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24 luglio

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

24 Luglio 2015 - 12:50

Lettere al direttore

IL CASO
S. Felice, cavalcavia
E’ una vergogna!
Egregio direttore,
mi permetta lo sfogo in merito al tanto contestato cavalcavia di San Felice. Noi non lo volevamo, ma l'ottusità politica ci ha costretti a subirlo, abbiamo sempre sostenuto che è un'opera inutile, ma niente lo si è voluto costruire lo stesso!! La vecchia strada chiusa un mese, poi due, poi... da tempo il cavalcavia è finito, ma rimane chiuso! La vecchia strada anche! E noi cittadini costretti a giri infiniti su strade strette! Se il cavalcavia non si può aprire, almeno si abbia la decenza di riaprire la vecchia strada!
Maurizio Giannetto
(Cremona)
Egregio direttore,
colgo l’occasione per rivolgermi al nostro primo cittadino (...). L’unico rammarico è che abito a San Felice in via Casella, per godere del mio centro storico da più di due mesi devo fare via Mantova, sempre più trafficata di camion, che superano di gran lunga la velocità massima prevista dalla legge. Ma fosse solo per il mio tempo libero e per quello della mia famiglia, pace, ma per il lavoro, scuola, spesa? Per tutto non posso fare quel bellissimo cavalcavia finito, direi tra tre settimane. Sono sincera, una costruzione nuova e inutilizzata mi fa un po' impressione passandoci vicino. Mi da un senso di ‘Striscia la notizia’ quando fa vedere i lavori interrotti e dimenticati, però un conto è vederli in televisione un altro è vederlo sotto casa e pensare quanto tempo potrei risparmiare e quanto pericolo potrei evitare. (...).
Carla Fortini
(carlafortini@virgilio.it)

E’ vero, il contestato cavalcavia è pronto. Sull’apertura, il direttore dei lavori pubblici del Comune, Marco Pagliarini, dice: «Quando l’amministrazione comunale deciderà, noi procederemo. I tempi li indica appunto la giunta».

LA POLEMICA
Via Dante e dintorni, che disastro
Zone abbandonate dal Comune
Signor direttore, ci sono notizie, forse non particolarmente importanti per il resto dell’umanità, che restano nella memoria esclusivamente per gli effetti positivi che potrebbero avere sulla nostra esistenza. A me pare di ricordare che, ormai parecchio tempo fa, il giornale da lei diretto ci informò che erano allo studio (o forse si pensava di mettere in cantiere, per restare in tema?) soluzioni per evitare che convogli merci particolarmente rumorosi passassero praticamente in centro città. Non credo che il tempo abbia portato consiglio, perché dalla nostra stazione, e sulla relativa linea ferroviaria che ad essa conduce, continua a passare di tutto. Non solo: da fine maggio, con l’arrivo della stagione calda che porta alla necessità di tenere le finestre aperte, è invalsa la simpatica abitudine di scaricare a terra, all’interno del recinto ferroviario nella zona antistante il piazzale che funge da parcheggio verso via della Vecchia Dogana, tonnellate di grossi sassi. Tali massi, che immagino vengano utilizzati sui cantieri ferroviari, vengono poi travasati (gettandoli con ruspe nei cassoni dei camion) facendoli cadere da una certa altezza, in modo da provocare il maggior rumore possibile. Questo accompagnamento sonoro inizia intorno alle 7 del mattino e prosegue per tutta la giornata, sabato compreso. Fa da contraltare, due volte al giorno, il rintocco della campana del cimitero, che avvisa della chiusura dei cancelli, suonando così a lungo che si avrebbe il tempo di arrivare dai paesi vicini. Poiché la zona coinvolta da questo inquinamento acustico è densamente abitata, non si potrebbe trovare il modo di limitarlo? Se i sassi servivano per riparare la linea proprio intorno alla stazione, ad occhio e croce quelli travasati fino ad ora sono sufficienti per ricoprire un paio di chilometri: ci si può spostare un pò più in là? Già via Fezzi, via Vecchia Dogana e parcheggio ivi compreso sono terra di nessuno per quanto riguarda la sosta delle auto (e non si tratta solo di pendolari, ma di maleducati che anche il sabato, a parcheggio vuoto, lasciano l’auto in mezzo alla carreggiata, in curva e persino all’incrocio è a tal riguardo posso fornire ampia documentazione fotografica, se interessa), con furgoni di una ditta presente in zona parcheggiati nel fine settimana in modo da impedire la vista a chi da via Fezzi si immette in via Platani e da questa in via Vecchia Dogana, con furgoncini che più volte al mese arrivano dalla Romania e ospitano 7/8 uomini (suonatori ambulanti) e donne (mendicanti) che ivi dormono, mangiano, si lavano ed espletano altre funzioni corporali neanche fosse un campeggio: ci mancava pure il sonoro? Ma il Comune, che ha così bisogno di far cassa, non può inviare ogni tanto qualcuno a dare un’occhiata? E’ la presenza di un supermercato o la consapevolezza di aver lasciato via Dante e zone attigue a se stesse, dopo i tanti proclami degli anni passati, da una parte politica all’altra, che suggerisce di fingere di non vedere? Sulla carreggiata a ridosso della rete che delimita un terreno incolto da tempo in vendita, che è l’unica zona di transito, è consentito parcheggiare oppure no? Sarebbe interessante saperlo, perché un paio di volte l’anno le auto là lasciate vengono multate, ma non per i restanti 363 giorni. Il rischio di tamponamenti è continuo, anche perché non esiste segnaletica per chi si immette dalle zone sosta sulla via principale.
Sabrina Salciarini
(Cremona)

