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25 luglio

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

25 Luglio 2015 - 13:47

Lettere al direttore

IL CASO
La Ztl "allargata" non mi piace proprio
Egregio direttore,
esprimo la mia opinione che può restare benissimo tra me e lei che è l’unica persona che dà voce e ascolta i cittadini e pertanto anche gli sfoghi. Dunque l’annunciato allargamento della Ztl non mi piace per niente. Prima di tutto non ho ancora capito (forse neppure gli addetti ai lavori) che modello di città si vuole ottenere. Allora, se si vuole rigenerare il centro con attività diverse (vale a dire non solo bar, tramezzerie, ecc) bisognerebbe aiutare gli imprenditori che volessero riaprire questi negozi tutt’ora chiusi partendo per esempio dal far pagare meno tasse ai proprietari dei negozi e ottenere una riduzione degli affitti; aggiungere qualche agevolazione, sempre riguardo i costi gestionali, per almeno i primi 2/3 anni dall’inizio attività e lasciare aperti i varchi per dar modo agli acquirenti di raggiungere comodamente i negozi senza portarsi le borsa della spesa per km (non si va sempre dal gioielliere e si esce con lo scatolino in tasca) e questo dovrebbe rimanere tutto l’anno perché mi sembra bello pensare ‘andiamo a far spesa in centro’ altrimenti si favoriscono solo i centri commerciali (parcheggio gratis, caldo d’inverno, fresco d’estate). In questo modo secondo me si potrebbe anche constatare se l’ostacolo di questo degrado sia dovuto alla viabilità, ai costi, alle tasse troppo alte oppure all’immobilità dei commercianti (come dire la possibilità di lavorare te l’ho data tocca a te darti una mossa). Se non si danno punti di riferimento per un commercio chiamiamolo vivace cosa viene a fare uno a Cremona è a spasso per vedere vetrine buie e impolverate? Dopo di che mettiamo in sicurezza la zona pedonale esistente. Ci sono edifici pericolanti (Via Radaelli in Piazza Lodi edificio di proprietà del Comune transennato non so da quanto tempo dove esiste il cartello di divieto di transito perfino ai pedoni); marciapiedi e strade dissestate che ormai conosciamo tutti e tutti ci lamentiamo, perché allora non dare priorità a questi interventi prima di ‘allargare’? Se invece si vuole una città ‘morta’ di giorno e ‘viva’ di notte (come se ne sentissimo ulteriore bisogno) mettiamo pure i varchi aperti di sera, ma chi gira di notte? Non certo la famiglia con bambini come vogliono farci credere perché non è sempre estate e neppure quelli che vogliono fare acquisti sapendo che i negozi sono chiusi (salvo in eventi particolari) . E allora dove sta la convenienza? Le varie attività per sopravvivere devono lavorare tutti i giorni e non solo certe categorie. Purtroppo questa crisi che tocca tutti i settori non aiuta molto, ma almeno mettiamoci la buona volontà a far si che anche il cittadino o meglio il contribuente si senta coinvolto in qualcosa di costruttivo, che rimanga nel tempo perché nel ‘qualcosa bisogna pur fare’ ci sono cose sensate e cose insensate altrimenti per il centro non rimangono altro che mercati ‘marocchini’, bancarelle di ogni genere e marciapiedi da pulire da ogni schifezza. Mi perdoni lo sfogo.
Mirella Magnani
(Cremona)

Ieri (venerdì 24 luglio) in commissione, il Comune ha aperto alla possibilità di accesso al corridoio che collega via Manzoni e piazza Roma con via Verdi con limitazioni orarie. Mi auguro che si trovi un accordo che soddisfi tutti.

LA POLEMICA
Minacciato da uno zingaro in auto
Fanno i padroni, sono loro i razzisti
Egregio direttore,
ieri mio malgrado sono stato protagonista di un fatto molto sgradevole qui a Crema dove abito: provenendo da Piazza Rimembranze, percorrevo il tratto iniziale di Viale Santa Maria e mi sono portato sulla corsia di sinistra per girare in Via Stazione e, al momento di svoltare, una vettura che si trovava sulla corsia di destra, mi ha superato a gran velocità sulla destra per poi girare a sinistra tagliandomi la strada e costringendomi a frenare di colpo per evitare uno scontro. Al mio colpo di clacson, il guidatore si è sporto dal finestrino insultando e minacciando col pugno teso. Sono rimasto allibito, ma poi, vedendo che era un giovanotto dai tratti somatici inequivocabilmente da zingaro e la targa della Bulgaria ho capito molte cose. Ho capito che i veri razzisti non siamo noi, ma loro che ci considerano un popolo di gonzi che può impunemente essere insultato, minacciato e usato a proprio piacimento. Qualcuno poi si sorprende che quest’etnia sia la meno amata dagli italiani. Quello che non ho mai capito è dove siano finiti i controlli sulle nostre strade urbane. Capisco che con questo clima torrido i nostri bravi vigili preferiscano starsene in ufficio a godersi l’aria condizionata, ma lo vedono tutti che, anche quando il clima è più mite, la vigilanza è pressoché inesistente. Così il degrado prende sempre più possesso delle nostre strade che diventano una giungla dove comandano i barbari e i prepotenti, ma questo è sotto gli occhi di tutti tranne che dei nostri amministratori presi da problemi di ben altra gravità. Ma in fondo perché lamentarsi? A questo mondo non si può avere tutto. È di qualche settimana fa la grande notizia che anche Crema ha il suo bravo registro delle unioni civili che riguarda anche le omocoppie. Ecco, questa è una gran conquista di civiltà di cui si sentiva veramente la mancanza. Non importa se sulle strade bisognerà farla a coltellate per far valere i propri diritti scivolando lentamente nel terzo mondo, ma, almeno in questo campo, potremo finalmente considerarci parte dell’Europa. Preciso che non ho mai votato né per la Lega né per partiti di destra, ma comprendo come molti cittadini possano sentirsi meglio tutelati da queste formazioni piuttosto che dalle solite tiritere demagogiche e buoniste. Molto a malincuore le chiedo di omettere il mio nome, ma conoscendo la mentalità e gli stili di vita dell’etnia cui appartiene il galantuomo con cui ho rischiato di scontrarmi, e sapendo che in questi mesi molti appartamenti in diversi quartieri della città hanno avuto l’onore di una loro visita notturna, non vorrei essere inserito nella loro lista d’attesa.
M. C.
(Crema)

