L'ANALISI
15 Gennaio 2026 - 05:15
Marco Cosci
CREMONA - Passare dalle aule universitarie ai microfoni di Rai radio 3 è un attimo, almeno per Marco Cosci, docente di Teorie e forme della musica nei media e Musica per il cinema e l’audiovisivo presso il dipartimento di Musicologia e Beni Culturali e da qualche mese uno dei conduttori della trasmissione: ‘Radio 3 Suite’. Se in passato gli era capitato di intervenire sporadicamente in radio da settembre scorso il ruolo è cambiato: è diventato uno dei conduttori della trasmissione serale dell’emittente radiofonica. «Compatibilmente con gli impegni accademici e in periodi definiti mi trasferisco a Roma - racconta -. È una bella esperienza, mi ritrovo a condurre in solitaria Radio 3 Suite interagendo con gli ascoltatori, intervistando ospiti e seguendo in diretta concerti dai maggiori teatri italiani. Le mie competenze musicologiche, ma anche la conoscenza dei media e del rapporto con la musica si stanno rivelando importanti e un terreno grazie al quale posso fare anche qualche azzardo».
Quando parla di azzardo Cosci si riferisce a un ciclo di trasmissioni che cura direttamente «Ritratti musicali, in onda il martedì», ha preso il via proprio all’inizio della nuova stagione – racconta –. «È una rubrica che mi permette di concentrarmi su musicisti in modo monografico. Martedì, ad esempio, il ritratto è stato dedicato a Martha Argerich, una delle più grandi pianiste di sempre. Nelle prossime settimane continuerò con altre figure del pianismo, come Murray Perahia. L’idea non è solo quella di raccontare una carriera, ma di farlo attraverso le registrazioni: analizzando lo stile interpretativo, le scelte di repertorio, e usando il suono come strumento per ricostruire un pezzo di storia della performance musicale. È anche un modo per ritagliarmi spazi di riflessione più personali sull’arco dell’interpretazione».
Pur avendo già avuto esperienze radiofoniche – con Rete Toscana Classica e con la Radiotelevisione Svizzera Italiana, dove aveva realizzato cicli di approfondimento su musica e cinema – Radio 3 rappresenta per Cosci il primo vero confronto con una grande radio nazionale, soprattutto nella dimensione della diretta. «È emozionante, un po’ come l’esecuzione musicale dal vivo. C’è sempre una tensione, la paura di sbagliare, ma è proprio questo a rendere l’esperienza elettrizzante» – spiega -. La diretta, inoltre, favorisce un dialogo continuo con il pubblico e con gli ospiti. Negli ultimi giorni, ad esempio, Radio 3 Suite ha trasmesso in diretta un concerto da Genova con la pianista Julianna Andreevna Avdeeva, seguito da un approfondimento con l’artista stessa. Accanto alla musica, trovano spazio anche il teatro e l’editoria: dalle conversazioni con registi come Luca Ricci in scena con il testo Le Volpi in queste settimane a Roma, alle presentazioni di volumi musicologici, come il libro sulla voce mediatizzata curato da Michela Garda, con il coinvolgimento di più studiosi».
«È una vera e propria vetrina culturale – sottolinea il prof prestato alla radio -. La musica è il punto di partenza, ma poi dialoga continuamente con altre discipline. Per me, che sono musicologo, è uno degli aspetti più stimolanti».
Un’esperienza che si intreccia naturalmente anche con la sua attività accademica con gli insegnamenti di Teorie e forme della musica nei media e Musica per il cinema e l’audiovisivo, ambiti che ritornano spesso anche nella programmazione radiofonica. Non a caso, recentemente ha curato un approfondimento su un disco dedicato alle musiche per il cinema di Rota, Morricone e John Williams. Riuscire a tenere insieme radio e università è possibile grazie a una collaborazione ben calibrata. «Radio 3 Suite ha molti conduttori e collaboratori, quindi il mio impegno è concentrato in periodi specifici dell’anno, come ora che la didattica è conclusa. Questo mi permette di lavorare con continuità, ma senza sovrapposizioni eccessive».
Un’esperienza nuova, intensa e formativa, che Cosci vive con entusiasmo: «È impegnativa, certo, ma anche molto bella. Mi permette di far dialogare ricerca, didattica e divulgazione, in un contesto di altissimo livello».
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