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15 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

17 Agosto 2015 - 16:25

Lettere al Direttore

IL CASO
Rendete irriconoscibili gli immigrati nelle foto
Gentile direttore,
vedo pubblicate sul sito del Suo giornale foto riguardanti le persone immigrate richiedenti protezione, presenti a Bozzolo. Nelle foto sono riconoscibili le persone con il rischio di esporre le stesse o i loro famigliari a ritorsioni, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Come prescritto nella Carta di Roma, adottata dall’Ordine dei Giornalisti, chiedo la massima tutela per i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed gli immigranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona. Inoltre, sempre la Carta di Roma spiega che «va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media».
Per le ragioni esposte chiedo:
- l’oscuramento di tutte le foto pubblicate sul web nelle pagine del Vostro giornale e nei suoi profili sui social network che possono portare al riconoscimento delle persone immigrate richiedenti protezione;
- di prestare una maggiore attenzione ne ll ’esposizione delle problematiche presenti nella Provincia di Mantova, ri- guardo le persone immigrate richieden- ti protezione;
- di coinvolgere preventivamente i me- diatori culturali-linguistici che seguono le persone immigrate richiedenti prote- zione, in modo tale che le stesse abbiano contezza delle dinamiche mediatiche.
Carlo Berini
(vice presidente, Articolo 3 Osservatorio sulle discriminazioni, Mantova)

In questo giornale si conoscono molto bene e si rispettano le regole della deontologia professionale. Nel caso specifico da lei citato, preciso che nessuna fotografia è stata ‘rubata’, ma che abbiamo agito in accordo sia con i migranti arrivati a Bozzolo che con i responsabili della struttura che li ospita, nella loro piena consapevolezza di quanto stavamo facendo.

LA POLEMICA
I sindaci ultima ruota del carro
Io propongo dimissioni di massa
Egregio direttore,
sul suo giornale il sindaco di Casale Antonio Grassi dopo aver illustrato in modo encomiabile lo stato delle cose, evidenzia ancora una volta quanto sia «difficile» e un po’ «folle» fare il sindaco oggi. Concordo, e tuttavia ritengo sia giunto il momento di «venirne fuori» almeno sui temi di maggior interesse tra quelli che lucidamente elenca. Come? La risposta non è semplice ma a volte aiuta ricordare un saggio modo di dire, sempre attuale: a mali estremi, estremi rimedi. Certo si potrebbe fare se i sindaci anziché procedere in ordine sparso fossero uniti. Cambiano le leggi, cambiano i governi ma i sindaci sono sempre l’ultima ruota del carro, non solo, vengono anche beffardamente umiliati come nel caso dei migranti a Chieve. Ebbene siccome le parole sono facili da dire e da scrivere, propongo nel mio piccolo una soluzione, non nuova in quanto l’avevo già proposta anni fa quando i sindaci prendevano frustate con il patto di stabilità, e cioè: dimissioni in massa. Pensi un po’ cosa sarebbe successo se i 1.400 sindaci lombardi si fossero dimessi tutti insieme, che frustata per i piani alti, da Bruxelles in giù, dove a qual punto qualcuno avrebbe sicuramente passato notti insonni, cosa peraltro che ai sindaci capita spesso. E pensi un po’ cosa accadrebbe ora, se si dimettessero per solidarietà tutti sindaci della ex Provincia di Cremona quando a un sindaco «impongono a sua insaputa» un certo numero di migranti. Ma cosa vuole mai noi sindaci in fondo in fondo siamo senza coraggio, di più, siamo come i polli di Renzo e cosi ai piani alti decidono quello che vogliono e se la ridono. Nel frattempo il solo staff di segreteria di un Senatore a vita costa 850.000,00 l’anno, mentre il sindaco di Torlino fa anche il postino e taglia l’erba senza percepire un euro.
Francesco Pedretti
(Soncino)

