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14 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

14 Agosto 2015 - 14:46

IL CASO
A quell’incrocio incidenti nella media
Egregio direttore
le chiedo ospitalità per rispondere alla lettera del signor Giorgio Tomasoni (rubrica ‘Il Caso’ dell’8 agosto) che ringrazio per l’attenzione che riserva alle problematiche di sicurezza stradale. L’incidentalità che caratterizza l’intersezione tra le vie Del Giordano ed Altobello Melone è ovviamente conosciuta dal nostro servizio di infortunistica stradale, sia riguardo ai dati numerici dei sinistri per anno, che ai fattori comportamentali degli utenti che li hanno cagionati. Quest’ultimo elemento, che attiene evidentemente alla cultura della sicurezza stradale degli automobilisti in genere, è quello a cui ascrivere la quasi totalità dei sinistri nel nostro paese. In effetti la maggior parte dei sinistri dell’intersezione di cui parliamo avvengono poiché uno dei conducenti transita malgrado il semaforo proietti la segnalazione semaforica di luce rossa. L’intersezione, negli ultimi 10 anni (periodo 2005/2014), è stata teatro di 17 sinistri di cui 8 senza feriti e 9 con feriti lievi) e la statistica, appunto, ci porta ad affermare che non stiamo parlando di centinaia di sinistri come riferito dal signor Tomasoni; peraltro nella realtà si tratta di dati sostanzialmente sovrapponibili ad altre intersezioni stradali semaforizzate della città. Riporto a titolo di puro esempio i dati di sinistrosità delle due intersezioni Giordano/Pagliari e Giordano/Belvedere (che precedono e seguono l’intersezione in esame) le quali sono state rispettivamente teatro di 13 e di 10 sinistri nello stesso periodo di osservazione decennale. Considerato quindi che l’intersezione Giordano/Melone, dati statistici alla mano, presenta dati di sinistrosità nella normalità, si tratta di capire quanto sia opportuno effettuare una scelta di regolamentazione della viabilità come quella proposta dal signor Tomasoni dal momento che tale soluzione, che comporterebbe l’eliminazione di una delle due corsie del tratto canalizzato di via Altobello Melone, determinerebbe, gioco forza, ricadute negative sulla fluidità della circolazione, con tempi di attesa che, per alcuni utenti, potrebbero essere doppi rispetto agli attuali. Si consideri che la fluidità della circolazione, oltre alla sicurezza, rappresenta uno degli obiettivi che le norme del Codice della strada si propongono di tutelare. Ripromettendomi di effettuare comunque un approfondimento della situazione viabilistica dell’intersezione, con il dirigente del Settore mobilità e traffico del Comune di Cremona, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
Pierluigi Sforza
(comandante polizia locale del Comune di Cremona)

La ringrazio per questa sua precisazione e per l’impegno a prendere in carico la questione.

L’INTERVENTO
Super redditi dei sindacalsisti Cisl
Togliere di mezzo le mele marce

Ho letto dei redditi di alcuni dirigenti nazionali della Cisl, ho visto programmi che sulla Cisl hanno sparato a zero. Accuse pesanti all’organizzazione senza prestare attenzione sui distinguo del caso, al muro il brutto e cattivo. Per me il punto di partenza è un altro: la Cisl, come tutte le organizzazioni è fatta di persone che determinano situazioni ed azioni. Purtroppo, a volte, qualcuno esce dai principi e dai valori che caratterizzano la Cisl e deve essere allontanato perché manca di rispetto nei confronti degli iscritti e della Cisl stessa. Provo profonda vergogna per quanto fatto da Bonanni perché è eticamente da condannare, irrispettoso nei confronto degli iscritti Cisl e dei lavoratori e pensionati che credono nel sindacato. È eticamente scorretto pensare ai propri interessi personali quando i veri sindacalisti ogni giorno sono in prima linea ad evitare licenziamenti, a confrontarsi con chi non ce la fa più e si è visto spostare in avanti il termine per la pensione, a discutere rinnovi contrattuali nazionali e non, perché solo con i risultati e non con le parole si fa il bene della gente che si ha l’onore di rappresentare. Ora si grida a un nuovo scandalo relativo ai redditi alti. Ebbene, sia appurato tutto. Le mele marce devono essere tolte di mezzo e gli uomini eticamente onesti devono prendere in mano la situazione. I valori della Cisl non si discutono e la trasparenza e la lealtà devono essere i propulsori che uniti a competenze capacità, passione e meritocrazia portano a definire i veri capisaldi del sindacalista cislino. Non guardo fuori, ma guardo in casa mia... e ne vado fiero. Gli iscritti sono pienamente rispettati, tutto è a posto. Ho collaboratori che rinunciano all’aumento dei propri stipendi ai rimborsi pasto perché il bilancio deve quadrare e per un senso di responsabilità vero verso chi mensilmente ci dà i soldi con cui pagare le nostre retribuzioni e fare sindacato vero. Gli iscritti devono essere rispettati a tutti i livelli a partire dal livello territoriale. La Cisl è e dovrà continuare ad essere così: pulita, degli iscritti che con la loro libera decisione di associarsi ci danno la possibilità di continuare a svolgere la nostra missione. Una missione che porta a lavorare con una media giornaliera di 12 ore dal lunedì al venerdì. La Cisl dei Pastore dei Macario dei Carniti dei Caprioli dei Pezzotta ha lasciato un segno indelebile per valori e per capacità e nessuno deve permettersi di infangare. Fino in fondo in prima persona, in qualità di segretario generale dei metalmeccanici dell'asse del Po mi impegnerò per la verità così come sempre ho fatto grazie al sostegno dei miei delegati dei miei operatori e di tutti coloro che vedono la Cisl come approdo di prospettiva e fonte di innovazione. Se ci saranno persone che hanno sbagliato saranno da mandare a casa senza se e senza ma. Mi congedo domandando scusa a tutti gli iscritti che si sentono traditi rasserenandoli sul fatto che molti Cislini fanno il loro dovere e il tempo sarà garante della forza ,dell'imparzialità e della capacità di risultati, dell'impegno, della passione e della missione che viviamo I veri sindacalisti sono al servizio degli scritti per farli crescere e per essere insieme a loro protagonisti attivi del loro futuro.
Omar Cattaneo
(segretario generale Fim Cisl Asse del Po)

