L'ANALISI
CREMONA
24 Marzo 2026 - 11:15
Monica Poli e Silvia Lanzoni
CREMONA - ‘Bla Bla Bla - Parole tra noi!’. A Cremona si parla di comunicazione gentile e ri-evoluzione sociale. È, questo, il primo incontro del ciclo promosso dal Soroptimist Club Cremona, presieduto da Silvia Lanzoni. Si parte domani, mercoledì 25 marzo. Alle 17.45, nella sala Guerrini, in via Manzoni, 2, si confronteranno Claudia Bocelli, docente di Leadership gentile e Comunicazione Gentile ed Elena Codeluppi, consulente di Leadership accessibile.
Bocelli esplorerà come un approccio empatico e rispettoso possa trasformare le relazioni umane e professionali. Codeluppi approfondirà l’importanza di un linguaggio inclusivo e fruibile da tutti, pilastro fondamentale per una vera equità sociale. Moderatore, Paolo Gualandris, direttore del quotidiano La Provincia, che guiderà il dialogo tra le relatrici e il pubblico. L’incontro è aperto a tutti con ingresso libero.
«Il linguaggio non è solo uno strumento di comunicazione: è il mezzo attraverso cui costruiamo la realtà, definiamo i ruoli e trasmettiamo i valori» — spiega la presidente Lanzoni —. Ludwig Wittgenstein scrive: “I limiti del linguaggio sono i limiti del mio mondo”. Da questa consapevolezza nasce l’idea di un ciclo di incontri promosso da Soroptimist Club Cremona dedicato al potere delle parole e alla loro capacità di superare stereotipi e disuguaglianze di genere.
Il direttore de La Provincia Gualandris sarà relatore del secondo appuntamento della rassegna: il 22 aprile si parlerà di linguaggio giornalistico. E modererà gli altri incontri. Il 23 settembre si parlerà di Comunicazione social, il 28 ottobre di linguaggio nelle canzoni trap. Si confronteranno esperti del settore.
«Il linguaggio non è solo un mezzo per comunicare: è uno strumento che può cambiare il mondo», sottolinea Monica Poli, past presidente del Soroptimist, ideatrice, con la presidente Lanzoni, della rassegna «dedicata al linguaggio come motore di cambiamento sociale e di inclusione».
Perché «le parole possono escludere oppure includere, creare distanza oppure costruire ponti. Le parole sono indispensabili per cucire relazioni, tutelare diritti. Molte forme di violenza affondano le radici nel linguaggio». Da qui, «attraverso incontri, dialoghi e riflessioni, esploreremo come le parole possano contribuire a trasformare la realtà, promuovere rispetto e dare spazio a nuove prospettive».
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