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#DIRITTODICRITICA: 'Romeo e Giulietta', la recensione

Nuovo appuntamento con l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli

La Provincia Redazione

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26 Febbraio 2026 - 11:02

#DIRITTODICRITICA: 'Romeo e Giulietta', la recensione

(FotoLive/Leonardo Calvi)

CREMONA - Torna l'appuntamento con #DIRITTODICRITICA, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Protagonista di questo appuntamento è 'Romeo e Giulietta'.

LA RECENSIONE

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La più celebre storia d’amore di William Shakespeare prende vita sul palco del teatro Ponchielli di Cremona nella piacevole sera di domenica 22 febbraio. La compagnia Les Ballets de Monte-Carlo, diretta dal coreografo Jean-Christophe Maillot, racconta la storia di Romeo e Giulietta con energia e coinvolgimento, portando il pubblico a riflettere sulle gesta e i pensieri di Frate Lorenzo, un personaggio fondamentale per l’esito tragico della storia.

I tre atti in cui si divide il balletto vanno a ripercorrere l’intero racconto con ritmo incalzante, concedendo alcuni interventi al canonico, che con aria misteriosa e assorta trasmette tutta la sua disperazione. I danzatori abbandonano spesso le linee dure e rigorose della danza classica, in favore di movimenti sinuosi, gesti ironici e portamenti disinvolti.

Infatti alcune ballerine, tra cui la stessa Romina Contreras nei panni di Giulietta, hanno i capelli semi raccolti e sottili abiti trasparenti, che vanno a smorzare la rigidità che uno spettatore si aspetta in favore d’un avvicinamento emotivo al personaggio.

I leggiadri ballerini che raccontano la disputa tra Montecchi e Capuleti volteggiano su un palco disadorno e minimalista, arricchito solo da una rampa liscia e inclinata e da alcuni pannelli mobili: elementi essenziali che la compagnia riesce a trasformare in qualsiasi scenario, trasmettendo con chiarezza le intenzioni e l’energia di una scenografia contemporanea.

Gli spensierati Mercuzio e Benvolio, osteggiati da Tebaldo e dalla composta Madonna Capuleti, madre di Giulietta, sono le figure principali che affiancano i protagonisti nelle loro intenzioni ripetute. Interessante è anche il ruolo della nutrice di Giulietta, che viene trasformata in una buffa ed espressiva ragazza sempre al seguito della sua 'padrona' con passo deciso.

È visibile durante la rappresentazione un gesto ricorrente che sottolinea e afferma l’amore di Romeo e Giulietta; i due giovani in ogni fase del loro amore unendo verso l’alto le loro mani sincere per poi lasciarle separare in un movimento morbido e ondulato che le trascina nuovamente in basso tra i loro corpi nobili.

Una vicenda classica e conosciuta viene ancora una volta esaltata e fatta rifiorire, trasformando la sua visione in un’esperienza tutta da ammirare, percepire e vivere.

 

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