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ARTE E CULTURA. IL REPORT

Turismo e musei: la provincia prova a ripartire

Nei musei 74.281 ingressi, il 37% all'MdV. Nel 2021 visitatori in crescita del 43% sul 2020, ma prima della pandemia erano stati 218.193

La Provincia Redazione

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22 Aprile 2022 - 09:58

Turismo e musei: la provincia prova a ripartire

Piazza del Comune a Cremona

CREMONA - A dare conto di quanto abbia sofferto il comparto museale negli ultimi anni è — come sempre — il report redatto dall’Ufficio Statistica della Provincia e curato da Michela Dusi, che fotografa l’andamento del 2021, anno ancora fortemente condizionato dalla pandemia: «Nel 2021 gli ingressi ai musei, alle aree archeologiche e ai castelli della provincia sono stati 74.281, con una crescita rispetto al 2020 di 22.422 visitatori (+43%), ma in calo rispetto al 2019 di 143.912 (-66%)».

TUTTI I NUMERI.

L’anno precedente alla pandemia gli ingressi erano stati infatti 218.193. Nella classifica dedicata agli ingressi per Comune a registrare il maggior numero di visitatori nel 2021 è stata Cremona, che con i suoi sei musei (dal mese di novembre si è aggiunto il Museo Diocesano) ha totalizzato 44.145 ingressi, il 59% del totale provinciale. Rispetto all’anno prima si è avuta una crescita del 45% (+13.665 ), ma rispetto al 2019 si è avuto un calo del 68% (- 94.150). A Soncino nel 2021 sono stati invece registrati 17.542 ingressi, il 24% del totale provinciale, con una crescita rispetto all’anno prima del 50% (+5.870), ma una diminuzione rispetto al 2019 del 51% (-18.350).

I RISULTATI NEI DIVERSI COMUNI.

Nel Comune di Crema gli ingressi sono stati 4.658, il 6% del totale provinciale, con una lieve diminuzione rispetto al 2020 (-1%), ma una diminuzione rispetto al 2019 del 69% (- 10.540). Fanalino di coda è Soresina con 6 visitatori nel 2021 al museo Francesco Genala, aperto su richiesta. E anche nel «gradimento» delle diverse collezioni museali a guidare la lista è Cremona, con il Museo del Violino che nel 2021 ha fatto registrare 27.452 ingressi (+15.112 rispetto al 2020, ma -45.246 rispetto al 2019). Da solo il MdV ha ospitato il 36,9% dei visitatori di tutti i musei della provincia.

Seguono il Museo della Stampa e la Rocca di Soncino con 13.549 ingressi (+ 3.442 rispetto al 2020, ma -17.740 rispetto al 2019 ) e il Museo civico di storia naturale di Cremona e la Piccola biblioteca, con 7.305 ingressi (-2.416 rispetto al 2020 e -21.935 rispetto al 2019).

Al quarto posto il Museo civico di Crema e del Cremasco con 4.658 ingressi, si legge sempre nel report statistico della Provincia.

A Cremona il neonato Museo Diocesano si colloca all’undicesimo posto con 1.300 ingressi mentre la pinacoteca è al sesto posto con 3.244 biglietti.


E se il 2019 resta un anno record con i suoi 218.193 visitatori di musei a livello provinciale, crollati a 51.859 nel 2020 e 74.281 nel 2021 — logica e ovvia conseguenza pandemica —, i segnali di ripresa che arrivano dal fine settimana pasquale fanno ben sperare in un trend positivo che sa di riconquistata normalità.

I musei, le aree archeologiche ed i castelli che hanno collaborato a questa rilevazione, sono stati 26 anche se due di essi non hanno registrato visitatori perché sono rimasti chiusi tutto l’anno (Museo civico di Castelleone e Collezione di strumenti musicali dell’Università di Pavia). Quasi tutti gli altri musei hanno dovuto chiudere per i primi 4 mesi dell’anno a causa della pandemia. A maggio con la riapertura dei musei i dati sono tornati, nonostante il pregresso lockdown, a crescere, raggiungendo il picco nei mesi di ottobre (14.034) e novembre (12.856).

«Poco significativi i dati relativi agli ingressi degli studenti — nota il report — sia perché per buona parte dell’anno non si sono potuti effettuare viaggi di istruzione, sia perché solo 18 musei su 26 hanno fornito i dati. Limitando l’analisi a questi 18 musei risulta che solo il 20% degli ingressi era di studenti e i periodi con maggior affluenza sono stati ottobre e novembre. Anche per quanto riguarda i turisti stranieri, i dati sono poco significativi: solo 16 musei su 26 hanno fornito i dati. Limitando l’analisi a questi 16 musei risulta che solo il 3% degli ingressi era di stranieri e i periodi con maggior affluenza sono stati ottobre e novembre».

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