Egregio direttore,
lo scandalo, emerso dalla denuncia pubblica del sindacalista veneto Fausto Scandala che ha dichiarato, che i massimi vertici sindacali guadagnano oltre 250.000 euro all’anno, ed in alcuni casi sfiorano i 300.000 euro, naturalmente a seguito di queste dichiarazioni il sindacalista veneto Fausto Scandala è stato espulso. Tali dichiarazioni hanno messo a dura prova la credibilità della triplice sindacale che gestiscono complessivamente tra lavoratori e pensionati oltre 14 milione milioni di iscritti. Quello che sconcerta è il fatto che molti di questi super dirigenti sono in pensione e cumulano la pensione con le favolose retribuzioni percepite tramite l’incarico negli enti pubblici vari, nonostante la legge parli chiaro, specificando che i pensionati possono ricoprire incarichi pubblici ma a titolo gratuito, devo presumere che probabilmente il sindacato non è soggetto come i comuni mortali al rispetto delle leggi Italiane. A mio parere espellere il sindacalista è stato un atto di protervia ingiustificabile, la Cisl ha invocato la privacy ma proprio la legge sulla trasparenza prevede che gli stipendi dei sindacalisti, dirigenti dello stato, parlamentari ecc siano resi pubblici, In fondo il sindacalista ha detto semplicemente la verità. Tutti ricorderanno lo scandalo dello stipendio dell’ex segretario Andrea Bonanni (336mila euro all’anno). Che fu costretto a dimettersi. In ogni caso vedrete che nei prossimi giorni i vertici sindacati di Cisl, Uil e Cgil si arrampicheranno sugli specchi ed affermeranno che le loro paghe sono di ‘soli 5.200 euro netti al mese’ e se arrivano alle cifre descritte dal sindacalista ribelle, è dovuto al fatto che loro (poveri cristi) se guadagnano tantissimo è dovuto ai loro molteplici incarichi, che ricoprono nei vari enti. Purtroppo questo è uno dei tanti esempi di come moltissimi Italiani che ricoprono importanti cariche pubbliche o sindacali guadagnano moltissimi soldi sulla pelle della povera gente.
Elia Sciacca
(Cremona)

Museo del Po e maxi multa
La legge parla chiaro
Signor direttore,
leggo con disappunto dell’esorbitante multa comminata al Comune di Motta, causa la mancata richiesta di una licenza per il museo del Po. Pur augurandomi l’esito positivo del ricorso, non posso però nutrire la stessa ottimistica speranza del sindaco in quanto la legge all’articolo 2 è piuttosto chiara: «Ai fini del presente decreto per giardino zoologico si intende qualsiasi struttura pubblica o privata, avente carattere permanente e territorialmente stabile, aperta ed amministrata per il pubblico almeno sette giorni all’anno, che esponga e mantenga animali vivi di specie selvatiche, anche nate ed allevate in cattività». Che sia dunque un giardino zoologico è fuori di dubbio. Piuttosto cercherei di capire se il museo possa rientrare in uno degli ambiti delle esclusioni, ovvero: «Sono escluse dal campo di applicazione del presente decreto i circhi, i negozi di animali, le strutture dedite alla cura della fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, e le strutture che detengono animali appartenenti a specie delle classi Aves e Mammalia allevate nel territorio nazionale per fini zootecnici ed agroalimentari. Sono, altresì, escluse le strutture di natura scientifica che detengono animali a scopo di ricerca, autorizzate ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116».
Giulio Bottini
(Cremona)