A Cremona tutti contro tutti: vige il codice stradale di Marte?
Egregio direttore,
mi permetto di scrivere una lettera sui comportamenti degli utenti stradali a Cremona. Stamattina dopo l’ennesimo episodio che mi ha coinvolto in via Dante, ho deciso di scrivere. Nelle lettere già pubblicate, si parla di inciviltà dei ciclisti che se la prendono con gli automobilisti, degli automobilisti con i ciclisti e via dicendo. Qui a Cremona, e non solo, comportamenti scorretti riguardano ormai tutte le categorie. Io sono ciclista, motociclista ed automobilista da 40 anni. Oggi si vedono ciclisti che viaggiano contromano, che si fiondano sulle strisce pedonali e te li ritrovi di botto sotto, che viaggiano tranquilli senza luci la sera e la notte, vediamo molti automobilisti che non sanno cosa sono le frecce direzionali e non le usano. Proprio stamattina (ma anche in altri giorni purtroppo) un idiota di automobilista che viaggiava nella corsia di sinistra di via Dante, d’improvviso ha deciso di svoltare a destra senza freccia verso il supermercato Italmark costringendo una 126 ad inchiodare, a me in moto, di spremere a fondo l’Abs, con la visione nello specchietto di un mezzo dell’impresa Beltrami che è riuscito a fermarsi a mezzo metro da me. Ps: devo dire che con una campagna di sensibilizzazione, il motociclista medio è molto migliorato, anche con l’ausilio e merito della tecnologia. Poi ho notato che la regola di viaggiare a destra per le auto, non esiste più. Sembra essere nel codice stradale di Marte. Tutti che viaggiano vicino alla mezzeria, e giù strombazzamenti! Infine le rotonde: si fa a gara, invece di dare precedenza, a fiondarsi dentro prima possibile, per far quello che Ligabue in una sua canzone canta con: «Tutti quanti vogliono viaggiare in... prima!». Le chiedo: quali soluzioni sarebbero utili per non precipitare nel caos di altre città, se manca il buonsenso?
Danilo Codazzi
(Cremona)

Un grande ‘Grazie ragazze’ da Splash della Pomì
Egregio direttore,
sono Splash il testimonial del main sponsor della V.B.C. Casalmaggiore, penso che qualcuno si ricordi del personaggio (vedi foto); seppur sfuggente devo ringraziare le ragazze Pomì del beach volley per lo scudetto e i trofei vinti nel tour delle varie spiagge guidate dai Misters Botti e Pini. Voglio ringraziare anche Mirka Bedogni per aver inviato al signor direttore l’intervista fattami, ed in seguito pubblicata, dove ho espresso lodi e ringraziamenti a tutti quelli che hanno vissuto questo incredibile scudetto indor 2015. Fino alla fine orza Pomì! Ciao e grazie a tutti da Splash
Roberto
(Viadana)

Un canto padano per quanti hanno perso la vita nel Po
Signor direttore,
la notte del 12 luglio la fine della fiera di Piazza Spagna, che come tutti gli anni ha offerto magnifici fuochi pirotecnici sul Po ed una suggestiva fila di lumini che pian piano se ne andavano con la corrente, mi ha fatto pensare che anche noi padani possiamo avere, come quelli delle montagne, un canto che ricordi tutti quelli che persero la vita nelle acque del Po. Il loro dice: «Dio del cielo, signore delle cime, un nostro amico hai chiesto alla montagna. Noi ti preghiamo: su nel Paradiso, lascialo andare per le sue montagne». Noi potremmo cantare: «Dio del cielo, che tutto in Sé riassume, un nostro amico hai chiesto a questo fiume. Su nell’infinito in cui tutto vive, lascialo andare lungo le sue rive».
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Per il ‘Festival della pipì’ spesi 750mila euro: che follia
Egregio direttore, non sono un esperto di arte, ma sentire parlare del ‘Festival della pisciata’ dal quotidiano telematico ‘Imola oggi’ mi ha incuriosito e ho sentito la necessità, se mi dà cortesemente spazio, di far conoscere anche ai suoi lettori quanto ho saputo, da quella fonte sullo spettacolo del «ballerino nudo con pisciata in vista» . Nella brochure del Festival è scritto «cerca di immaginare come potrebbe essere il mondo se il sistema di valori della società fosse appreso dalla danza e dalla coreografia». «Ma probabilmente», si scrive nell’articolo, «le mamme del comune di Santarcangelo non l’avevano letta prima di passare dalla piazza e così quell’opera d’arte è finita in consiglio comunale, facendo imbestialire la direttrice del Festival, Silvia Bottiroli, che, incredula di tanta insensibilità ha scritto «come non capire, quel corpo di danzatore che si fa fontana?». «Pipì finanziata dal Pidi» scrive il quotidiano, precisando che «l’iniziativa è costata euro 754.479,69 dei quali 110 messi dal ministro Franceschini, 300.000 dalla Regione, 128.700 dal Comune, 15.000 da una ignara Unione europea, 18.000 la provincia e altri comuni rossi della zona 26.500». Oggi il mondo è talmente variegato che non si ha mai finito di imparare, come ho scritto non sono esperto d’arte, ma sinceramente qualche perplessità che quella sia arte mi è rimasta, penso invece che il fondo del baratro l’abbiamo già passato, stiamo andando verso il sottofondo. Cosa ne penserà qualche esperto?
Giampietro Masseroni
(Pescarolo)

