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1 settembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

01 Settembre 2015 - 14:14

Lettere al Direttore

IL CASO
Brani urbani: sbagliati collocazione e orari
Egregio direttore,
vorrei esprimere un mio parere sul programma di riorganizzazione urbana lanciato dal Comune di Cremona con particolare riferimento alla rassegna musicale del circuito Brani Urbani by ExRaffineria.
Tale progetto non sempre ha ottenuto i risultati sperati. Come esempio, cito il caso di venerdì 28 agosto u.s.
Dalle ore 19 alle 20,45 alla fine di Corso Mazzini, in posizione alquanto decentrata, tra il passaggio di veicoli, si sono esibiti due cantanti emergenti, Giulia Dagani e Stefano Gelmini, dinanzi a un esiguo numero di spettatori in prevalenza occasionali, in una Cremona semideserta, con negozi chiusi o in procinto di abbassare le saracinesche, con i cremonesi impegnati in altre occupazioni visto anche l’approssimarsi dell’ora di cena.
L’orario, infelice, la scarsa informazione – ciliegina sulla torta – hanno difatti contribuito a ridurre ulteriormente il pubblico.
Risultato, una ventina di presenti per uno spettacolo che avrebbe senza dubbio meritato ben altri contesti.
In una Cremona legata ai propri riti e ai tradizionali luoghi di incontro, se si vogliono organizzare eventi di richiamo che abbiano la dovuta risonanza occorre considerare con più accortezza, modi, tempi e luoghi in cui svolgere tali iniziative. Al contrario si rischia di vanificare la proposta e l’impegno degli artisti che vi hanno aderito. Queste le mie brevi ma sentite considerazioni che spero siano motivo di riflessione per il futuro.
Ritengo infine necessario elogiare i cantanti Giulia Dagani e Stefano Gelmini, il chitarrista Mattia Tedesco e tutti gli strumentisti, per le emozioni che hanno saputo trasmettere, nonostante tutto, per la loro bravura e per la professionalità dimostrata.
Paolo Gregori
(Cremona)

Lei ha ragione. Lo dimostra il grande successo ottenuto dagli spettacoli per bambini organizzati in corso Garibaldi. Certo, considerata anche l’ora dei concerti per i più grandi, il caldo di quei giorni non ha aiutato.

LA POLEMICA
Nuova gestione della raccolta-rifiuti
Paghiamo di più un servizio peggiore
Egregio direttore,
chiedo cortesemente spazio per affrontare una questione decisamente spiacevole. Da quando sono iniziate le manovre di ammodernamento della gestione rifiuti in città, vedo intorno a me soltanto confusione e disorganizzazione. In primo luogo, pur riconoscendo che ogni novità ha bisogno di un fisiologico tempo di assestamento, non posso fare a meno di rilevare quanto sia sgradevole, oltre che pericoloso per la salute, avere per strada rifiuti, che tra l’altro riportano alla mente i tanto vituperati scenari di Napoli, capitale della ‘monnezza’ malgestita. Mi chiedo come sia possibile che una città, parte di un sedicente Paese civile come il nostro, organizzi la raccolta differenziata dei rifiuti urbani senza poi però predisporre mezzi adeguati per il ritiro di questi, che spesso giacciono disordinatamente abbandonati per strada, sotto gli occhi di tutti. Non mi pare che questa sia espressione di civiltà. In secondo luogo, rilevo come i tempi di ritiro presso le case e i condomini siano malgestiti: spesso i cittadini sono costretti a tenere in casa o in condominio grandi quantità di rifiuti, che prima, invece, venivano ritirati con regolare frequenza. Al danno anche la beffa: l’ultima novità è che, se si desidera che i rifiuti vengano portati via dall’addetto dai luoghi preposti al ritiro nelle case singole o nei condomini, si devono pagare 2 euro in più al mese. Considerate le tasse già alte che ognuno di noi paga per l’ordinaria gestione dei rifiuti, era proprio necessario aggiungere questa spesa? Ora mi chiedo: come possiamo sperare di migliorare i sistemi di gestione di un’intera Nazione, se poi nel nostro limitato contesto cittadino torniamo indietro, organizzativamente parlando, piuttosto che andare avanti? Non sarebbe stato meglio introdurre i bidoni automatizzati dotati di apertura a chiavetta dedicata oppure, nel dubbio, lasciare che il ritiro continuasse a essere svolto con le modalità del passato? Adesso tutti si improvvisano vuota-bidoni, determinando così un incremento del disordine e dello sporco per strada.
V. G.
(Cremona)

