L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 20:28
Maria Rita Parsi e Francesca Nodari
CREMONA - «Come l’Antigone di Sofocle si sentiva murata viva. Di fatto, suo malgrado, imprigionata idealmente in una cella dalla quale gridava: “Non sono nata per condividere l’odio, ma l’amore”. E quel grido appartiene all’eroina greca, colei che si oppone alla legge dello Stato per seguire la legge del sangue, un grido che Francesca Nodari fa proprio in Nata contro, volume denso e potente, una sorta di autofiction saggistica in cui l’autrice e filosofa dice di sé, frequentando la distanza del mito e al tempo stesso la prossimità dell’universalità delle parole di Sofocle.

Francesca Nodari, ideatrice e direttrice del festival Filosofi lungo l’Oglio, sabato alle 17.30, alla Libreria del Convegno, presenterà il volume dialogando con Michela Garatti. «Una testimonianza che scuote e commuove, ma anche un testo filosofico e antropologico nel senso più alto: interroga la libertà umana, la colpa, la responsabilità, la violenza familiare come paradigma del male che la società ancora perpetua, spesso in silenzio». Così scrive Maria Rita Parsi, filosofa recentemente scomparsa, che aveva consigliato a Francesca Nodari di raccontare il suo rapporto – o non rapporto – col padre in Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto, pubblicato nel 2016. A distanza di dieci anni da quel volume diaristico, oggi Dolores assume il nome di Antigone, esempio di un conflitto interiore che pone l’eroina tragica di fronte alla scelta fra la legge dello Stato e quella del cuore e del sangue, fra la legge del consesso sociale e quella della natura. In questo caso Dolores è Antigone perché si ritrova a sentire l’imperativo di occuparsi di quel padre che la chiamava “ex figlia”, crudele epiteto contro la legge del sangue e della natura: non si può essere ex figli, si è figli e basta, magari disconosciuti, ma pur sempre figli. Ed ecco che, nel tempo sospeso del Covid, l’ex figlia si ritrova a occuparsi del padre Ernesto: corre in ospedale dopo essere stata informata che l’uomo versa in condizioni molto critiche, a causa di circostanze avvolte dal mistero. «Cosa fare dinanzi a una situazione simile? Far fronte al destino o andarsene?»: questi gli interrogativi che Antigone si pone, spinta da una pietas che salva. E sono ancora le parole di Maria Rita Parsi a inquadrare il senso del volume Nata contro: «Questo libro non consola, ma illumina. Non semplifica, ma svela. Non risparmia, ma salva. E nel suo grido silenzioso, nel suo dolore che diventa canto, “Nata contro” ci ricorda che ogni essere umano ha diritto a essere ascoltato, riconosciuto, amato».
Francesca Nodari, Nata contro, Mimesis Edizioni, Milano, 2026, pagine 84, 10 euro.
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