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IL LIBRO

Quando la luce entrò nelle case

Sabato alle 17.30 alla libreria del Convegno sarà presentato il saggio 'Arte e luce. Un viaggio attraverso la storia degli apparecchi illuminanti d'interno' di Mauro Barchielli

Barbara Caffi

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bcaffi@laprovinciacr.it

13 Febbraio 2026 - 20:24

Quando la luce entrò nelle case

Georges de La Tour, Maddalena penitente

CREMONA -  La storia dell'illuminazione per interni nell'arte: la racconta il libro Arte e luce. Un viaggio attraverso la storia degli apparecchi illuminanti d'interno (Fantigrafica) di Mauro Barchielli, che presenterà il suo libro domani, 14 febbraio 2026, alle 17.30 alla libreria del Convegno (corso Campi). Il saggio si ricollega idealmente a un precedente lavoro dell'autore, La città del buio e della luce pubblicato nel 1995 e dedicato all'illuminazione pubblica.

«La storia dell'illuminazione urbana - spiega Barchielli - è un ambito di studio affascinante. Come ricorda Franco Cardini nella recensione di un volume dedicato all'argomento, 'la città medievale, con il coprifuoco, diventa il regno del buio'». Non basta possedere un gran numero di candele per modificare una condizione accettata da tutti come naturale. Così, tra i provvedimenti adottati dai nascenti Comuni tra il XII e il XIII secolo figurano la pulizia delle strade, la sistemazione delle piazze, la loro lastricatura; ma nessuno pensa ancora a illuminare gli spazi pubblici.

Del resto, come osservava Daniel Roche, per realizzare un sistema di illuminazione decoroso – anche limitato alle vie principali – non è sufficiente disporre di candele o lumi a olio: «Ci vogliono, per questo scopo, specialisti del metallo che fabbricano i lampioni, vetrai che li guarniscono di vetro, senza dimenticare i cordai per sospenderli». A ciò si aggiunge il peso economico della costruzione e della manutenzione degli impianti, che nei bilanci cittadini rappresentano spese di consumo considerevoli. È proprio la complessità dell'intervento a spiegare il ricorso ancora limitato a misure capaci di contrastare la tirannia delle ore oscure.

Il volume Arte e luce si concentra invece sugli strumenti utilizzati per illuminare vie e abitazioni dall'antichità fino all'avvento della luce elettrica. Torce, fiaccole, lumi a olio e candele – variabili per forma, dimensioni e numero – hanno rappresentato per secoli gli unici mezzi disponibili per rischiarare l'oscurità della notte. Dal punto di vista tecnico, si osservano progressi significativi, ma non rivoluzioni: si tratta soprattutto di un lento e costante perfezionamento dei materiali e delle soluzioni adottate. Ben diverso è il discorso relativo alla forma degli oggetti, che muta sensibilmente nel corso dei secoli seguendo l'evoluzione artistica dei vari periodi. Accanto alla funzione pratica e a quella simbolica, l'aspetto estetico assume un ruolo sempre più rilevante.

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