L'ANALISI
LA STAGIONE DI INFINITY 1
21 Febbraio 2026 - 08:24
CREMONA - «Senza di te potevo essere Cesare Cremonini e invece sono i Lunapop: ecco cosa succede a stare insieme troppo a lungo». È in questo tipo di ironia che si racchiude l’essenza di ‘Totalmente incompatibili’ di Nuzzo e Di Biase, lo spettacolo andato in scena ieri sera sul palco del Teatro Infinity1. Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, coppia artistica e nella vita da oltre trent'anni, hanno portato in città un catalogo semiserio di nevrosi contemporanee che demolisce uno per uno tutti i luoghi comuni sul romanticismo per restituirci una fotografia sarcastica, ma terribilmente esilarante, della vita a due nell’età adulta.
Lo show si muove su una scena essenziale, con pochissimi oggetti, lasciando che a riempire lo spazio siano la fisicità prorompente di Maria e la maschera stralunata di Corrado, ‘quell’altro’ che la accompagna in una resistenza sentimentale che sfida le leggi della logica e del buon gusto.
La dinamica è quella collaudata di due outsider che non si riconoscono nel mondo circostante e, di conseguenza, faticano a riconoscersi persino tra di loro. «Siamo qui per parlare d’amore», ma in realtà il loro sentimento ha ormai superato ogni fase romantica per approdare alla ‘fase Mattarella’: «Il nostro amore è arrivato a quel punto in cui, con tutte le rotture accumulate, se esce un vaffa si inizia a tirare fuori tutti gli arretrati di una vita». Eppure, proprio in questa reciproca e dichiarata incompatibilità risiede la loro forza.
Mentre le ‘coppie vip’ crollano — dai Totti e Ilary fino alla saga Fedez e Ferragni — loro restano in piedi per sfinimento o per pura abitudine. E Di Biase scherza: «A Raul Bova dico: anche io ho gli occhi spaccanti!», ricevendo come pronta risposta da Corrado: «E non dico cos’altro spacchi».
Ma durante lo spettacolo c’è spazio anche per l’attualità: «Dare il Nobel per la pace a Trump è come dare il diploma di nutrizionista a Maria», ha scherzato Nuzzo. Tra battute più legate alla sfera sessuale e momenti di autentico smarrimento — al punto che Corrado, travolto dall’emozione, ha finito per dimenticare alcune battute — la durata dello spettacolo non è stata percepita dal pubblico. C’è stato anche spazio anche per una riflessione più amara e necessaria sulla sicurezza di genere. Corrado, smettendo per un attimo i panni del compagno vessato, ha lanciato un messaggio potente: «Se vivessi in un mondo composto da sole donne girerei la sera, di notte, vestita come voglio, da sola, senza paura di essere insultata, tornando a casa semplicemente viva».
In questi scarti continui tra il triviale e il profondo, lo spettacolo gioca e scherza sull’amore e sul matrimonio, concedendosi il lusso di fermarsi a raccontare i disastri che ci circondano. Tra una risata e l'altra, Di Biase si è concessa anche una nota di dolcezza: «Ma nonostante tutto amo ancora quest'uomo», celebrando così l’imperfezione come essenza del loro amore. In definitiva, lo spettacolo di Nuzzo e Di Biase ci ricorda che essere «totalmente incompatibili» non rappresenta un limite all'amore, quanto piuttosto la sua forma più umana: perché il modo di stare insieme, se si accetta il reciproco disastro, alla fine lo si trova sempre.
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