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#DIRITTODICRITICA: concerto dell'«Orchestra Filarmonica Marchigiana» diretta da Alessandro Bonato

Nuovo appuntamento con la stagione 'Cibo per mente anima cuore corpo' del Ponchielli

La Provincia Redazione

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14 Aprile 2022 - 14:29

#DIRITTODICRITICA: concerto dell'«Orchestra Filarmonica Marchigiana»

Il maestro Alessandro Bonato

CREMONA - Nuovo appuntamento con Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Si prosegue con il concerto dell'«Orchestra Filarmonica Marchigiana» diretta da Alessandro Bonato. Leggi la recensione!

RUSSO LUDOVICO EMANUELE- III LICEO MUSICALE STRADIVARI

Čajkovskij e Beethoven, musicisti geniali distanti fra loro per epoca, temperamento e stile, si sono idealmente incontrati venerdì 8 Aprile al Teatro Ponchielli nel coinvolgente concerto dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta da Alessandro Bonato, con la partecipazione dell’acclamato violinista serbo Stefan Milenkovich. In programma il Concerto in Re min, l’unico composto dal compositore russo, composizione tra le più appassionate e tecnicamente difficili: fusione di virtuosismo, calda espressività ed esuberante energia ritmica spinta al massimo nel finale; la Settima Sinfonia di Beethoven, espressione viva e tangibile dell’entusiasmo e della gioia che derivano dal palpitare delle potenze della natura. Il pubblico è stato immediatamente conquistato dalle evoluzioni del violino nel primo movimento Allegro moderato: un calibrato dialogo fra solista e compagine orchestrale, che sfrutta una invenzione melodica lirica e intensa. La cadenza, breve ma concitata, avviata dall’orchestra, sembra quasi interrompersi difronte alla ripresa dei temi principali e genera nell’ascoltatore un vuoto nostalgico, lieve melanconia che introduce alla Canzonetta, Lied di impronta popolare affidato alle effusioni del violino con sordina. Nel tema, recuperato dal flauto, si percepisce una nota di tristezza ribattuta dal corno, come rintocco di campana lontana. Il secondo tema si inserisce come un lamento sul sincopato degli archi. Senza soluzione di continuità la Canzonetta trapassa nel Finale, un Rondò costruito su motivi di dichiarato sapore russo: il violino solista affronta i virtuosistici passaggi, sotto il segno di un travolgente dinamismo, ai quali l’orchestra non nega risposta infuocata. Cedendo a brevi pause liriche, la partitura conclude con una coda di brillante effetto, proprio come in uno spettacolo pirotecnico. Con la Settima Sinfonia in La mag è l'idea di armonia, di gioia, che esalta gli ascoltatori. Estrosa, ai limiti della stravaganza, questa sinfonia è danza: sublimazione di una essenza ritmica che percorre tutta l'opera. Il ritmo dà forma ad incisi ed idee, vivifica la melodia e le dà corpo, plasma i temi e ne muta la forma, accelera i cambi armonici, concentra, disperde i motivi tra le varie fasce timbriche, sostiene e spinge vigorosamente le dinamiche in una continua espansione di sonora vitalità.

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