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Prog tricolore in festa: Bernardo Lanzetti incanta il pubblico con Le Orme

Sul palco anche Of New Trolls e Banco del Mutuo Soccorso. L'artista casalasco accolto da un’ovazione. Oltre tre ore di musica tra classici, ospiti e gran finale corale

Fabio Guerreschi

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fguerreschi@laprovinciacr.it

24 Marzo 2026 - 17:10

Prog tricolore in festa: Bernardo Lanzetti incanta il pubblico con Le Orme

Bernardo Lanzetti con Le Orme

PADOVA – Sul palco c’erano Of New Trolls, Le Orme e Banco del Mutuo Soccorso, ma la vera star della serata è stato Bernardo Lanzetti, accolto dall’ovazione di un Gran Teatro Geox colmo all’inverosimile.

Un concerto unico e irripetibile nel suo genere (l'unica data prevista dopo Padova è quella del 30 marzo al Parco della Musica di Roma) con tre pilastri del prog tricolore sul palco per tre ore e mezza di grande musica con le band che hanno suonato il proprio set di circa 50 minuti e con il gran finale che ha visto tutti i protagonisti sul palco per gli immancabili bis. Tre canzoni, una per band: ‘Non mi rompete’, ‘Una miniera’ e ‘Sguardo verso il cielo’.

Lanzetti è stato ospite delle Orme (insieme a Marco Fanton e Roberto Guarino) interpretando (perché Lanzetti non canta, ma interpreta) ‘Amico di ieri’ e ‘Vedi Amsterdam’ per poi far esplodere il pubblico con ‘Impressioni di settembre’ della Premiata Forneria Marconi dove Lanzetti cantò per cinque anni.

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Bernardo Lanzetti

Lanzetti sul palco catalizza l’attenzione, la sua voce inconfondibile, estrosa ed eclettica ruba la scena, la sua gestualità istrionica e al contempo scarna ed essenziale domina la scena, mentre canta con le Orme, guidate dallo storico membro Michi Dei Rossi. Una collaborazione che porterà le loro strade a incrociarsi di nuovo a Venezia l’11 luglio 2026 nell’ambito del Festival Venezia Musica d’Autore.

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Gli Of New Trolls

La serata è stata aperta dagli Of New Trolls di Gianni Belleno (passati anni fa al Ferragosto di Torre de’ Picenardi in versione Ut New Trolls) con il saluto a distanza di Nico Di Palo, impossibilitato a essere presente, e i classici della loro carriera, dall’‘Allegro’ e l’‘Adagio’ del primo ‘Concerto grosso' e ‘Faccia di cane’, fino al periodo più pop con ‘Una carezza della sera’ e ‘Aldebaran’.

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Il Banco del Mutuo Soccorso

La serata si è chiusa con il concerto del Banco, con Vittorio Nocenzi che ha ricordato Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese e, poi, a indicare la rotta con ‘R.I.P.’, ‘La conquista della posizione eretta’ e la mastodontica ’Il giardino del Mago’ (suite da 19 minuti), per poi concludersi con 'Paolo Pa’ e ’Moby Dick’ introdotte da Nocenzi: «Per noi che venivamo dalla musica classica la vera sfida non era comporre una suite di 19 minuti, ma cimentarci con la canzone di quattro minuti. Era fare qualcosa che con il prog, anni prima, avevamo ’combattuto’, perché la creatività era stata imbrigliata in pochi minuti e con uno schema ben preciso. Nonostante tutto questo, abbiamo accettato la sfida».

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Il gran finale con tutte le band sul palco

Un’operazione di nostalgia? Sì, anche, perché ‘gli occhi si imbevono di pianto’ come canta il Banco del Mutuo Soccorso, ma fatta anche per non far dimenticare una tradizione leggendaria della musica italiana, che ha prodotto nuove sonorità, nuovi modi di interpretare il prog. E per ricordare, a chi non l’ha vissuta, che la musica italiana è stata ed è anche questo e non solo neomelodico e pop.

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