Il contenitore da 7 litri è poco visibile, meglio quello da 25 litri
Egregio direttore,
in merito alla lettera siglata S. C., pubblicata giovedì 23 luglio, si precisa che il gestore, attraverso i suoi tecnici, sempre molto puntuali e precisi, ha già provveduto a contattare direttamente la persona interessata. In particolare, informazione che può essere utile a tutti cittadini, il gestore spiega che, per quanto riguarda lo svuotamento del contenitore piccolo e grande dell’umido, la richiesta è di esporre il contenitore da 25 litri e non quello da 7 litri. La motivazione è che il contenitore da 7 litri è meno visibile da parte dell’operatore, soprattutto se viene esposto unitamente a qualche altro sacco/contenitore. Il contenitore da 25 litri permette invece all’peratore di svolgere meglio il proprio compito, dovendone svuotare centinaia nel suo turno di lavoro. Infine, avendo a disposizione due contenitori, quello più piccolo è da utilizzare esclusivamente all'interno.
Ufficio Stampa
(Comune di Cremona)

Mai una multa in 26 anni e ora via 9 punti dalla patente
Egregio direttore,
sono titolare della patente di guida da ventisei anni e, sino a un mese fa, non ero mai incorso in nessuna infrazione. Nelle ultime tre settimane però sono diventato un pirata della strada avendo percorso, per emergenze varie e solitamente nelle ore notturne, a una velocità media di 80 km/h, la nuova strada Paullese nei pressi di Crema. Risultato: ad oggi ho donato alla patria del tortello circa 800 euro e perso 9 punti della patente. Ho torto, lo so; ma, se a me manca la ragione, ad altri credo manchi il buon senso...
Gianluigi Bresciani
(Milano)

Accertarne la provenienza e rispedire i migranti a casa
Egregio direttore,
come salvare capra e cavoli. Per sedare le rivolte dei cittadini contro l’irrefrenabile flusso di migranti non c’è che un rimedio: accertarne la provenienza e, fatta eccezione per i rifugiati, riportarli a casa con ogni mezzo. (...)
P. F. Mari
(Cremona)

Ma non parliamo di razzismo
La gente è solo esasperata
Egregio direttore,
la gente non è particolarmente cattiva o razzista a parte qualche immancabile frangia estrema. È solo esasperata dalla crisi e dalla gestione scomposta e disorganizzata con cui si affronta il problema dell’immigrazione. Semplicemente capisce che non c'è nessun beneficio (se non per associazioni mafiose o coop di vario genere) dietro questa immigrazione selvaggia fatta sì di migranti, ma soprattutto di clandestini e spesso da individui pronti ad immolarsi nel nome di una guerra Santa. Chissà poi come una guerra può definirsi Santa! Ora i cittadini non possono più esprimere il concetto di essere stanchi della situazione venutasi a creare da anni di sbarchi, che vengono immediatamente tacciati di razzismo. Stati come il Canada, la Svizzera, l’Australia e altri nel mondo hanno regole molto rigide sull’immigrazione, ma non per questo vengono considerati razzisti. Si può immigrare solo dimostrando di avere un lavoro, o nel caso non ci fosse viene emesso un permesso temporaneo (ripeto temporaneo) per cercarlo. Nel caso della Svizzera, si riceve un permesso temporaneo se una persona, amico/parente che sia, garantisce per te, firma un impegno ufficiale a mantenerti e darti una casa nel tempo in cui impieghi per regolarizzare la tua posizione. Darsi delle regole ferree non vuol dire essere razzisti, vuol dire fare le cose per bene. L’Europa ci snobba e non vuole partecipare alle quote di assegnazione? Bene d’ora in poi faremo da soli, riporteremo nelle proprie terre di origine tutti quei malcapitati che tentano di arrivare sulle nostre coste. (...)
Gabriele Ronda
(Cremona)

