L'ANALISI
20 Gennaio 2015 - 18:15
Il Piano Casa è un programma di intervento per la ristrutturazione e l’ampliamento del proprio immobile gestito dalla Regione di appartenenza. Per tutti i cittadini, quindi, intenzionati alla riqualificazione della propria abitazione e che abbiano già messo i prestiti presenti sul mercato a confronto per poter affrontare al meglio la spesa, è importante essere informati sulla questione.
Tanto per cominciare è utile sapere che la Lombardia è tra le Regioni ancora in attesa di proroga del Piano Casa. Il decreto legge 4/2012, infatti, protratto fino al 31 dicembre 2014 per le abitazioni sociali, è attualmente scaduto. Il ritardo della Regione inizia però a farsi sentire, specie negli ambiti professionali attinenti al settore immobiliare e anche per i cittadini che attendono nuove direttive per la sistemazione dei loro edifici.
Ritardi alle proroghe in Regione
I ritardi nell’approvazione della proroga per il Piano Casa, oltre ad aver provocato il rinvio di alcuni progetti in corso d’opera, ha lasciato i cittadini privi di punti di riferimento normativi. In questa situazione il programma perde il suo valore di strumento utile ai proprietari di un edificio e diminuisce le opportunità del Paese nel campo della modernizzazione immobiliare.
Gli iter legislativi relativi al Piano Casa sono infatti in fase di stallo, sebbene le istituzioni promettono di riprendere presto a impegnarsi per l’approvazione del decreto. Al di fuori della Regione Lombardia, ancora in attesa, infatti, il Lazio è all’opera per una proroga fino al 2017, mentre Calabria e Marche hanno di recente optato per la scadenza al 2016. Puglia, Toscana, Abruzzo e Piemonte, invece, hanno prorogato fino al 31 dicembre 2015.
Regole per l’ampliamento degli immobili
Gli interventi possibili secondo il Piano Casa consistono principalmente in operazioni di ampliamento dell’immobile di proprietà e lavori di riqualificazione energetica. Sono inoltre disponibili, nei termini della legge in questione, una serie di agevolazioni e sconti fiscali relativi alla costruzione.
Previa verifica dello stato dell’immobile, per esempio, è consentito l’ampliamento dell’edificio fino al 20% per un massimo di 70 mq. Qualora si dovesse demolire e/o ricostruire, invece, è possibile aumentare la volumetria fino al 30%. È bene ricordarsi che l’ampliamento, quando possibile, deve essere contiguo al fabbricato esistente e, nel caso di stabili condominiali, deve rispettare le norme comuni all’edificio. Inclusi in questo tipo di intervento anche quelli atti all’innalzamento dell’immobile.
Per i lavori di ammodernamento finalizzati a una migliore efficienza energetica e a un maggior risparmio sui consumi relativi, è possibile ampliare la propria abitazione fino al 40% del suo volume. Inclusi in questa tipologia di intervento anche i nuovi impianti ad energia rinnovabile. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, infine, sono previste detrazioni fino a un massimo del 50%, uno sconto dell’Iva fino al 4% per la prima casa e un contributo di costruzione dal 20 all’80%.
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