L'ANALISI
13 Marzo 2026 - 10:36
Una scena de ‘Il fuoco era la cura’ (FOTOLIVE/Leonardo Calvi)
CREMONA - Capita raramente che tra il pubblico del Ponchielli le teste di capelli bianchi si contino sulle punte delle dita delle mani, o poco più. Tanti, tantissimi ragazzi in platea mercoledì sera per Il fuoco era la cura di Sotterraneo: è questo il primo dato di realtà che vale la pena sottolineare. Dopo anni di insistenza e dopo la prima fugace comparsa nel lontano 2012 con il bellissimo spettacolo per ragazzi La Repubblica dei bambini, inserito in Oltreibanchi, il collettivo fiorentino, nel suo ventennale, approda finalmente in città. E lo fa dimostrando una capacità unica, vera, potente: attrarre un pubblico giovane con spettacoli colti, raffinati, complessi eppure leggerissimi.

Che il teatro dei Sotterraneo — fatto di pensiero, di parole e di corpi che disegnano altre possibilità di vedere il mondo — faccia breccia lo si è capito subito dal silenzio attento, sospeso, quasi fisico che ha accompagnato la messinscena de Il fuoco era la cura, lavoro liberamente ispirato al romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Quel libro è il punto di partenza per una riflessione agita sui libri, sulla parola, ma soprattutto sul silenzio.
È questo che sono andati cercando Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa, affidando la loro creatura ai performer Flavia Comi, Davide Fusano, Fabio Mascagni, Radu Mararasu e Cristiana Tramparulo. Ed è qui la chiave di lettura di un racconto che procede per apposizioni di storie: la vicenda del romanzo, il film di François Truffaut, una colonna sonora che seleziona testi ispirati ai libri, i cartelli che raccontano un pensiero divergente affamato di assolutezza. Il tutto mediato dalla testimonianza clandestina di cinque attori che parlano di un passato — gli anni Venti del Duemila — consumato fra guerre nucleari e fame di felicità, fra una spensieratezza stordente con aerei che passano sopra le teste e macchine che corrono a velocità folle.
In tutto questo è il silenzio a interrogarci. È il silenzio della lettura, di quei ragazzi che leggono di nascosto perché i libri sono proibiti — e in fondo perché nessuno sembra più interessato ai libri. Il silenzio è assordante nel test di isolamento, un gioco che mette alla prova la resistenza a non guardare video, a non usare device, a stare con sé stessi: unica via di fuga, una scossa elettrica stordente. Ma è anche il silenzio che avvolge Montag e Mildred, sedata da pillole e overdose di televisione. È il silenzio che contagia Montag dopo l’incontro con Clarisse; è il silenzio dell’ascolto degli uomini-libro che, intorno al fuoco, si raccontano libri l’un l’altro. È la scritta al neon Silence che a un certo punto compare, portata a spalle dai cinque attori: un invito, una preghiera luminosa a fare del silenzio lo spazio e il tempo dell’ascolto, la pausa dal frastuono di una comunicazione distraente che disorienta, angoscia, annichilisce.
La ricerca di un silenzio attivo va di pari passo con la parola che crea mondi, che racconta e produce realtà. Questo fa Il fuoco era la cura: questo perseguono, con matura poesia, i Sotterraneo nel loro teatro post-drammatico, che è poi semplicemente teatro — portatore sano di pensiero. I ragazzi in sala lo capiscono, respirano con gli attori e alla fine restituiscono un lungo e calorosissimo applauso. Una grande serata di teatro al Ponchielli, di quelle che rimangono nel cuore.
Ieri mattina gli attori hanno incontrato gli studenti dei licei Stradivari e Manin: hanno raccontato lo spettacolo, risposto alle tante domande dei ragazzi e condiviso la medesima angoscia di un racconto di futuro che assomiglia troppo al nostro presente. In questo, attori e giovani spettatori sono un’unica cosa: si guardano come fratelli e sorelle, dentro lo stesso clima di impotenza.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris