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CREMA. CINEMA PORTA NOVA

Magnani rivive sul grande schermo: Guerritore emoziona il pubblico con “Anna”

Un racconto intenso tra cinema e memoria svela il volto più intimo della diva del dopoguerra. Successo per la serata con l’artista, tra confessioni, retroscena e una sala gremita

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

25 Marzo 2026 - 08:44

Magnani rivive sul grande schermo: Guerritore emoziona il pubblico con “Anna”

CREMA -  “Anna Magnani attrice dovrebbe essere dichiarata patrimonio dell’umanità, ma dietro le icone bisogna guardare la vita vera che cosa le è accaduto. Il film racconta proprio quello, parte dalla notte di 60 anni fa in cui lei aspetta di sapere se ha vinto l'Oscar”.

Monica Guerritore è stata l’ospite d’onore alla proiezione del film ‘Anna’, uscito nel 2025, in cui è regista e protagonista, appunto nel ruolo dell’attrice simbolo della romanità del secondo dopoguerra.

Un appuntamento organizzato ieri sera nella sala 5 del Porta Nova, davanti a 150 persone. Ad accogliere l’attrice romana all’arrivo anche alcuni fan inglesi e spagnoli che si sono intrattenuti con lei prima dell’inizio. Guerritore ha raccontato la genesi della pellicola, rispondendo alle domande della giornalista Marta Perego. Una decina di minuti di dialogo prima dell’inizio del film, compreso l’intervento di Roberto Zaccaria, già presidente della Rai nei primi anni 2000, marito dell’attrice.

Il film comincia dalla notte degli Oscar del 1956 – ha esordito Guerritore – per raccontare la forza di un’attrice e i segreti di una donna: il figlio che a soli due anni stava per morire di polio, il dolore incredibile di Magnani per il tradimento di Rossellini, che la lasciò ammaliato da Ingrid Bergman. La notte che precedette la statuetta fa emergere quello che è stata quella donna all’ora cinquantenne. Era importante far capire nel film chi era Magnani nella vita vera. Nella mia carriera ho interpretato tanti amori, ma uno come il suo nei confronti del grande regista non mi era mai capitato”.

Guerritore ha ricordato brevemente i suoi inizi di carriera, per spiegare la sua prima esperienza da regista. “Già dal mio esordio, nel 1974 in teatro con Strehler, mi ha fatto capire subito il punto di vista del regista. Poi ovviamente cambia molto la scrittura tra teatro e cinema. Nella mia sceneggiatura di Anna avevo messo dentro tutto, comprese lunghe descrizioni delle ambientazioni. Per fortuna ho avuto l'aiuto di un grande sceneggiatore Andrea Purgatori (scomparso tre anni fa, Ndr): ha rimesso ordine, tagliando cento pagine. Rimaneva comunque un lavoro corposo, e i produttori non volevano farlo, devo ringraziare mio marito Roberto che ci ha creduto”.

A quel punto è intervenuto anche Zaccaria. “Io non sono un produttore cinematografico, ma mi ci sono buttato. Perché? Semplice, se nella vita vivi accanto ad una donna che vuole realizzare un progetto che fai? Non l’aiuti?”.

Dalla figura di Magnani, Guerritore ha tratto grande ispirazione. “Io vedo Anna come una grande madre a guardare con rispetto, ammirazione e da cui trarre ispirazione. Così come possono esserlo altri personaggi che ho voluto interpretare nella mia carriera, da Madame Bovary a Giovanna d’Arco. Non racconto mai una figura femminile che non penso sia necessaria al pubblico. Anna ci sprona a dire bisogna essere forti, ha avuto una vita difficile l’ha affrontata senza mai farsi vedere piangere. È una figura che va tenuta presente in un’epoca in cui siamo aggrediti da modelli femminili che non ci somigliano”.

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