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Zucca Dop, Fava dà l'ok

L'assessore regionale all'Agricoltura al convegno in teatro si esprime a favore della denominazione di origine protetta, "purché il progetto tuteli la remunerazione dei produttori"

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20 Settembre 2013 - 09:40

Zucca Dop, Fava dà l'ok

Il tavolo del relatori con al microfono l'assessore Gianni Fava

CASALMAGGIORE — «Sono disponibile e favorevole, purché il progetto sia serio e porti a sostenere la remunerazione dei produttori». Dall’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Fava giovedì pomeriggio è giunto il beneplacito all’idea del percorso per ottenere la denominazione di origine protetta per la zucca casalasco-viadanese. L’esponente dell’esecutivo regionale, precisando che in tale iter «il collo di bottiglia è rappresentato dall’Unione Europea», si è espresso in tal senso ieri pomeriggio nel teatro Comunale, nel corso del convegno (moderato da Monica Bottura, direttore di Tele Mantova) preliminare all’inaugurazione della seconda ‘ Festa della Zucca’, organizzata dagli ‘ Amici di Casalmaggiore’. 

Fava ha dato anche un’importante notizia: «Nei prossimi 7 anni metteremo a disposizione 50 milioni di euro per la promozione territoriale. Nella nostra zona abbiamo la fortuna di avere il Gal Oglio Po che può tirare le fila anche di questa progettualità sulla zucca ». 

Un frutto che l’endocrinologo Emilio Maestri ha definito «straordinario» per le sue qualità: «Fa bene alla cute, all’intestino, alle vie urinarie, è anticancro, ha un elevato effetto saziante con poche calorie, non ha potenziali effetti sfavorevoli». Ad aprire i lavori è stato il saluto del sindaco Claudio Silla, che ha ringraziato calorosamente gli ‘Amici di Casalmaggiore’ per l’organizzazione di un «appuntamento molto significativo». 

E da Maurizio Toscani, uno degli ‘Amici’, è giunta la sottolineatura sulle motivazioni alla base dell’iniziativa: «Fare qualcosa per il nostro territorio, che intendiamo come Oglio Po, al di là dei confini amministrativi che lo tagliano in modo insensato». Il presidente della Strada del Gusto cremonese Federico Lena ha espresso la disponibilità a dare una mano «ad intraprendere il percorso del dop , non facile, ma bisogna avere grandi sogni per fare grandi cose». Dall’assessore provinciale all’Agricoltura Gianluca Pinotti la fotografia della zucca in provincia di Cremona: «46 agricoltori impegnati su 39 ettari di superficie agricola. Una produzione di nicchia, con una grande qualità». 

Anche da Graziano Giuseppe Rubes (Strada dei vini e sapori mantovani) la disponibilità a lavorare per «far conoscere la zucca anche nel nostro territorio, oltre che fuori». 

Paolo Rosa di Coldiretti ha spiegato che «in provincia di Mantova 300 ettari sono coltivati a zucca ». Davide Caleffi, a nome della Libera Associazione Agricoltori-Confagricoltura ha osservato come «l’Oglio Po abbia bisogno di una scossa» e pertanto il proposito di valorizzare «un frutto dolce e buono» come la zucca sia da appoggiare. 

L’assessore all’Agricoltura della Provincia virgiliana, Maurizio Castelli, ha osservato come i tempi per la certificazione europea siano medio-lunghi: «Per il melone mantovano siamo partiti nel 2007, ora manca l’ultimo atto ma l’iscrizione nella Gazzetta ufficiale europea c’è già». 

Filippo Bongiovanni, vicepresidente della Provincia di Cremona, ha parlato come dottore di ricerca in proprietà intellettuale, illustrando le varie caratteristiche che deve avere un prodotto Dop , «tra cui la reputazione, e per questo è importante un progetto di marketing territoriale, e il disciplinare». 

Il presidente del Gal Oglio Po Giuseppe Torchio ha ripercorso le tappe compiute col melone e il polo vivaistico rimarcando l’esigenza che i produttori delle zucche, e in generale degli altri prodotti, possano ottenere il giusto reddito.

L’ex direttore della Guida Michelin Fausto Arrighi ha evidenziato come «nella ristorazione la zucca ha un suo pubblico. Nadia Santini l’ha fatta conoscere al mondo. Diverse le applicazioni: a parte i blisgòn, ci sono gli gnocchi di zucca, i dolci, i tortelloni di Ferrara». 

L’imperatore della zucca (dalla definizione che gli diede il giornalista Rai Federico Fazzuoli), Arneo Nizzoli, ha definito la zucca come ‘il maiale dell’orto’, «perché non si butta nulla» ed ha auspicato un «boom» per la festa in corso.

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