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#DIRITTODICRITICA: «A Sweet Silence in Cremona», le recensioni degli studenti

Nuovo appuntamento con la stagione 'Cibo per mente anima cuore corpo' del Ponchielli

La Provincia Redazione

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17 Maggio 2022 - 13:45

#DIRITTODICRITICA: «A Sweet Silence», le recensioni degli studenti

CREMONA - Nuovo appuntamento con Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Si prosegue con «A Sweet Silence in Cremona»: leggi le recensioni qui sotto.

 

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ALTISSIMO EMMA- 2 CLASSICO ‘MANIN’

Domenica 8 maggio al teatro Ponchielli abbiamo assistito alla prima assoluta di un’opera dal titolo “A Sweet Silence in Cremona”, che racconta una storia ambientata proprio nella nostra città. È un’opera buffa scritta da Mark Campbell, uno dei librettisti più rinomati nel panorama operistico contemporaneo americano, e musicata dal compositore Roberto Scarcella Perino. Ispirandosi a una vicenda recente avvenuta a Cremona che l’autore del libretto aveva letto sul New York Times (la chiusura della circolazione e la sospensione di ogni rumore per la registrazione del suono di un violino Stradivari al Museo di Violino), Campbell ha voluto creare un’opera che esaltasse l’importanza e il valore della musica per Cremona. Lo spettacolo inizia con un canto corale per introdurre la situazione e prosegue con il racconto di 5 personaggi di un condominio situato vicino al museo che vivono questa chiusura in modo negativo. Qui il silenzio gioca un ruolo fondamentale: esso diventa il protagonista delle vite dei protagonisti, li accompagna nei loro problemi quotidiani. Ma un fattorino di nome Yassin li invita, anziché lamentarsi della condizione spiacevole in cui si trovano, a immaginare una soave e piacevole musica provenire dal violino. L’opera è una storia che, se pur buffa e breve, ci ha coinvolto, trasmesso quella pace e serenità che ogni tanto vorremmo trovare nelle nostre vite sempre impegnate. Le voci intense, come quella di Costanza Fontana, interprete di Giulia, Gianluca Moro, interprete di Yassin, Antonella Di Giacinto, interprete di Mariolina, hanno allietato la serata suscitando nel pubblico, sia giovane che adulto, qualche sorriso grazie ad alcune simpatiche battute. Ma il momento più straordinario si è creato grazie alla voce di Sara Fanin, comparsa nella scena finale come personificazione della musica del violino, finalmente libero di esprimersi. La sua voce, che riproduceva senza parole la melodia di un violino che suonava da un palco del teatro, ha chiuso quest’opera regalandoci un momento di estasi e trasmettendoci questo messaggio: per creare nuova musica bisogna prima stare in silenzio ad ascoltare e immaginare le nuove note con cui vogliamo esprimerci.

CIAPESSONI LUCIA – 5 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Da una coproduzione tra la fondazione “Teatro Ponchielli” e il “Center for Contemporary Opera” di New York, nasce “A sweet silence in Cremona”: un’opera buffa in un solo atto andata in scena a Cremona domenica 8 maggio, proseguirà il suo tour con altre tappe in Italia e per poi spostarsi a New York, dove si concluderà. La musica è di Roberto Scarcella Perino e il libretto, nonché il soggetto sono stati ideati da Mark Campbell, peraltro entrambi presenti in sala in data 8 maggio. L’opera rigorosamente in inglese, è diretta dal maestro Giuseppe Bruno e vede la regia di Cecilia Ligorio. In scena appaiono cinque attori. Siamo a Cremona, è il 2019, un’ordinanza del sindaco vieta di fare rumore: si stanno registrando i violini al museo del violino. Ogni personaggio ha una diversa opinione riguardo la situazione: Yassine il ragazzo immigrato che si occupa delle consegne, che è anche il filo conduttore della storia, è contento, sogna la musica ed è proprio lui che con il suo ottimismo riunisce gli altri personaggi, che sono invece scontenti o malinconici a causa dell’ordinanza. La scenografia è semplice, ma immediata: una stanza e un colore specifico per ogni personaggio, i livelli sfalsati, una sorta di condominio, in modo che tutti siano in scena, m divisi, è solo grazie a Yassine che interagiranno tra loro. Grazie al sapiente uso delle luci l’attore su cui concentrarsi, viene al momento giusto illuminato, in modo da poterne seguire facilmente i movimenti. Un importante impatto visivo è giocato anche dalla scenografia digitale in secondo piano, creata da “Imaginarium” creative studio, che ha saputo restituire a livello di sfondo quello che succedeva all’interno dell’opera, diventandone così parte integrante e migliorandone l’accessibilità. L’opera infatti, semplice da seguire in quanto a contenuti e trama, è adatta a tutti, dai bambini più piccoli, fino ai più anziani: può essere capita anche da chi di inglese se ne intende poco, grazie al lessico semplice e ai sottotitoli in sala. La vera forza della storia in ogni caso è la situazione reale da cui parte, l’imposizione del silenzio, che Cremona ha seguito e a volte anche subito e che ha dato vita a questa opera moderna e fresca, sicuramente molto sentita da chi in questa città ci vive.