Nuova Ztl, via Cesare Battisti
non ha perso posti auto Egregio direttore,
in merito alla lettera pubblicata lunedì 31 agosto (QUI la pagina)riguardante la situazione di via Cesare Battisti a seguito dell’avvio del nuovo Piano della sosta e della mobilità in centro storico, non risulta che siano stati tolti quattro posti auto regolari, per intenderci senza intralcio ai marciapiedi. Si ricorda che all’interno della Ztl (area A) ci sono altre possibilità per sostare ad uso esclusivo dei residenti: via Ingegneri, via Guarneri del Gesù, piazza Roma, via Verdi, via Anguissola. Al di là delle singole richieste od osservazioni che potranno arrivare e che saranno adeguatamente valutate, l’Amministrazione comunale ritiene che, grazie alla regolamentazione introdotta, sia stata trovata una buona soluzione per venire incontro alle esigenze di chi abita nel centro storico. Dal 1° settembre è operativa la prima fase sperimentale del nuovo Piano della sosta e della mobilità del centro storico e, a tale proposito, è bene ricordare che da ben 12 anni mancava una pianificazione aggiornata della sosta in città. Il Piano prevede due fasi di attivazione: una riguarda l’istituzione di due aree pedonali (largo Boccaccino e corso Mazzini), la revisione degli orari di alcuni varchi della Ztl esistente e la riorganizzazione della sosta nel centro storico. Nei prossimi mesi, come previsto dal Piano, sarà gradualmente rivisto anche il sistema dei permessi.
Ufficio Stampa Comune di Cremona

Ecco i dati della mia Tari per gli anni 2014 e 2015
Egregio direttore,
non avevo letto sui media locali che una parte della tariffa Tari 2014 e 2015 fosse una tantum: mi è sfuggita la precisazione o forse era chiamata in modo diverso. Per quanto attiene al confronto che l’assessore mi attribuisce e cioé il confronto tra il 2014 e 2013, affermo che nelle mie lettere al giornale non ho mai menzionato, ed è riscontrabile, l’anno 2013 per la ragione che in quell’anno la mia situazione abitativa era diversa rispetto a quella del 2014 e del 2015 e quindi non potevo fare confronti. Quindi le mie considerazioni hanno avuto come riferimento gli anni 2014 e 2015: più precisamente l’anno 2014 ante inversioni, l’anno 2014 post inversioni e l’anno 2015. Non ho mai menzionato l’anno 2013. Per finire, cartelle alla mano rendo noti questi miei dati: 2014 ante inversione euro 208,00 - 2014 post inversione euro 355,32 - 2015 euro 294,00 . (...)
Antonio Lupi
(Cremona)

