L'ANALISI
07 Gennaio 2026 - 12:05
L’International Musical Friendship Orchestracademy ieri pomeriggio in concerto in San Pietro al Po
CREMONA - «Molto più che un’orchestra». Così Giovanni Grandi, presidente dell’Associazione Mauro Moruzzi Aps, presenta l’IMF (International Musical Friendship) Orchestracademy. Un modo di fare musica che non si limita a suonare bene, ma chiede prima di tutto di stare, di condividere un tempo e uno spazio, di assumere sul serio la presenza dell’altro. Il Concerto per l’Epifania della IMF Orchestracademy nasce esattamente da qui: da un’amicizia che da dieci anni si rinnova e che, ancora una volta, trova a Cremona il suo luogo naturale di fioritura.

«È un’esperienza di pace vissuta — prosegue Grandi —. Questo concerto è un ‘fatto storico’, non perché faccia notizia, ma perché costruisce davvero la storia. Ragazzi dall’Italia, dall’Iran, dalla Germania, dalla Siria, da Israele e dalla Palestina che suonano insieme. In questi giorni di prove, abbiamo vissuto insieme, facendo musica insieme». Un bel messaggio di pace e comunità trasmesso dentro a una gremitissima chiesa di San Pietro al Po.
Il lavoro paziente di oltre sessanta giovani musicisti provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente ha preso forma in un programma ambizioso, denso, tutt’altro che scontato. L’ouverture ‘Egmont’ di Beethoven apre con un gesto netto, energico. La risposta dell’orchestra è sorprendentemente matura, capace di tenere insieme slancio e controllo, impeto giovanile e disciplina collettiva in un pezzo di grandiosa espressività. Con Musorgskij la narrazione si fa visionaria. ‘Una notte sul monte Calvo’ è affrontata senza timidezze, con colori scuri, contrasti marcati, una fisicità sonora che rivela il lavoro intenso di questi giorni di prova ‘rubati’ alle feste.

«Oggi è l’epifania — commenta Grandi —: la ‘manifestazione’ che riempie il cuore di gioia. Nel brano di Musorgskij, le streghe vengono scacciate dalle campane che annunciano l’Angelus. È l’arrivo della pace nel Verbo incarnato». Poi Smetana, e il fluire della Moldava: qui l’orchestra sembra respirare insieme, trovando una naturalezza frutto di un ascolto reciproco costruito nel tempo. Il tributo a Morricone, firmato e guidato da Marco Pierobon, chiude il cerchio.
A Pierobon erano affidate anche concertazione e direzione dei sessanta ragazzi. Un lavoro egregio che ha dato splendidi frutti. Lo si legge, oltre che nella prestazione maiuscola dei musicisti, anche nel loro affiatamento, nei loro sorrisi. Le offerte raccolte con discrezione da alcuni ragazzi sono invece state destinata alla campagna ‘La pace è una via umile’ di Avsi. Non un’aggiunta esterna, ma una naturale conseguenza: musica, amicizia e responsabilità sono tre parole che in questo concerto trovano una sintesi credibile.
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