GAETANI GIULIA- 3 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Magia, emozione, armonia. Tre termini come questi che rimandano a vere esperienze sono del tutto necessari per delineare un primo ritratto della favola messa in scena al Teatro Ponchielli nella serata di domenica 8 maggio. A Sweet Silence in Cremona non è solamente una commedia lirica, ma un vero tentativo di immedesimarsi in un'altra dimensione per novanta minuti. Quella realtà tanto lontana, tuttavia, è inaspettatamente il crocevia di vicoli, abitazioni, palazzi tipico dell’ordinarietà cremonese, a cui forse si è troppo abituati. Il Museo del Violino, simbolo di una città tanto silenziosa quanto loquace, diviene il nucleo di una rappresentazione teatrale all’insegna di una pura esperienza sonora. Il librettista Mark Campbell e la regista Cecilia Ligorio seguono la vicenda di sette quotidianità differenti che vivono la cornice di un evento unico: durante la registrazione della melodia di alcuni violini all’auditorium del Museo, era indispensabile un integerrimo silenzio nella zona circostante l’esecuzione della sinfonia. Silenzio. Solo silenzio. Ed è proprio in un quadro di questo tipo che si realizza sul palco una combinazione di voci, colori e suoni che rendono lo spettatore immerso in una speciale atmosfera magica. Dal golfo mistico risale la vera protagonista dell’opera: l’eufonia di una musica che contesta quel silenzio a cui i protagonisti devono obbedire. Tutto è perfetto: attori dalla voce in grado di incantare, una scenografia capace di visualizzare i personaggi nella loro complessità e uno sfondo in digitale che accompagna lo sguardo del pubblico sulla scena ormai in balia dell’armonia generale. Ed è proprio in questo momento che nella mente assorta dello spettatore sorge una domanda inevitabile: cosa può mancare? La risposta è proprio il silenzio. Silenzio che è il nocciolo dell’intreccio teatrale è però completamente assente. Subito, però, si comprende che non può avere esistenza nelle abitazioni di Yassine, Valentina ed Attila, Giulia con Federico, Ettore e l’anziana Mariolina, come non trova luogo nella vita di tutti noi. Ed è proprio in conclusione, dunque, che il palco lascia spazio alla musicalità di quel violino per cui tutti devono domare le proprie parole. Non c’è più suono, sintonia, silenzio. Solo una voce ormai dipinta delle sfumature di ciascuno di loro.

