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31 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

31 Agosto 2015 - 15:33

Lettere al Direttore

IL CASO
Nuoa Ztl, malissimo
Perdiamo 4 posti auto
Signor direttore,
la nuova Ztl comincia malissimo per noi residenti di via Cesare Battisti. La nuova segnaletica verticale, ma soprattutto orizzontale, elimina di fatto almeno quattro posti macchina, in una via che già ha da sempre nella ricerca del parcheggio l’incubo quotidiano. Come capita sempre più spesso vengono adottate soluzioni senza conoscere bene i contesti in cui vengono applicate.
enopaolo@hotmmail
(Cremona)

La ‘rivoluzione’ della Ztl prende il via domani e, com’era facilmente prevedibile, è fonte di discussioni e polemiche. Il problema che lei pone dovrebbe essere facilmente risolvibile (in fondo si tratta soltanto di pochi posti auto: importanti per i residenti, ma quattro). Conto che questa segnalazione arrivi agli uffici giusti e che si possa velocemente porre rimedio.

LA POLEMICA
Nell’epoca del divertimento a tutti i costi i compiti estivi non ne hanno tolto ai miei figli
Signor direttore,
in questo clima generale, in cui la parola d’ordine sembra essere ‘divertimento senza pensieri’ voglio andare contro corrente. Non ne posso più di vedere, leggere e sentire voci che inneggiano al non impegno, allo svago puro senza contaminazioni di obblighi di nessun genere. Sembra che i genitori abbiamo solo una cosa in mente: lasciare che il tempo scorra, senza minimamente insegnare ai propri figli che il tempo va impiegato, non perso. Nessun obbligo, durante l’estate, nessuna costrizione, nessun impegno, fate quello che volete ma soprattutto non disturbate l’adulto che merita riposo, pace, tranquillità. Quest’anno, più che mai, si è inneggiato al «basta compiti: non servono, rovinano le vacanze, impediscono di vedere un tramonto o di andare in spiaggia, riportano alla mente l’incubo della scuola»: insomma creano un danno talmente grave ai nostri figli che dobbiamo assolutamente evitare. Scusate ma io non ci sto. I nostri figli hanno fatto i compiti, tutti, bene, e sono andati oltre. Hanno letto molti libri, in spiaggia, sotto l’ombrellone o alla sera prima di addormentarsi, complice la bella stagione e il maggior tempo libero. Li hanno letti non per costrizione, ma perché hanno sempre visto mamma e papà con un libro in mano e hanno assorbito il piacere della lettura. Leggono per passione, per amore della parola scritta, non per costrizione. I nostri figli hanno studiato storia, geografia e storia d el l ’arte. Sia sui libri, perché gli insegnanti hanno dato loro dei compiti estivi, sia sulle cartine stradali che durante i nostri viaggi estivi, quando abbiamo alternato lo stare in spiaggia con il visitare città d’arte e opere creative. Hanno toccato con mano che la storia è il nostro passato: abitiamo nel più bel Paese al mondo ed è sufficiente uscire di casa per studiare dal vero la storia, visitando scavi archeologici o musei a cielo aperto. I nostri figli hanno fatto i problemi e le espressioni di matematica, sfidando i genitori a chi li risolveva prima, alternando il gioco al puro lavoro scolastico. E così tra una partita di Monopoli, una sfida a scacchi e una sfida di matematica noi adulti abbiamo rispolverato le conoscenze di un tempo e loro si sono divertiti. Probabilmente secondo l’opinione corrente, abbiamo sbagliato: abbiamo insegnato loro che il maggior tempo libero va investito facendo prima il nostro dovere e poi dedicandoci al piacere delle attività che vogliamo fare. Abbiamo agito come i nostri genitori ci avevano insegnato. Sorpresa: i nostri figli hanno avuto tutto il tempo per fare i compiti senza assolutamente rinunciare allo svago e al divertimento. L’unica cosa alla quale hanno rinunciato è stata alla noia di non sapere cosa fare. Per quella rimandiamo a quando avremo tempo da perdere.
Marina Fasola
(Como)

