Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

LA CITTA' DELLA MUSICA

C’è voglia di orchestra. E Cremona ci ritenta?

Portesani e Beltrami incalzano sulla creazione di un ensemble stabile. Il Comune replica cauto

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

18 Febbraio 2026 - 16:58

C’è voglia di orchestra. E Cremona ci ritenta?

L’orchestra del festival Monteverdi diretta da Antonio Greco

CREMONA - È un sogno che Cremona, capitale della liuteria e città natale di Claudio Monteverdi, accarezza da almeno cinquant’anni. L’idea di un’Orchestra ‘Città di Cremona’ è una sorta di fenice che, di tanto in tanto, rinasce dalle ceneri culturali e musicali di una comunità desiderosa di compiere il salto nell’empireo del concertismo.

Alla vigilia del Festival Monteverdi, che sarà presentato domani a Roma, a rilanciare la proposta di istituire un’orchestra stabile della città sono i consiglieri comunali di Novità a Cremona, Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami. In realtà, proprio nell’ambito del Festival è nata l’Orchestra del Festival Monteverdi, evoluzione dell’ensemble ‘Cremona Antiqua’, diretto da Antonio Greco: forse un seme destinato a dare frutto, anche in tempi brevi. Portesani e Beltrami collegano la nascita dell’orchestra cittadina alla candidatura di Cremona a Capitale della Cultura.

fascia

Alessandro Portesani, Cristiano Beltrami, Rodolfo Bona, Luca Burgazzi

In una nota scrivono che la nuova realtà «potrebbe configurarsi inizialmente come orchestra da camera o ensemble modulare residente, con organico flessibile e sostenibile, in grado di integrarsi con le istituzioni culturali esistenti e di collaborare con esse senza sovrapposizioni». Una compagine residente, proseguono, «rappresenterebbe un punto di sintesi tra produzione artistica, formazione musicale, valorizzazione degli strumenti cremonesi, promozione turistica e sviluppo economico locale».

Secondo i proponenti, «l’orchestra potrebbe svolgere una funzione di ambasciatrice culturale della città in ambito nazionale e internazionale, contribuendo alla promozione del brand territoriale ‘Cremona’ attraverso tournée, coproduzioni e collaborazioni». Entrando nel merito organizzativo, sottolineano che «la realizzazione del progetto richiede un percorso strutturato, partecipato e sostenibile, fondato su uno studio di fattibilità tecnico-economico e su un modello gestionale chiaro».

Nella fase preliminare, aggiungono, si potrebbe operare senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio comunale, valorizzando competenze interne e la collaborazione delle istituzioni culturali coinvolte. L’eventuale fase attuativa potrebbe invece essere sostenuta attraverso un partenariato pubblico-privato, con il coinvolgimento di fondazioni bancarie e territoriali, contributi regionali, nazionali ed europei, sponsorizzazioni e strumenti di coprogettazione, così da garantire sostenibilità finanziaria pluriennale e un impatto limitato sul bilancio comunale.

Alla luce di queste premesse, si chiede al Comune di attivare, entro 120 giorni dall’approvazione della mozione, un tavolo di lavoro per esaminare il progetto.

Non si è fatta attendere la replica degli assessori alla Cultura, Rodolfo Bona, e al Turismo e Politiche giovanili, Luca Burgazzi: «Quando si parla di orchestre stabili è necessario avere piena consapevolezza di ciò che si afferma, soprattutto per non illudere musicisti e personale artistico che, in questo periodo più che mai, hanno bisogno di attenzione e rispetto. In Italia esistono soltanto 13 Istituzioni Concertistico-Orchestrali, cui si aggiungono le 14 orchestre stabili delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Si tratta di realtà complesse, che non si improvvisano e non possono essere liquidate con semplici tavoli di lavoro o generici studi di fattibilità».

Secondo gli assessori, la mozione «non approfondisce realmente il tema e appare priva di una concreta idea di cosa significhi costruire e sostenere un’orchestra». L’amministrazione, aggiungono, è invece fortemente impegnata nella valorizzazione della pratica musicale. «Il Monteverdi Festival ne è un esempio concreto: un progetto sostenuto da risorse individuate, consolidate e messe a valore. Lasciamo ad altri la superficialità: noi continueremo a lavorare con serietà e rigore, avendo come unico riferimento il rispetto del mondo musicale, che non ha bisogno di illusioni ma di impegno reale e responsabilità».

La partita è aperta: orchestra sì o orchestra no. Chi conosce il decreto ministeriale che regola lo spettacolo dal vivo sa bene quali siano le incombenze legate alla gestione di un ensemble orchestrale stabile.

Detto questo, Cremona non deve dimenticare di essere la patria di Stradivari e, soprattutto, di Monteverdi, i violini non possono essere il fine, ma sono strumenti finalizzati a fare musica. Forse le energie dovrebbero concentrarsi sulla musica antica: dal canto barocco alla prassi esecutiva storicamente studiata e praticata, per far diventare la città del divin Claudio la capitale incontrastata del recitar cantando, il nucleo fondante dell’invenzione dell’opera lirica nel paese del Melodramma, che ha riconosciuto il bel canto come bene immateriale dell’umanità.

Tutto si tiene, basta volerlo, nel nome di Monteverdi.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400