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Una nuova guida racconta il patrimonio archeologico custodito a San Lorenzo

La pubblicazione bilingue inaugura una collana dedicata ai musei civici, offrendo uno strumento divulgativo e scientifico per orientarsi tra architetture storiche, reperti e percorsi di visita accessibili

La Provincia Redazione

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22 Gennaio 2026 - 13:50

Una nuova guida racconta il patrimonio archeologico custodito a San Lorenzo

Cacciatori, Volonté e Bona

CREMONA - Con la guida del Museo archeologico “San Lorenzo”, edita da Cremonabooks, il Settore Cultura del Comune di Cremona inaugura una nuova stagione di pubblicazioni dedicate alla valorizzazione e alla conoscenza del patrimonio conservato nei musei civici cittadini.

La nuova guida, con testi in italiano e inglese, offre al visitatore uno strumento agile e di facile consultazione per avvicinarsi alla storia del Museo archeologico, partendo da quanto è oggi visibile sia nelle strutture architettoniche sia nelle raccolte custodite, che rappresentano la parte più significativa delle collezioni archeologiche cremonesi. La pubblicazione nasce da solide basi scientifiche ma mantiene un taglio divulgativo, configurandosi anche come strumento di promozione culturale e turistica.

«La guida – dichiara l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona – riassume per l’ospite la storia di un museo che è diventato punto di riferimento della cultura cittadina grazie all’impegno di archeologi, volontari e di tutti coloro che, nel corso del tempo, hanno contribuito a questo risultato. Ringrazio la dirigente del Settore Cultura, Chiara Bondioni, insieme a tutto il personale, la conservatrice del Museo archeologico, Marina Volonté, curatrice del volume, e tutti gli autori dei testi, a partire da Lynn Arslan Pitcher, anche per i suoi contributi fondamentali alla conoscenza di Cremona e del suo territorio tra età romana e altomedioevo. Un ringraziamento va inoltre a Nicoletta Cecchini e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, anche per le concessioni a questa pubblicazione».

archeologico

La guida si apre con un capitolo dedicato alla storia del museo e prosegue con approfondimenti sulle ricerche archeologiche a Cremona, sulla Cremona romana e sulla descrizione delle due sezioni espositive collocate nelle tre navate della chiesa. La prima sezione è dedicata allo spazio privato, con le domus di Cremona e gli importanti reperti emersi dallo scavo di piazza Marconi; la seconda allo spazio pubblico, con elementi di architettura in terracotta e in pietra.

Segue l’approfondimento sull’area archeologica e sul tema delle necropoli, collocato nella Cappella Meli, e il capitolo dedicato alla “Vittoria” di Calvatone. La pubblicazione si chiude con la descrizione degli strumenti per l’accessibilità, pensati per facilitare la visita alle persone con disabilità, e con un utile glossario.

La guida è curata da Marina Volonté, conservatrice del Museo archeologico; la traduzione in inglese è di Elena Zigliani. Le immagini degli oggetti di proprietà statale sono state pubblicate grazie alla concessione del Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi; le fotografie provengono dall’Archivio del Museo archeologico di Cremona. La guida è in vendita nei bookshop dei musei civici al costo di 14 euro.

Come scrive l’assessore Rodolfo Bona nell’introduzione, «il contesto museale di San Lorenzo è un palinsesto architettonico frutto di sovrapposizioni e trasformazioni stratificate nel tempo e un insieme espositivo di frammenti di un passato che giunge a noi nella sua splendida veste museale, grazie a un allestimento che si armonizza con l’architettura e rende la visita un’esperienza affascinante e coinvolgente».

Dal 2009 il Museo archeologico è ospitato negli spazi della basilica sconsacrata di San Lorenzo, significativa testimonianza dell’architettura romanica, sorta nell’antica area cimiteriale lungo la via Postumia, su strutture risalenti all’età ottoniana, ancora leggibili nella zona absidale, insieme ai resti delle fondazioni di una probabile aula di culto paleocristiana. Dopo il recupero delle strutture architettoniche, avviato nel 1994 con un primo intervento sulle coperture e sulle murature della basilica e della cappella Meli, risalente al tardo Quattrocento, fu avviato il progetto di recupero della chiesa per ospitare il museo.

Le opere esposte raccontano oltre tre secoli di ricerche archeologiche, dai primi ritrovamenti tra Sei e Settecento fino alle scoperte del nuovo millennio. Accanto ai reperti di più antica acquisizione sono esposti anche i materiali provenienti dallo scavo di piazza Marconi, tra i più importanti dell’Italia settentrionale, che hanno arricchito le collezioni con una quantità eccezionale di reperti unici e preziosi.

Nel percorso museale il visitatore può ammirare mosaici pavimentali, murature di domus appartenenti all’élite cittadina, resti di apparati ornamentali di pregio, oggetti della vita quotidiana, elementi di arredo e suppellettili, decorazioni architettoniche in terracotta, manufatti in pietra provenienti da edifici pubblici e reperti delle necropoli, tra cui stele sepolcrali, strutture tombali e resti di letti funerari rivestiti in osso.

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