Egregio direttore,
(...) tra pochissimo si inizia con la scuola, vedo genitori e/o famiglie intere caracollare già per i supermercati alla continua ricerca di quaderni, copertine e dotazioni scolastiche, una lotta senza fine. Ma, tutto ciò non è che il maledetto inizio di una tragedia che andrà a sconvolgere milioni di famiglie. Nei nostri paraggi almeno, ad oggi non sono ancora arrivati i libri di testo, ma sapete almeno perché? Semplice, il ministero non ha stabilito ancora i prezzi dei testi scolastici. (...) in alcune assemblee di scuole, si è scoperto solo oggi, che non esiste pulmino per accompagnare i bambini, la dotazione è quella che è, e l’accorpamento ‘ad capocchiam’ di alcuni Comuni, non ha fatto altro che accrescere disagi, dubbi e problematiche, anche perché non si trovano volontari che possano comunque assistere gli accompagnamenti degli alunni. La chicca, può arrivare anche da sindaci o personaggi che se ne escono con delle frasi tipo: «Ci aspettiamo una collaborazione dei genitori per il trasporto degli alunni». Le prime obiezioni a tale proposta indecente sono: come fanno i genitori che lavorano, chi ci mette il mezzo ed il carburante, chi paga l’assicurazione del conducente e dei bambini trasportati? (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Migranti/1.
Copiamo Bolzano:
integrazione con il lavoro
Signor direttore,
da tempo sostengo che i profughi che ospitiamo in attesa della loro ‘regolarizzazione’ o allontanamento debbano essere impegnati in particolare su due versanti: l’apprendimento della lingua ed i lavori socialmente utili. A Bolzano hanno fatto una intesa in questo senso. Un esempio che Cremona dovrebbe seguire. Ecco i termini dell’intesa sottoscritta a Bolzano fra ministero dell’Interno e dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Ne dà notizia il Commissario di Governo. Obiettivo dell’intesa: ‘Consentire ai migranti, nelle more della definizione della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale, di svolgere in forma volontaria e gratuita attività per il perseguimento di finalità di carattere sociale, civile e culturale’. Ciò potrà contribuire ad assicurare ai cittadini stranieri extracomunitari maggiori prospettive di integrazione e di inserimento nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese. In particolare, in forza dell’Intesa odierna alcuni ospiti presso l’ex caserma ‘Gorio’ di Bolzano potranno, d’intesa con il Comune di Bolzano e con l’associazione Volontarius/River Equipe, prestare la propria attività di volontariato presso il Consorzio delle Cooperative Sociali ‘Joti’ di Bolzano, affiliato a Confcooperative. Si occuperanno di curare il verde pubblico cittadino». Immagino già le obiezioni. Ma credo che il centrosinistra debba accettare la sfida ed il sindaco del capoluogo Gian Luca Galimberti ed il presidente della Provincia Carlo Vezzini si assumano l’onere e l’onore di essere i promotori di una iniziativa di questo dito che darebbe un forte impulso ai percorsi di integrazione
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Migranti/2.
Governo incapace e senza proposte
Egregio direttore,
la prego di divulgare questa mia denuncia rivolta a questo Governo composto da incapaci e buonisti, che non è in grado minimamente di darei alcuna regola del fenomeno immigratorio ed alla sicurezza che ne deriva, nemmeno una proposta internazionale rivolta ai Paesi da dove partono i barconi, vedi: Tunisia, Turchia ed Egitto, già visitati dal nostro premier Renzi, ma nemmeno nessun approccio col governo libico di Tobruk riconosciuto a livello internazionale e nonostante la loro richiesta di aiuto. Inoltre la nostra guardia costiera non è stata autorizzata a sparare agli scafisti, ma in alcuni casi si sono fatti comandare da loro per la restituzione delle imbarcazioni utilizzate per il trasporto dei disperati, perfino la guardia costiera greca è stata autorizzata in alcuni casi a sparare agli scafisti. Inoltre nella tratta ferroviaria Pisa-Roma molti venditori ambulanti salgono senza biglietto e protestando alla richiesta di esibizione del biglietto anche in modo violento, e chissà in quanti altre situazioni in Italia questo avviene. Rivolgendomi agl’italiani faccio a loro i migliori auguri, peggio di questo governo non si può andare.
dalicr@alice.it

Migranti/3.
A Belgrado accoglienza umana e civile
Egregio direttore,
in questi giorni importanti testate cartacee e online, quali ‘La Stampa’ e ‘Il Post’, si sono occupate della drammatica situazione di Belgrado. Ebbene, io e mio fratello Alexis siamo stati forse gli unici cremonesi ad essere in quella splendida e sventurata città le scorse giornate. Una nuova ondata di migranti, ad occhio a centinaia, hanno bussato; la comunità cittadina, già schiacciata da problemi economici non da poco, non trovando altra soluzione, li ha accolti in tende di fortuna nel parco di via Gavrilo Princip (quest’informazione non è riferita da alcuna testata, ci pare) con tanto di ambulatorio medico di fortuna. Possediamo documentazioni fotografiche dell’accaduto. Per noi l’accoglienza è un dovere, nonostante, è noto a tutti, procuri spesso grandi problemi organizzativi. A molti migranti, in gran parte provenienti dalla Siria, noi stessi abbiamo offerto da mangiare e da bere; proseguiranno il loro viaggio verso il nord-Europa dove già hanno le loro famiglie stabilite lì da anni. L’Ungheria non li ospiterà. Un saluto al Danubio, culla di civiltà.
Igor Paulinich
(Cremona)