Migranti/1.
Bordo in campo con fasce tricolori ‘accoglienti’?
Egregio direttore, non c’è bisogno di tanto clamore per l’estemporanea interrogazione presentata dal ‘selino’ On.le Franco Bordo al ministro dell’Interno riguardante, tra l’altro, il presunto abuso dei sindaci ad indossare la fascia tricolore durante la nota manifestazione di venerdì 7 agosto contraria all’accoglienza dei profughi senza regole. Sarebbe interessante invece sapere se, a parti invertite, il suddetto avrebbe agito allo stesso modo, ovvero, se fossero stati i sindaci ‘accoglienti’, bardati di fascia tricolore, a recare al prefetto la loro incondizionata adesione all’invito all’accoglienza. Un riscontro obbiettivo fugherebbe qualsiasi dubbio in merito.
Nanni Papadia
(Cremona)

Migranti/2.
Il dibattito è serio solo se nel rispetto di tutti
Egregio direttore,
si vede che il signor Galletti ama fare dell’umorismo che però rasenta la presa per il naso, perché dopo che le buone menti a cui appartiene ci hanno orgogliosamente riempito la città di immigrati infischiandosene altamente del nostro parere, non informandoci sulla loro identità, sulle loro reali intenzioni, fornendo risposte vaghe e confuse al limite del ridicolo, quando non lasciavano il posto alla reticenza, in merito ai numerosi blitz delle forze dell’ordine alla Casa dell’accoglienza etc..., ebbene ora questo signore vuol farsi promotore sulle pagine del suo giornale di un «dibattito serio» sull’accoglienza. Serio se, però, rispetta «i suoi presupposti» (altra ridicolaggine) è serio se rispetta innanzitutto la libertà di pensiero! Allora signor Galletti, ci faccia il piacere lei e i suoi soci non pensate di averci preso un po’ troppo per i fondelli? C’è un limite all’abuso della popolazione locale. Tra l’altro, per essere serio un dibattito è necessario non solo che sia trattata con serio rispetto la popolazione locale, cosa che non è stata fatta per niente, ma che si dicano cose serie e soprattutto vere. E vere non sono diverse sue affermazioni, quale quella, ad esempio, che ci troviamo di fronte a «persone naufragate». A parte il detto «chi è causa del proprio male...», tuttavia naufragate lo sono una minoranza di persone, per la maggioranza si tratta di persone trasbordate, sin quasi dalle coste libiche. (...). Se la gente ha sempre più paura o diffidenza è solo per colpa vostra, perché ci avete riempito il paese di gente, sconosciuta, che potrebbe perciò avere le peggiori intenzioni.
Stefano Araldi
(Cremona)

Come Moro, Renzi vittima del compromesso storico
Egregio direttore,
nefasti ricorsi storici. Nonostante la tragica fine di Aldo Moro (eliminato dalle Br nel maggio del 1978) fautore di quel compromesso storico tra la Democrazia cristiana e il partito comunista italiano tanto inviso all’estrema sinistra, Matteo Renzi non ha resistito alla tentazione di riprovarci convinto di potercela fare. Atto di presunzione che la fronda del Pd sta mettendo a dura prova tanto da suggerirgli l’inversione di marcia per non scomparire.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Incontro italo-francese sulla sclerosi: grazie a tutti
Egregio direttore,
la Sezione Aism di Cremona ha il piacere di ringraziare coloro che hanno reso possibile l’incontro a Cremona, domenica 9 Agosto, dei cinque membri dell’Associazione francese Nikaia Solex che in sella ai loro mitici Velosolex stanno percorrendo mezza Europa, da Nizza all’Ungheria, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso i media, sulle problematiche della sclerosi multipla. In particolare si ringrazia il sindaco Gianluca Galimberti per la disponibilità e la simpatica accoglienza; l’emittente locale Cremona1 che ha dato spazio all’evento con riprese televisive e interviste, il quotidiano ‘La Provincia’ che con brevi articoli ha preannunciato l’evento. Si ringraziano altresì le persone con sclerosi multipla e i volontari della sezione che hanno partecipato alla cena conviviale con i nuovi amici francesi.
Associazione Italiana Sclerosi Multipla, sezione di Cremona

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