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#DIRITTODICRITICA: ‘Sid - Fin qui tutto bene’, le recensioni degli studenti

Nuovo appuntamento con l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli

La Provincia Redazione

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12 Febbraio 2026 - 15:56

#DIRITTODICRITICA: ‘Sid - Fin qui tutto bene’, le recensioni degli studenti

FotoLive/Leonardo Calvi

CREMONA - Torna l'appuntamento con #DIRITTODICRITICA, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Protagonista di questo appuntamento è ‘Sid - Fin qui tutto bene’, un torrenziale monologo che è un concerto hip hop suonato dal vivo.

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CAMILLA CAPORALI – 2ª LICEO SCIENTIFICO ASELLI
Sid - Fin qui tutto bene è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Girolamo Lucania ed interpretato da Alberto Boubakar Malanchino. Il protagonista, Sid, è un adolescente italiano di origini africane e appassionato di letteratura.
Dai suoi racconti emerge la figura di un ragazzo che vive in una periferia che fa parte del mondo della droga, ma ha una sensibilità molto diversa dagli altri. Sid veste sempre di bianco, una particolarità che colpisce molto perché per i musulmani è il colore del lutto. La cosa più particolare del suo personaggio è la collezione di sacchetti, di ogni tipo, ma tutti rigorosamente firmati. Questa ossessione si mescola la sua passione per i libri e per la letteratura, nata grazie alla sua professoressa di italiano. Sid vive l’amore per i libri, come quasi una colpa, come se leggere fosse una cosa proibita per un ragazzo come lui.
La storia ruota attorno a tre eventi: l'amore per Jamila, il brutale rifiuto della professoressa di lettere di cui si era invaghito e il trauma per il suicidio dell'amico Carlos.
Sid inizia a uccidere persone soffocandole con i sacchetti filmati che colleziona. Sembra che lo faccia per rabbia repressa o forse per fame un motivo di successo e visibilità al mondo che lo ignora
Dal punto di vista tecnico l’attore Alberto Malanchino si sia veramente impersonificato nella realtà di Sid, il suo modo di recitare il monologo è stato veramente efficace per far capire al pubblico il messaggio chiave.
La scenografia constava in due musicisti alle percussioni, scelta molto appropriata per evidenziare le emozioni e i pensieri di Sid. Non completamente risolto il disegno delle luci che se da una parte voleva probabilmente riflettere il disordine mentale di Sid e la violenza della realtà in cui vive, dall’altra ha creato una sorta di fastidio visivo. Pur essendo coerente con il senso di alienazione del racconto, tale uso dell’illuminazione è risultato troppo invasivo, creando una distrazione che ha parzialmente ostacolato l’attenzione durante lo spettacolo.

SARA LODIGIANI - 3ª LICEO SCIENTIFICO ASELLI
Vuoto, spoglio, così si presenta il palcoscenico del Teatro Ponchielli la sera dello scorso 8 febbraio, in cui l’attenzione è e deve essere rivolta solo a Sid, meravigliosamente interpretato da Alberto Boubakar Malanchino.
Lo spettacolo “Sid, fin qui tutto bene” porta in scena Sid, ragazzo straniero di origini ma italiano per nascita: un giovane difficile, che vive su di esso la vita quartiere, i sogni mancati, la noia e soprattutto le infondate e razziste visioni di molte persone.
Nella vita Sid ha avuto molte difficoltà, dapprima la fine di una relazione, poi il negato supporto della famiglia per i suoi sogni, e infine la morte. Sid ha ucciso, e continua a farlo, senza riflettere su ciò che compie. Lui vive, non pensa. Il racconto di questa adolescenza difficile racchiuso in soltanto un’ora è riuscito perfettamente.
La profondità di questa rappresentazione permette di riflettere e ragionare su domande abissali che spesso non ci si pone, o si evita di farlo. Chi siamo? Come viviamo la vita? Fino a dove ci spingiamo nelle nostre azioni? Nella sua breve durata, lo spettacolo è stato utile al ragionamento, soprattutto per i ragazzi, di cui pullulava il teatro, in merito al loro futuro.
È cruciale ammettere che questo spettacolo non poco velatamente esprime i propri dissensi su una società come quella odierna, senza però fare un vero e proprio ragionamento dietro alle critiche. In conclusione allo spettacolo dei ragazzi del gruppo Cubo Teatro hanno presenziato sul palco, con una rappresentazione di dubbia validità contro la nostra società, esponendo solamente arringhe e nessuna motivazione. Conclusione che ha sicuramente amareggiato un pubblico estasiato.
L’assecondamento musicale, di fin troppa poca rilevanza, avrebbe potuto dare ritmo e struttura alla narrazione, che a volte è risultata monotona e uggiosa.
Particolari complimenti all’attore, che nella sua giovanissima età ha avuto padronanza completa della scena: tramite il linguaggio paraverbale e non verbale è riuscito a trasmettere emozioni, stati d’animo e sensazioni, anche se a volte fin troppo accentuate dal quasi forzato inserimento di lessico volgare, nel fine di rappresentare meglio un giovane.

GINEVRA SANTINI – 2ª LICEO SCIENTIFICO
Nella sera di domenica 8 Febbraio 2026, alle ore 20:30, nel Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona si è svolto lo spettacolo di SID-FIN QUI TUTTO BENE. Sid è un adolescente colto e raffinato di origini algerine nato in Europa che vive ai margini di una metropoli occidentale. Perennemente vestito di bianco Sid vive una vita sospesa tra la noia essenziale e il consumo compulsivo, cercando rifugio nella musica. Il suo spaesamento si trasforma in violenza metodica, Sid diventa un serial killer che uccide per noia o per un distorto senso di superiorità.
La sua firma è macabra e simbolica, soffoca le sue vittime utilizzando sacchetti di plastica firmati, trasformando l’omicidio in un atto estetico e modaiolo.
Lo spettacolo è supportato da una colonna sonora. L’incrinatura della voce e la variazione cromatica hanno reso il monologo più intrigante, attirando sempre di più l’attenzione del pubblico. Durante lo spettacolo Sid/Malanchino ha affrontato temi di forte rilevanza e argomenti profondi, coinvolgendo il pubblico e lasciando il segno in ognuno di noi. L’opera è un monologo teatrale comico autobiografico e riflessivo, l’ambientazione è simbolica, mettendo al centro il racconto personale e la relazione con il pubblico. Sid è l’unico protagonista e narratore, impersona sé stesso, raccontando ansie, pensieri e vissuti. Sono presenti personaggi secondari, non citati, come familiari, amici e partner. La rappresentazione vuole intrattenere con umorismo, far riflettere su temi come lo sviluppo, l’ansia e l’insicurezza e mostrando la parte più fragile dell’uomo come esperienza di vita. La messinscena catapulta lo spettatore nella testa del protagonista anche in maniera scomoda, la sua schiettezza non lo rende talvolta un personaggio simpatico e semplice da capire. La sua presenza è stata tutto il tempo intensa e continua senza cali, alternando il suo sarcasmo alla drammaticità. La prima parte dello spettacolo è toccante e attuale molti ragazzi nati in Italia ma da genitori stranieri possono trovarsi nella stessa situazione. L’attore e i musicisti sono stati molto bravi a interpretare la storia, non facile da trasmettere al pubblico senza equivoci. Fuori luogo sono parsi i ragazzi che a fine spettacolo hanno letto frasi toccanti ma, che hanno rovinato lo spettacolo trasformandolo in una manifestazione politica andando a sprecare il lavoro del bravissimo Malanchino.

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