Elicicoltura cremonese tra ricordi e rimpianto
Signor direttore,
indimenticabili i successi dell’elicicoltura lombarda con sede ‘regionale’ a Cremona negli anni 10964-1985. Attività che ha lasciato un’impronta regionale. Purtroppo, cessata per ragioni climatiche e riproduttive. Sono rimasto solo i ricordi, come si può riscontrare nella foto allegata. (...) E’ rimasto solo il rimpianto, peccato.
Egisto Antoniotti
(Cremona)

Migranti/1.
Aiutarli a casa loro
Se non è possibile, accoglierli
Gentilissimo direttore,
è proprio vero che l’ignoranza non ha limiti e che è la causa di tutti i mali. Papa Francesco si è permesso, udite udite, di pronunciare una frase senza dubbio forte ma adeguata. Ci ha ricordato che i migranti sono persone e non oggetti. «Respingere un migrante che fugge dalla guerra è un atto di guerra». Mi chiedo infatti cosa potrebbe essere di diverso se non un atto di guerra nei confronti di coloro che ne fuggono. I nostri ignoranti non hanno capito che le poche migliaia di migranti in arrivo sono ben poca cosa di fronte alla migrazione futura, favorita, a mio parere, da Paesi che vogliono impossessarsi dell’Africa, possibilmente senza Africani. Se vogliamo evitare la catastrofe planetaria, le società opulente dovranno cominciare a rinunciare al benessere di cui hanno goduto finora per aiutare quelle popolazioni sfortunate là nella loro terra, ovviamente quando esistono le condizioni. Dove queste condizioni non esistono, è dovere delle società occidentali crearle rinunciando, per cominciare, a fornire le armi.
Licio D’Avossa
(Cremona)

Migranti/2.
L’esodo finirà con la fine delle guerre in Africa
Signor direttore,
l’emigrazione forzata dal Nord Africa terminerà quando cesseranno le guerre in corso. L’ha confermato anche papa Francesco. Credo che l’Onu possa essere lo strumento per riordinare e condurre alla pace i contendenti, ed i popoli che ora fuggono dalla proprie abitazioni, dalle loro nazioni distrutte, potranno ritornare in quei luoghi che li hanno visto nascere. Occorre avere la volontà di impegnarsi a tal fine. Alcuni politici italiani ed europei cavalcano la tigre dell’intolleranza, che va bene al loro successo politico. Ma in questo modo la situazione attuale non muterà.
Franco Frigerio
(Cernobbio, Co)

I ‘ladri di tasse’ sono una lobby
E il sistema li protegge
Signor direttore,
l’evasione è il cancro della nostra economia, il fisco conosce per nome e cognome tutti coloro che non pagano le tasse scavando ogni anno un buco di 180 miliardi nel bilancio dello Stato. Con i dati di cui dispone potrebbe stanarli subito, costringendoli a restituire quanto hanno rubato alla comunità. E sarebbe così in grado di abbassare la pressione fiscale sui contribuenti onesti. Basta passare in rassegna le leggi che dovrebbero combatterla per capire che la lotta è un fenomeno senza guali in altri paesi, in Italia è solo una farsa. Il sistema è congegnato proprio per consentire ai contribuenti infedeli di non rischiare nulla. Perché i ladri di tasse sono anche elettori e votino compatti come nessuna altra categoria, perciò sono protetti da una potentissima lobby politica.
Ermanno Bernardi
(Casalmaggiore)

Farmacia a Costa S. Abramo
Noi anziani grati per l’apertura
Signor direttore,
le chiedo poco spazio solo per ringraziare le persone che si sono prestate per l’apertura della farmacia di Costa Sant’Abramo, necessaria per noi anziani (io ho 87 anni). Finalmente nel mese di aprile siamo stati accontentati. Grazie a tutti e alla farmacista dottoressa Chiara, che ci accoglie sempre sorridente e ci consiglia.
Eugenia con P.
(Costa Sant’Abramo)

Lavoro, zero nuovi posti ma molta disinformazione
Signor direttore,
il governo sta mettendo in atto da mesi una gravissima campagna di disinformazione sulle condizioni del mondo del lavoro. A ogni occasione utile, quando escono i dati Istat o Inps, si impegna a capovolgere la realtà. Dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti (7 marzo 2015), i datori di lavoro hanno portato avanti una massiccia conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, proprio perché assicurati dalla estrema facilità di licenziamento che garantisce la riforma del mondo del lavoro. Nei primi 3 anni, infatti, i datori di lavoro potranno disfarsi dei lavoratori adducendo motivazioni economiche ed erogando loro l’equivalente monetario di 2 mensilità per ogni anno di servizio, anche se il licenziamento è dichiarato illegittimo dal giudice. Si legalizza in pratica il licenziamento arbitrario, in cambio di un tozzo di pane. Si profila così una gigantesca operazione ‘usa e getta’ che vedrà coinvolti nei prossimi anni i nuovi assunti. L’Istat ha già messo una pietra tombale sulla propaganda governativa: a giugno la disoccupazione è tornata al 12,7% e gli occupati sono in calo anche rispetto al giugno dell’anno scorso (...).
Roberto Bonezzi
(Cremona)

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