Via le tasse sulla casa dal 2016
Ma chi ci crede al ballista Renzi
Egregio direttore,
fidarsi è bene, non fidarsi meglio. L’annuncio del premier: «Via il prelievo sulla prima casa nel 2016» (alla cui fine mancano oltre 17 mesi...). Sarà la solita promessa di marinaio? Fatte le scarpe a Letta e rottamato il Nazareno chi crede a quel codino ballista sopraffino?
M. R.
(Cremona)

Inceneritore, è arrivato il tempo per un altro referendum
Egregio direttore,
su alcuni siti on line viene dichiarato che il referendum consultivo del 1994 inerente alla localizzazione del l’inceneritore non venne preso in considerazione in quanto non si raggiunse il quorum previsto della legge ossia il 50% +1 dei voti. Mi sia permesso precisare, essendo stato insieme ad Agostino Melega e al compianto Bruno Poli uno dei tre promotori per la raccolta firme, che ciò non corrisponde al vero. Gradirei rammentare ai suoi lettori quello che successe realmente il 18 giugno 1994, alla consultazione referendaria, ben 35.828 cremonesi si recarono alle urne, pari al 55,8% degli aventi diritto. Il risultato fu inequivocabile: il 58% dei votanti disse «sì» all’abrogazione della delibera comunale riguardante la localizzazione dell’inceneritore, ma la giunta se ne infischiò della volontà popolare, costruì l’inceneritore e dopo alcuni anni per punire gli elettori che si erano permessi di votare contro la localizzazione dell’inceneritore, ne costruì un altro. Condivido l’iniziativa del deputato Toninelli in accordo con i 5 Stelle cremonesi di chiedere al sindaco, visto le spaccature insanabili della sua maggioranza, di dare la parola ai cittadini per un referendum popolare consultivo come previsto dall'art. 23 dello Statuto di Cremona.
Elia Sciacca
(Cremona)

Il vero passo avanti sarebbe il taglio delle imposte locali
Caro direttore,
in questi giorni in tutti i consigli comunali della provincia si stanno discutendo i bilanci preventivi per il 2016. Non solo, vengono fissate le aliquote per le imposte e le tasse, ovvero, Irpef, Imu, Tasi, Tarsu, ecc ma si decidono spesso linee economiche che vincolano per anni gli enti. Come cittadino in primis, e come consigliere comunale di Bonemerse, ho capito che la nostra economia nazionale e provinciale ha una forte urgenza: la liberazione delle forze economiche dai balzelli imposti da enti e Stato. Spero che la maggior parte delle giunte e dei consigli comunali ci permettano di fare un grande balzo in avanti: tagliare le imposte. Partendo dall’Irpef. Risparmiamo su tutto, ma ridiamo al cittadino la propria libertà. Si tratta infatti di libertà, il poter gestire il proprio reddito, ma anche di futuro, perché cosi rilanceremo i consumi e tutto il sistema economico. Libereremo una grande energia! Questo rinnovamento deve partire dal basso, dai comuni, dalle Unioni e dai bilanci che saranno votati tra pochi giorni.
Angelo Garioni
(Bonemerse)

L’A.P.S. non può essere luogo di ritrovo per la preghiera
Egregio direttore,
con un po’ di ritardo un nostro commento all’articolo apparso sul vostro giornale il 29 giugno. L’interpellanza presentata da Città di Soresina e discussa in Consiglio Comunale, trova finalmente condivisione da parte di altre forze politiche soresinesi. Fa piacere notare che si concordi che l’A.P.S., una associazione culturale senza scopo di lucro, nella cui sede sono autorizzate attività di promozione sociale, non può essere un luogo di ritrovo per la preghiera, ancor più se non è occasionale, ma programmata e sopratutto non rispettosa delle regole vigenti. Ribadiamo quanto esposto e discusso in consiglio comunale: noi non vogliamo la chiusura del sito, ma solo il rispetto delle regole e della legge?
Mauro Busnelli
(presidente dell’Associazione Città di Soresina)

Ciclabile del Po, manutenzione e sfalcio spettano all’Aipo
Egregio direttore,
leggo la lettera ‘La ciclabile del Po è una giungla’ pubblicata in data 23 luglio e in proposito, in qualità di amministratore del Comune di Gerre de’ Caprioli, intendo informare che la manutenzione, nonché lo sfalcio dell’erba, lungo la pista ciclo pedonale del Po, coincidente con l’argine maestro, è di competenza dell'Agenzia interregionale del Po (Aipo). Inoltre secondo i piani di intervento impostati a inizio anno, tra il Comune e l’Agenzia, la stessa aveva garantito l’impegno a mantenere puliti gli argini di competenza. Tanto premesso e preso atto della segnalazione del lettore il Comune di Gerre de’ Caprioli si farà in ogni caso parte attiva verso Aipo. Kendra Barbotta
(assessore Ambiente Comune di Gerre de’ Caprioli)

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