LONOCE SOFIA – 3 LICEO SCIENTIFICO

A Sweet Silence in Cremona, rappresentazione teatrale che non ha niente a che fare con il silenzio. Questo spettacolo, infatti, è un trionfo delle musiche armoniose create da Roberto Scarcella Perino sulla base delle note drammaturgiche di Mark Campbell, celebre librettista statunitense. I cremonesi appassionati di teatro hanno avuto la possibilità di andare ad assistere, l’otto maggio 2022, alla prima rappresentazione assoluta de A Sweet Silence in Cremona, opera teatrale realizzata dalla collaborazione della Fondazione Teatro Ponchielli con Center for Contemporary Opera di New York. Si può dire, dunque, che l’opera sia il frutto ben riuscito di un intelligente melting-pot tra due culture molto distanti geograficamente, ma non altrettanto a livello di ideali. Tali iniziative, infatti, dimostrano ancora una volta, che il teatro è un ottimo collante tra paesi differenti, e che le barriere ideali che separano fra loro diverse popolazioni, in realtà, non esistono. Questa rappresentazione teatrale è basata su un gioco di parole, poiché non vi è una reale corrispondenza fra il titolo dell’opera e la sua effettiva messa in scena. Vengono narrate le storie di sette persone legate fra loro in quanto vicini di casa, ma soprattutto sono tutti tenuti a rispettare (anche una madre in procinto di partorire) una regola importantissima: non fare rumore affinché ci sia silenzio in quel di Cremona, città che deve la sua fama internazionale al melodioso suono dei suoi violini. La rappresentazione teatrale, infatti, prende ispirazione da un evento realmente accaduto in questa città nel gennaio del 2019, periodo in cui si sono tenute le registrazioni, nell’Auditorium Arvedi, dei suoni derivanti dai celeberrimi violini di Stradivari, Amati e Guarneri, provenienti dalla collezione del Museo del Violino, dunque le strade vicino al luogo di registrazione erano state chiuse. Oltre alle note musicali, che svolgono un ruolo preponderante, sono altrettanto soavi le voci degli attori, che cantano in inglese, poiché questa rappresentazione teatrale verrà allestita, oltre che a Firenze, anche a New York. Tuttavia le persone poco ferrate in inglse non devono temere, perché potranno contare sui sovratitoli in italiano. La messa in scena de A Sweet Silence in Cremona è, dunque, un motivo di orgoglio per tutti i cremonesi, indipendentemente che essi siano amanti del teatro o della musica.

NOBILE BEATRICE – 4 LICEO VIDA

“Imagine the music”: così hanno cantato i personaggi dell’opera buffa “A Sweet Silence in Cremona”, in prima assoluta al teatro Ponchielli di Cremona domenica 8 maggio e coprodotta con il Center of Contemporary Opera (NY). Ad “immaginare la musica” sono stati Mark Campbell (librettista) e Roberto Scarcella Perino (compositore), presenti in sala, ispirandosi ad un articolo del 2019 sul New York Times, dedicato al progetto “Banca del suono”, un’iniziativa promossa dal comune di Cremona per la registrazione e la conservazione del suono dei violini storici più famosi della città. Per l’occasione un’ordinanza del sindaco aveva richiesto ai cittadini di evitare il più possibile i rumori vicino al Museo del Violino: e proprio in un palazzo nei dintorni è ambientata la vicenda, in una sequenza di situazioni paradossali e divertenti. Un calzolaio che può vendere solo scarpe con la suola di gomma, una donna che teme di partorire da un momento all’altro, una ragazza che cerca di mettere la museruola al cane per non farlo abbaiare e un’anziana signora che invece apprezza il silenzio: sono questi gli abitanti del palazzo dove Yassine, un giovane immigrato, deve fare una consegna. Ma oltre al pacco con le rose, il fattorino porta agli altri personaggi anche la speranza, immaginando la musica degli archi che stanno registrando. Intanto al Museo, un liutaio canta al violino che sta per essere suonato, rievocando la storia che lo strumento racconterà con le sue note: e con la sua voce soave il violino chiude lo spettacolo, in un finale di pura musica che risuona nel silenzio. Sì, perché è proprio la musica la protagonista dell’opera, una musica in grado di smuovere gli animi di chi l’ascolta, così come è riuscita a toccare il pubblico in teatro superando la differenza linguistica. Allo stesso tempo è celebrata anche Cremona, che si staglia sullo sfondo della scenografia, la nuova casa del giovane Yassine, che la loda affascinato, immaginando che in un concorso vincerebbe di certo una città devota al violino, piuttosto che una dedita alla guerra. Un messaggio oggi più che mai attuale che grida il potere della musica, in grado di unirci tutti, i personaggi della storia, il pubblico e l’orchestra, New York e Cremona, e di parlare ad ognuno secondo la propria sensibilità.

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