire: «care Regioni, sbrigatevela voi, che a noi non interessa nulla», considerato che tale senato, nella prospettiva della riforma Boschi, avrà funzioni secondarie e comunque non tali da incidere sulla attività legislativa della Camera. Il risultato sarà, a mio parere, la costituzione di un Senato ‘Arlecchino’, messo insieme in base a diverse leggi elettorali e che, quindi, non rappresenterà in modo omogeneo tutto il Paese, diventando il ricettacolo di quei consiglieri regionali considerati ininfluenti nei loro rispettivi consigli o, peggio, un ricettacolo di incapaci o di indagati che devono essere salvati attraverso la concessione dell’immunità parlamentare. Non mi sembra, insomma, un risultato degno di costituenti che, un giorno sì e l’altro pure, si appellano a Calamandrei o a Terracini ma che evidentemente non sono molto preparati in storia. Il premier conclude dicendo che tale riforma otterrà un grande consenso nel referendum confermativo che si terrà l’anno prossimo: io non so quale possa essere l’opinione pubblica in merito (opinione pubblica che è occupata in faccende molto più importanti) ma all’orizzonte vedo più che altro il crescere dell’astensione o di forme di voto anti sistema come quello a Grillo o a Salvini.
vi.mon@libero.it
(Cremona)

L’Ortolano dell’Arcimboldo girato dalla parte sbagliata
Signor direttore,
nel nostro museo il sistema espositivo dell'Ortolano, quadro ora famoso in tutto il mondo, è una vera assurdità. È stato messo il quadro originale rovesciato, per cui il viso formato da verdure lo si può vedere soltanto riflesso dentro uno specchio, posto, per di più fuori parallasse, alla base del quadro. Questo comporta il fatto che il viso guarda dalla parte sbagliata, diversamente da quella che siamo abituati a vedere nella sua iconografia e nei poster. È come se la Gioconda di Leonardo la vedessimo col viso che guarda a destra anziché a sinistra (la frase non è da leggersi politicamente). Spero che gli allestitori si accorgano dell'irrazionalità e corrano subito ai ripari. Bisogna far riflettere nello specchio il bacile pieno di verdure, non il viso! Dopotutto a chi gliene importa se le carote dentro il bacile sono riflesse a sinistra anziché a destra? Arcimboldo sicuramente mi darebbe ragione, e soprattutto il marchese Ala Ponzone, che lo guardava appeso al muro di casa sua girato nella posizione opposta a com'è adesso.
D.D.
(Cremona)

Ho raggiunto la pensione: gioia ma anche tristezza
Gentile direttore,
dal 1° ottobre ho raggiunto il meritato traguardo della pensione, chi lo avrebbe mai detto! Se da una parte prevale la gioia, dall'altra c'è un velo di tristezza: come infermiera ho lasciato una professione che mi ha gratificato molto e che mi ha reso orgogliosa di far parte dell'equipe della Medicina interna. Per questo ringrazio tutti i colleghi, passati e presenti, ed i medici con cui ho collaborato. Infine auguro a tutti i colleghi di trovare in questa professione, a volte discriminata, la passione, la gratificazione e l'amore che ho trovato io in questi anni di servizio.
Emanuela Soragni
(Sesto ed Uniti)

Per il Salò sulla Cremonese una vittoria immeritata
Signor direttore,
avevamo due partite in casa: Mantova e Salò, si auspicava di fare più punti possibili. Bene, di tutto ciò nulla, risicato solo un punto col Mantova, grazie al bel colpo di testa di Forte al 89esimo, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-0. Poi nella ripresa, come tutti ricordiamo il patatrac, ovvero, raggiunti e superati, e abbiamo rischiato di perdere la partita. Terminata 3-3. Sabato sera, la seconda partita tra le mura amiche, che dovevamo affrontare alle ore 20,30, (famoso spezzatino), che non riesco a digerire, ci toccava, l’altro derby, col Salò. Squadra tosta, con giocatori esperti, ma alla nostra portata. Per tutti i 90 minuti, vere e proprie occasioni da ambo le parti non ci sono state: era una partita, giocata a centrocampo. Ormai la partita era arrivata quasi alla fine, dove si vedeva chiaramente che le due squadre, erano paghe del pareggio. Vuoi, poi la malasorte che ci perseguita, non so più che dire e pensare, per un fallo del ragazzo di colore, (Djiby), da poco entrato, è la seconda volta che mister Pea, lo mette in campo, nel secondo tempo, (spezzoni di partita), e lui puntualmente si fa espellere per fallo diretto. Immediato cartellino rosso e calcio di rigore. Eravamo al 89esimo, (sarà un caso?). E l’ex Pinardi dal dischetto trasforma, regalando al Salò, una vittoria immeritata. E come diceva il titolo di quel film: «A noi, non ci resta che piangere».
Andrea Delindati
(Cremona)

Grattacapi a iosa per la prussiana astiosa
Egregio direttore,
son grattacapi a iosa / per la prussiana astiosa / col papocchio teutonico, qual sbornia, / da che pulpito tale mercimonia, / nella bolgia d’Europa che ci attornia / per noi la bava ad altri la leccornia.
M.R.
(Cremona)
Quei fratelli muratori legati alla chiesa di S. Rocco
Signor direttore,
finalmente ho scoperto perché la ditta fratelli Favagrossa di Rivarolo Mantovano continua a tenere il suo cartellone pubblicitario davanti ai ruderi della chiesa di S. Rocco. Tutti noi di Casalmaggiore sappiamo che l’unico motivo di interesse di queste rovine sono i due indomiti angeli di gesso che continuano a stare avvinti ai ruderi nell’attesa che qualcuno si ricordi di loro e li porti al sicuro. Cosa che non avverrà mai. Invece, ritornando al cartellone pubblicitario, basta leggere i nomi dei due fratelli muratori, Angelo e Gabriele, per comprendere che i due si sono identificati in questi angeli e non abbiano nessuna intenzione di rinunciare alla loro protezione.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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