Alla banca preferisco la posta
E’ più comoda e sicura
Signor direttore,
anch’io rispondo cortesemente al direttore provinciale Inps di Cremona, dottor Roberto Napolitani, il quale mi ha spiegato che l’articolo 6 del decreto legge 21 maggio 2015 n. 65, prevede un unico mandato di pagamento, «ove non esistano cause ostative, per le prestazioni previdenziali dell’Inps. D’accordo, ma perché non l’ha citato sulla lettera speditami? ‘Obtorto collo’, avrei accettato. E al signor F. T. di Pandino, che trova assurda la mia lamentela, rispondo: certo, l’Inps aveva già l’Iban della mia banca, visto che la mia pensione personale è già là, da quando il governo Monti, mi pare, mi ha obbligato a farlo. Legga bene un’altra volta. Inoltre trovo risibile la sua convinzione, quando afferma che la banca è il luogo di gran lunga più comodo e sicuro della posta. Ma mi faccia il piacere. E le rapine in banca, con eventuali clienti come ostaggi? E le bugie dette a certi anziani ingenui, per convincerli a prelevare i soldi per un nipote, che ne ha bisogno subito, per riavere la macchina dal meccanico? E non mi dilungo con altri fatti incresciosi. E da ultimo: posso io avere le mie preferenze? Oggigiorno, caro signore, si rischia la vita ovunque, anche quando siamo in casa, sia di giorno, che di notte mentre dormiano.
Franca Ghidoni
(Cremona)

Migranti: non ci si dice cristiani ed essere anche xenofobi
Gentilissimo direttore,
cosa devono sentire le mie orecchie: papa Francesco che in pratica dice quello che le persone che vivono religiosamente la loro vita asseriscono da sempre. Non è importante appartenere ad una religione ma l’importante è essere religiosi applicando giorno dopo giorno i valori della religione di appartenenza. Questo è non altro ha detto con forza. Cosa vuol dire essere praticanti, andare in chiesa tutti i giorni, e poi offendere i principi cardinali della propria religione manifestando sentimenti xenofobi che spesso sfociano in vero e proprio razzismo? Non ci è stato insegnato ad amare il prossimo come noi stessi? Quella di papa Francesco è una lezione di morale che solo la più alta autorità morale del pianeta poteva dare. Con buona pace di coloro che dicono di essere fieramente cattolici per poi offendere i valori più elementari del Vangelo.
Licio D’Avossa
(Cremona)

Il comunismo è finito
Ma ha avuto una sua funzione
Caro direttore,
vorrei inserirmi nella garbata polemica, avviata da alcuni suoi lettori, sul comunismo, vivo o morto che sia. Più che di fallimento parlerei di chiusura di un ciclo storico in cui questa ideologia, nonostante errori ed eccessi che indubbiamente ci sono stati, ha esaurito una sua funzione creando comunque in meno di un secolo potenze mondiali, traendole da un oscuro Medio Evo e questo senza che fossero messe le mani in tasche altrui (avete notizia di qualche Paese comunista o ex che sia stato anche colonialista?). Con queste potenze però si devono attualmente fare i conti. Questo vale anche per Paesi più piccoli in cui, ora, si entra chiedendo permesso e con il cappello in mano. Ma c’è molto di più. Se le persone facessero, di quando in quando, dei collegamenti storici, si accorgerebbero come il comunismo fosse, nel bene o nel male, un punto di riferimento per un ‘disagio’ mondiale, incanalandolo in precise direzioni e con un severo controllo, fors’anche strumentalizzandolo. È saltato il tappo dal mitico vaso di Pandora. Ne sono uscite burrasche incontrollabili che ci potrebbero travolgere come la polveriera Medio Oriente, confini tracciati col bastone sulla sabbia tenendo conto unicamente degli interessi occidentali, guerre interminabili, migrazione di popoli interi, terrorismi, odii senza fine. In compenso abbiamo avuto un’economia finanziaria completamente avulsa dalle fatiche umane (leggasi lavoro), quando ci era stato promesso un Eldorado, benessere e felicità per tutti con la fine del comunismo. (...)
Euro Paulinich
(Cremona)