Con Ipazia la Chiesa si comportò come oggi l’Isis
Signor direttore,
non tutti forse conoscono la storia di Ipazia, scenziata e filosofa. Il Serapeo, la biblioteca d’Alessandria d’Egitto, era nato per fare accedere la gente comune alla cultura. Questa biblioteca durò fino al 391 d.c. sino a quando Agostino, Cirillo, Ambrogio, Giovanni... l’esercito di vescovi cristiani sottomisero l’impero romano agonizzante. Era il natale del 390 d.C., data che avrebbe segnato il destino dell’umanità intera. La Chiesa non aveva più ostacoli davanti a sé... tranne quell’inguaribile sognatrice-scienziata pagana di Alessandria, Ipazia, che andava in mezzo alla gente, a insegnare l’uso della ragione, consigliando di non portare in chiesa oro o donazioni per curare un figlio malato, ma di andare da un medico. Il massacro d’Ipazia, che ebbe come mandante Cirillo vescovo di Alessandria servì anche da esempio: nessun allievo, infatti, ebbe il coraggio di lasciare una testimonianza. Chi tentò di farlo, scomparve. La biblioteca, I libri d’Ipazia e di tutta la Scuola alessandrina furono bruciati, la sua memoria cancellata. Ma Cirillo non pensò a distruggere le lettere di Sinesio di Cirene, testimonianza della vita d’Ipazia. Già a partire dall’anno 354, in molte parti dell’impero romano cristianizzato, avevano cominciato a bruciare le biblioteche a distruggere tutti i templi pagani ed ebrei - la religione cristiana non era tollerante - e andarono a distruggere il tempio più importante, quello di Serapide, che conteneva anche la biblioteca. I libri, la cultura spaventavano la chiesa cristiana tutte quelle scoperte scientifiche. Il popolo doveva restare ignorante e bigotto. Cirillo cercò di convincere Ipazia a convertirsi al cristianesimo ma lei naturalmente non ne volle sapere, era una persona libera, allora Cirillo la fece catturare da monaci assassini, guidati da un vescovo, Pietro il Lettore, che la trascinarono nel Cesareo, la chiesa cristiana, le cavarono gli occhi poi, con dei gusci d’ostrica acuminati, la fecero lentamente a pezzi che poi bruciarono in un letamaio. Ammazzando Ipazia si diede solo un colpo durissimo alla scienza e alla condizione della donna in generale (che la chiesa discriminava) . Ci sarebbero stati oltre mille anni di buio. Cirillo poco dopo fu fatto ‘dottore della Chiesa’ e tuttora è uno dei santi più venerati (il 27 giugno si festeggia un santo assassino) . La Chiesa ha frenato il cammino della conoscenza per oltre un millennio (tutto ricorda l’Isis attuale).
Alex Bello
(spazafdora@yahoo.it)

A Sant’Anna di Stazzema c’è chi può ancora testimoniare
Caro direttore,
riscontro la vessatoria lettera del solito, obiettivo, partigiano (di parte, già mai qualcosa di altro), saccente interprete delle vicende storiche. Vox clamantis in deserto definisce «a sua ragion sprovveduta» il mio intervento quale «maldestro», termine che meglio avrebbe fatto a proferire nei confronti di tale ‘suo nonno’. D’altronde gli acuti dell’impenitente Claudio sono e rimarranno sempre fuori dal coro. La verità, se la vuoi evincere, caro direttore, la devi attingere solo ed esclusivamente dal sito Il duce.net-la storia di un italiano che amò la sua patria. Peccato (per il Claudio) che il sottoscritto sia stato (e proprio ultimamente) in quel di Sant’Anna di Stazzema a rendere omaggio a quei 560 civili massacrati di cui 130 bambini, e poi donne, e poi anziani, indipendentemente dalle speculazioni di parte. Ed abbia colto al volo alcune significative testimonianze, peccato. Mi meravigliano le tue frasi, caro Claudio, quali: «... l’efferatezza del fatto non si discute. Commemorare le vittime innocenti della furia omicida di belve umane scatenatesi...». Ma di cosa stiamo parlando, amico mio nostalgico, disorientato e per di più stizzito? A tutto c’è limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù.
Giorgino Carnevali
(Cremona)
Marino/1.
Ha il cadreghino solo grazie al principino
Egregio direttore,
l’intervento ... provviRenziale. Se il sindaco Marino, da sempre latitante, conserva un cadreghino piuttosto traballante ringrazi il principino sì provvido e zelante d’imporre un secondino a fargli da badante.
Massimo Rizzi
(Cremona)
Marino/2.
Duetta con Alfano
Proprio una bella coppia
Gentile direttore,
il ministro della prefettura Alfano ultimamente si è collegato a doppio filo con Ignazio Marino. Sui due è possibile fare diversi commenti. Notizia fresca è che la prefettura si impegna a offrire prostitute ad immigrati (romeni ecc) anziché agli italiani. (...) Ignazio Marino, dal canto suo, è famoso per due iniziative ovvero quella di maritare gay in prefettura dimenticando e annichilendo i genitori con figli. Altra iniziativa del duo Alfano-Marino è quella di vietare il fumo di sigarette in certe zone dei parchi all’aperto. Questa ultima iniziativa indica il livello di questi due politici e di questo gruppo.
Silvio Pammelati
(Roma)

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