In un Paese civile si andrebbe a votare
Signor direttore,
in un Paese civile si andrebbe certamente subito ad elezioni democratiche. In un Paese civile non si dovrebbe decretare la costituzione di governi perennemente di sinistra! In un Paese democratico non si governa per decreti! L’ex presidente Napolitano, ex Pci, ha nominato sempre governi di sinistra: da Monti, Letta ed ultimo Renzi, non eletti e quindi illegittimi. Ed ora Renzi si è scelto il Presidente ‘ad-personam’ Mattarella, naturalmente di sinistra. In un Paese democratico i corrotti devono finire in galera come avviene in altri stati, quali sono gli Stati Uniti e Germania. La corruzione non è né di destra o di sinistra, ma appartiene alla nostra classe politica, trasversalmente! Le leggi ad personam funzionano a senso unico? (...) A me non è particolarmente simpatico il dottor Berlusconi e non l’ho certamente votato, ma non è peggiore di altri politici che si sono arricchiti con la politica! Perlomeno lui ricco lo era già!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Migranti/1. La prefettura ci dica chi li rifiuta
Signor direttore,
la contestazione della Lega Lombarda e di CasaPound davanti alla scuola di Picenengo, che fra l’altro ha chiesto l’intervento dell’Asl, per l’arrivo di nuovi migranti è la conferma, se mai ve ne fosse stato bisogno, che la società cremonese (ed italiana) sta perdendo di vista i valori della solidarietà e dell’accoglienza. La nota dell’assessore Viola che con forza ci mette la faccia, quello dell’Arci e delle forze di maggioranza ( Pd-Fnlc-Sinistra per Cremona). Certo il carico su Cremona è pesante (circa 400 migranti accolti rispetto alla quarantina su Crema) ma nonostante questo il sindaco Gianluca Galimberti e la sua giunta hanno tenuto e non hanno fatto retromarcia. Questo comportamento merita un plauso. (...) Certamente i problemi di quei cremonesi poveri e poverissimi che vivono ai margini della società, che hanno ricevuto uno sfratto, che sono disoccupati, che hanno figli da mantenere e che rischiano di non avere futuro non possono essere dimenticati e messi in secondo piano. E’ noto l’impegno del Comune ma forse va rafforzato. Altra considerazione sulla distribuzione territoriale del migranti. La cosa certa è che non sono distribuiti equamente sul territorio provinciale. La prefettura dovrebbe pubblicare i dati dell’accoglienza in provincia di Cremona e dire chiaramente quali sono stati i Comuni che hanno rifiutato eventualmente di accogliere i profughi.(...).
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Migranti/2. Occuparcene il minimo che possiamo fare
Egregio direttore,
ho avuto modo di leggere in questi giorni su La Provincia le prese di posizione sul problema dell’immigrazione. Non le nascondo la mia amarezza e il mio disagio nel sentire i soliti luoghi comuni; solo per citarne qualcuno: ‘prendono 40 euro al giorno’, ‘hanno l’albergo pagato’ e ‘perché non li ospita in casa propria’ e via discorrendo. Sono usciti comunicati, dichiarazioni e anatemi fuori da ogni logica e avulsi dalla realtà: ‘diffusione di ebola e altre malattie’, ‘spendono per loro e non per i nostri’ e via di questo passo. Le stesse richieste sacrosante da parte della Prefettura di individuare delle aree per gestire lo smistamento dei profughi hanno avuto prese di posizioni irrazionali e strumentali cavalcate e spesso gestite da una becera politica con il solo fine di alimentare la paura e l’insicurezza. Smettiamola una buona volta con le sensazioni epidermiche e i luoghi comuni! E’ un film già visto. Il problema dell’immigrazione è molto più complesso e articolato. Nolenti o volenti il fenomeno dell’immigrazione non è più arginabile e pertanto è venuto il momento di stringerci, come giustamente affermato dal vescovo di Crema, per lasciare spazio a chi sta peggio di noi. Quanti benpensanti, cattolici, magari praticanti, anche nella nostra civile provincia, professano solidarietà, sfruttano il lavoro di badanti arrivate con i barconi e poi non vogliono che i propri figli stiano in classe con i figli delle badanti? (Crema docet). Quanta ipocrisia! (...) Un Paese così non mi piace. (...) Rendersi disponibili a gestire un problema reale e gigantesco come quello dei profughi è il minimo sindacale (dal punto di vista umano) che la nostra società può e deve fare.
Felice Resmini
(Soresina)

