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ArtWeek, Baldocchi e i reperti dell’oggi

L’artista cremonese esporrà in cinque site specific il suo progetto Fossil

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

16 Marzo 2026 - 10:48

ArtWeek, Baldocchi e i reperti dell’oggi

Luca Baldocchi nel riquadro. Da sinistra, una delle installazioni del progetto Fossil e una delle opere che avrà spazio all’interno di ArtWeek

CREMONA - C’è anche un artista cremonese tra i protagonisti della prossima edizione di ArtWeek e non sta nella pelle di poter regalare alla città la propria creatività. Dal 23 al 31 maggio il progetto ‘Fossil’ di Luca Baldocchi sarà disseminato in cinque diversi spazi, trasformando Cremona in una sorta di mappa di reperti del presente. ‘Art Week’, curata da Rossella Farinotti, rientra nel programma della settimana dedicata all’arte contemporanea e propone un percorso volutamente diffuso nello spazio urbano.

Non una mostra concentrata in un unico luogo, ma una costellazione di opere che invita il visitatore a muoversi tra quartieri e contesti diversi, come se attraversasse un paesaggio di rovine ancora in piedi. Per Baldocchi si tratta anche di un ritorno simbolico nella propria città. L’artista, che negli ultimi anni ha esposto in diverse realtà italiane, sottolinea la soddisfazione di poter presentare a Cremona una ricerca che porta avanti da tempo e che qui trova un nuovo terreno di confronto con il pubblico locale. Baldocchi è impegnato in un progetto tra archeologia del presente e visioni del futuro.

Fossil’ è una serie di installazioni e sculture mixed media che interroga ciò che potrebbe restare della nostra società quando i sistemi che la sostengono collasseranno. Più che documentare il passato, Baldocchi immagina il futuro: oggetti contemporanei vengono trattati come reperti archeologici di un mondo in dissoluzione. Le opere esistono in uno stato di tensione latente, sospese tra la promessa di protezione e l’ombra del controllo.

In questo scenario, materiali e oggetti quotidiani diventano ‘reperti’ di una civiltà fragile, indizi di un equilibrio destinato a incrinarsi. Ogni elemento della serie, in continua espansione, si colloca così tra prova e presagio: testimonianza di ciò che siamo e anticipazione di ciò che potremmo diventare. Il progetto si dispiega in diversi punti della città, ciascuno scelto per dialogare con il proprio contesto architettonico e sociale. Le opere saranno visibili a Cascina Lago Scuro a Stagno Lombardo, alla Torrefazione Vittoria, Utopia in Galleria 25 aprile, al ristorante La Sosta e presso AutoCaviglia.

La scelta di distribuire le opere in più luoghi non è solo organizzativa ma profondamente concettuale: il pubblico diventa parte attiva del lavoro, attraversando la città come si attraversa un territorio di scoperte e stratificazioni. Luca Baldocchi lavora all’incrocio tra design d’interni, arte digitale e narrazione mixed media.

«Al centro della sua ricerca sta la trasformazione di oggetti funzionali in reliquie di un presente già in declino. Le sue opere mettono in luce le tensioni che attraversano il nostro tempo: tra cura e controllo, protezione e violenza, ordine e fragilità — si legge nel suo profilo —. Con Fossil, questa riflessione prende forma proprio nella sua città d’origine, dove il pubblico sarà invitato a guardare gli oggetti del presente come se fossero già frammenti di archeologia futura».

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