Da non perdere la mostra sui 100 anni di Rivarolo del Re
Signor direttore,
mi permetta di dare un piccolo contributo a far conoscere la mostra sui 100 anni di Rivarolo del Re, esposta nel salone dell’oratorio locale fino al 20 settembre, sottolineandone lo spessore storico e culturale. (...) L’ho visitata e sono rimasto colpito per il modo avvincente ed efficace con cui oggetti, documenti, immagini creano un racconto del recente passato della nostra gente, un racconto che ci dà un sacco di informazioni e che coinvolge l’osservatore anche emotivamente. Faccio solo pochissimi esempi. Della guerra 1915–18 tutte le targhe in bronzo (che evidentemente sfuggirono poi al fonditore ed ora ritrovate nel sottotetto comunale) coi nomi dei caduti, destinate ognuna ad un albero del ‘parco delle rimembranze’; lettere di soldati; telegrammi ufficiali con tristi annunci; il manifesto per il razionamento; oggetti di guerra... Del periodo fascista i quaderni scolastici che mostrano i contenuti dell’insegnamento come esposto dagli alunni; vita della ‘colonia estiva’; tante cose della vita di casa quotidiana; documenti relativi a Farinacci, allo squadrismo, ai podestà... Del territorio e del comune: gli amministratori, dal primo sindaco Ippolito Longari Ponzone; lo sviluppo sociale ed economico, coi primissimi passi del futuro consorzio del pomodoro, quando un gruppo di produttori si unirono per un semplice centro di raccolta, oltre cinquanta anni fa: c’è l’immagine di un carrettino carico di pomodori tirato al centro da un asinello... Del tempo libero si documentano le favolose fiere degli anni ’50 e ’60 con i Celentano, i Giorgio Gaber, Carla Boni, Claudio Villa, l’esordio di Mina: ci sono i relativi 45 giri ed altro dell’epoca. Ma ci sono anche strumenti, nomi, l’attività della valida banda locale. Non è di tutti i giorni poter usufruire di una simile straordinaria occasione, frutto del lavoro instancabile di anni di Mauro Poli che ha raccolto questi materiali e che oggi li ha esposti con l’aiuto di alcuni collaboratori.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Pulizia del tribunale: a pagare son sempre i cittadini
Gentile si direttore,
leggo con incredulità l’articolo di Francesca Morandi riguardante le spese del tribunale di Cremona: questo perché non è affatto vero che le spese di gestione andranno al ministero, ci sono sempre andate e sono sempre state pagate con le tasche dei cittadini italiani. Cittadini che pagano soprattutto le spese di querele finora del tutto insabbiate, ma che molto presto dovranno obbligatoriamente (questa è la legge italiana) essere riprese in considerazione, ossia noi tutti paghiamo un almeno triplo lavoro che si poteva evitare (tempo è denaro): le spese di pulizie sono una loro infinitesima parte. Vorrei ricordare che a capo di questa vera farsa è la procura di Cremona, che deve dare spazio alla difesa personale di ogni comune cittadino contro quanto gli è stato veramente vomitato contro i suoi interessi: la querela, infatti, è l’unico mezzo di cui dispone un cittadino comune nei confronti di chi lo ha offeso od addirittura mortificato, cioè, più che normalmente, dai poteri forti che fanno solo gli interessi di pochi, primi fra i quali banche e politici. (...)
Roberto Bonezzi
(Cremona)

La conoscenza è libertà di saper scegliere
Signor direttore,
approfitto di questo spazio per congratularmi con il signor Alex Bello per la felice sintesi della storia di Ipazia, pubblicata in ‘Spazio Aperto’ lunedì 31 agosto. Pezzi di storia che vanno conosciuti. La conoscenza è la base della libertà. Poi ognuno scelga come meglio crede. Personalmente ritengo che l’essere umano, a questo punto della sua evoluzione, possa essere in grado di cercare Dio dentro di sè, senza intermediari, guardando con onestà le proprie ombre ma anche consapevole dell’innata Luce d’Amore da cui è nato, per arrivare ad una spiritualità vera, intensa e unificante, spoglia di interessi terreni e tradizioni formali. Io confido nei figli dei figli, nel frattempo abbiamo bisogno di persone colte e coraggiose che sappiano diffondere conoscenza.
Elena Ginestri
(Cremona)

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