Propongo un concerto per ricordare Alberto Bruni
Signor direttore,
la morte del maestro Alberto Bruni ha suscitato, anche per il tragico modo con cui è avvenuta, dolore e grande emozione in quanti lo hanno conosciuto ed hanno potuto apprezzare le sue elevate doti di musicista e la sua sensibilità sul piano umano. Una delle figure, la sua, più significative nel panorama dell’arte musicale del nostro territorio (...). Voglio soltanto avanzare una proposta, affinché al maestro venga reso un giusto omaggio: che gli veniva dedicato un concerto (nel tempo possibile), con un programma che risulti evocativo del suo percorso artistico. Al suo funerale, che ha visto una numerosa partecipazione, ho potuto notare (....) la numerosa partecipazione di cantanti che hanno avuto il piacere di essere accompagnati da Bruni nelle loro esibizioni artistiche, avvalendosi della sua notevole professionalità e sensibilità interpretativa. Assumerebbe significato importante una loro partecipazione ad un evento artistico che renda omaggio all’indimenticabile maestro Alberto Bruni.
Evelino Abeni
(Cremona)

Lionello Miglioli referente del Partito d’Azione
Gentile direttore, desidero rispondere, ed è l’ultima volta, al signor Bettini riguardo l’attività antifascista di mio padre. Qui non si tratta di una o più verità, ma semplicemente della verità nella sua completezza. Egli ha scritto di Lionello Miglioli in merito alla sua iscrizione alle Fiamme Verdi (è vero ed io non l’ho contestato), ma per un’esauriente informazione avrebbe dovuto aggiungere che era anche il referente, con l’avvocato Francesco Frosi, del Partito d’Azione di Cremona. A questo proposito cito un passo del libro ‘La Resistenza cremonese’ del dottor Armando Parlato, medico e studioso: «...La prima riunione del Comando militare avvenne il 6 luglio 1944 presso lo studio del dottor Stefano Pugnoli in via XI Febbraio. Erano presenti: Ferretti, Positano, Lionello Miglioli e Corbari... Lionello Miglioli era depositario di due voti in quanto rappresentava il Partito d’azione e il Partito Repubblicano». Il presidente dell’Istituto Risorgimento di Cremona e Lodi è persona cortese, ma io non ho alcuna necessità di consultare le sue carte (...).
Giovanni Miglioli
(Bonemerse)

Tutto il mio amore a Pado Patri (Padre Po)
Signor direttore,
quanto sa essere generoso questo Po con chi lo conosce e lo sa apprezzare! Anche in queste giornate torride in cui non manca tuttavia di mostrare la maestosità del suo alveo contornato da verde boschi, egli nasconde ancora delle sorprese. In angoli nascosti che pochi conoscono, egli offre l’incanto di laghetti o sortie di acqua verde e fresca dove rabbrividisci ad entrarci tanto che ti sembra di essere in un laghetto alpino. E qui ti dimentichi della canicola e ne esci rigenerato. Pado Patri (al padre Po) è la dedica incisa su un’area sacrificale trovata nelle sue acque. Per gli antichi egli era infatti più padre che dio.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Vi prego, sistemate le buche verso via Manzoni
Signor direttore,
visto che sul vostro quotidiano hanno detto che stanno ‘sistemando’ le buche segnalo che il tratto più pericoloso è quello che va verso via Manzoni. Spero che anche questo posto venga inserito nei lavori.
Lucia Villa
(Cremona)

Gli anziani soli e sofferenti come vedono le ferie?
Signor direttore,
qualche giorno fa, dinnanzi alla tv, guardavo un servizio sulle ferie — partenze, luoghi, costi — e su questo ventaglio, le tante ipotesi, mi venuto di pensare ai tanti anziani che, oltre a lottare contro il caldo, lottano contro le difficoltà giornaliere, vuoi della solitudine vuoi per le ristrettezze economiche. Mi sono domandato come vedono le ferie queste persone? (...) Ho scritto qualcosa sul sito ‘Non Sei di Cremona Se’ e le risposte alla proposta di fare qualcosa già per quest'anno ma, di mettere in cantiere un progetto che a partire dall'anno prossimo, possa per una settimana preparare un ferragosto dedicato agli anziani soli (...).
Giuseppe Vigliotta
(vigliottagiuseppe43@gmail.com)

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